Vicenti 2.0, altre due opere donate al Comune

NOCI – Si arricchiscono di un ulteriore tocco d’arte gli uffici comunali. Giovedì pomeriggio l’artista Carlo Vicenti, alias Carlos II, ha consegnato all’edificio comunale di via Sansonetti altre due opere d’arte derivanti da due diverse collezioni.

Successivamente alla donazione di due opere della collezione “Oltre” installate nel corridoio del settore servizi sociali, ad impreziosire la sala di gabinetto del sindaco è un quadro della raccolta intitolata “Correnti”, risalente al periodo 2001-2003, con cui Vicenti mostra la bellezza della terra di Puglia attraverso il suo rinomato blu vicentiano. La collezione composta da olii su tela costituita dal “policromatismo monocromatico”, all’epoca della sua formazione, si trasformò poi in “Correnti Fiorentine” impreziosite da colate in oro raffiguranti alcune delle architetture più importanti della città toscana. La collezione risale al periodo blu dell’autore con cui tentò di evolvere la propria arte introducendola al mondo con una visione storica nazionale ed internazionale. Difatti nel 2001 queste opere furono esposte anche a Pavia e Padova e riscontrò l’ammirazione di Cosmo Francesco Ruppi all’epoca arcivescovo metropolita di Lecce e presidente della Conferenza Episcopale Pugliese.

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Nella sala dell’ufficio anagrafe fa bella mostra di sé invece uno dei quadri «oro» (tecnica mista 70×100) della collezione “Il colore del vento” risalente al periodo 2005-2006. In questa collezione Vicenti portò avanti il discorso del blu vicentiano ma lo arricchì di polvere d’oro per creare caleidoscopi di colori, spettri luminosi e albe boreali. Una collezione questa che volle simboleggiare la libertà e la sensibilità dell’uomo dall’anima nobile. Presenti alla cerimonia di donazione il sindaco Domenico Nisi, gli assessori Lorita Tinelli e Antonio Locorotondo, il consigliere Giuseppe Mastropasqua e un nutrito gruppo di dipendenti comunali che hanno ringraziato in maniera unanime l’artista per aver dato lustro alle pareti bianche degli uffici pubblici del palazzo di città.

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