Nicola Sabatelli, tra i più giovani artigiani nocesi

NOCI – Si dice che i giovani non vogliano più continuare i mestieri di una volta, quelli fatti di sudore e di polvere, dove le mani risultavano sporche e piene di calli per i troppi sforzi. Oggi si cerca il guadagno facile, meglio se di fronte a un computer e con un condizionatore per rinfrescare la mente. Forse non la pensa così Nicola Sabatelli, 32 anni, che oggi svolge con cura e maestria la passione tramandatagli dal padre, quella del falegname, nella sua officina nella zona artigianale. Una passione che parte da lontano, cioè da quando suo padre, Raffaele, inizia a lavorare per un’azienda di costruzioni di case in legno, in Lussemburgo. Dopo aver trascorso lì 12 anni, Raffaele, ritornato a Noci, apre una propria bottega e la lascia in eredità al figlio Nicola, che gestisce dal 2004.

Raffaele Sabatelli
Raffaele Sabatelli

«L’attività è nata negli anni ’70, ed oggi cerco di continuare ciò che mio padre ha iniziato. All’inizio l’azienda era incentrata sulla creazione di porte e infissi. Oggi, con le nuove esigenze di mercato, la produzione riguarda soprattutto l’arredamento su misura e il restauro di ogni genere, dalle porte, agli armadi, agli arredamenti, sia su progetti di nuove abitazioni con i progetti forniti dagli architetti, sia su abitazioni di vecchia costruzione con nuovi modelli di arredamenti. Seguo il prodotto in tutte le sue fasi, della realizzazione dalla materia prima al prodotto finito». Con il cambiare dei tempi, cambiano anche gli attrezzi del mestiere. «I macchinari sono più precisi e all’avanguardia e permettono di ridurre i tempi di lavorazione, specie nel taglio e nelle rifiniture, nonostante la parte più grossa del lavoro viene sempre fatta a mano». A questi si aggiungono i tipici strumenti del mestiere, dal martello, alla tenaglia, al cacciavite, che rimangono ancora oggi insostituibili. «È vero che le tecnologie vanno avanti e bisogna adeguarsi, però ce la metto tutta per essere competitivo sul prodotto su misura e di una certa qualità e soprattutto che ti duri nel tempo. Ho visto lavori fatti da mio padre che sono lì da trent’anni, con clienti che ritornano perché soddisfatti».

Il gradimento del cliente per il prodotto ricevuto, come in ogni lavoro di artigianato, è la soddisfazione più grande che si possa avere. Quello che purtroppo è scomparso, rispetto a un paio di anni fa è la fiducia. «Oggi il cliente gira per le botteghe e chiede molti preventivi. Non è più come una volta dove c’era la stretta di mano tra cliente e maestro. Non esiste più il cliente fisso. La concorrenza è tanta sia dal punto di vista del falegname artigianale (di cui Noci vanta ancora una decina di aziende artigianali impegnate nella lavorazione del legno), sia dalle produzioni industriali delle molte aziende presenti sul territorio».

Se però c’è passione e voglia di migliorare, la produzione non potrà che beneficiarne. «Si spera di portare avanti l’azienda, magari ingrandendola anche con l’aiuto di qualche collaboratore. Questo è un periodo un po’ buio per chi fa il mio mestiere ma sono fiducioso che in futuro qualcosa si muoverà per far ritornare questo mestiere com’era una volta, molto più richiesto e più apprezzato rispetto ad oggi». Il lavoro svolto dagli artigiani è soprattutto un lavoro di qualità, unito alla passione e alla creatività che ogni giorno questi maestri usano per accontentare tutti i gusti dei clienti. La figura del falegname, oggi, è in piena concorrenza e difficilmente scomparirà. Assisteremo, invece, a una sua graduale evoluzione, sperando che la qualità e la longevità del prodotto, rimanga uno dei punti di forza di questa attività.

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Le fotografie, nell’ordine:

Il giovane Nicola Sabatelli a lavoro (copertina).

– Il padre, Raffaele Sabatelli, agli inizi dell’attività a Noci.

– Macchinari usati nella lavorazione del legno.

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