Software per gestire affari in nero: 27 indagati

BARI – La Guardia di Finanza di Bari, nei giorni scorsi, dopo settimane di indagini, ha effettuato la scoperta di un nuovissimo software per la gestione degli affari in nero. Si tratterebbe di un software che, con un semplice <<click>> sul tasto F12 della tastiera del computer, permetterebbe di passare direttamente dalla contabilità ordinaria a quella “sommersa”.

Il software in questione, chiamato “Suit Medical Gold” o anche “Suit Medical Cloud”, nella versione aggiornata, sembrerebbe essere stato ideato da un ingegnere informatico, originario di una cittadina della provincia di Bari. Proprio rintracciando “la mente” del software, la Guardia di Finanza del capoluogo pugliese, è riuscita a risalire al lunghissimo elenco dei professionisti che avrebbero acquistato, dall’ingegnere barese, tale “creazione”. Nelle ultime settimane, pertanto, i finanzieri hanno perquisito gli uffici dei clienti dell’ingegnere, giungendo ad ispezionare più di 40 studi dentistici, situati nell’hinterland barese. Al momento, risultano 27 le persone indagate: tra queste compaiono, in primis, il consulente informatico e ben 26 odontoiatri, di cui 10 eserciterebbero proprio nella città di Bari. Tra questi odontoiatri sembrerebbe esserci anche un professionista nocese. Tutti sono stati accusati di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.

L’indagine verterebbe sull’arco di tempo che ha avuto inizio a partire dal 2016, fino ad arrivare ad oggi. Le Fiamme Gialle, pertanto, hanno sequestrato decine di computer, smartphone e hard-disk, appartenuti ai 26 professionisti indagati.
La Procura della Repubblica, di conseguenza, ha incaricato un consulente informatico esterno. Quest’ultimo, analizzando tutti i dati fornitigli, si occuperà di verificare se, effettivamente, i dentisti indagati evadevano le imposte, spostando nella sezione “sommersa” del software incriminato, una parte delle loro entrate annuali.

Le indagini però, proseguono: sarebbero, infatti, ancora molti gli odontoiatri, non ancora identificati, che, negli ultimi anni, avrebbero fatto ricorso al suddetto software.

Leave a Reply

Your email address will not be published.