Clubintown: successo in villa, polemica social

NOCI – La villa comunale per una sera è tornata ad essere dei giovani, ma anche pomo della discordia per alcuni. L’associazione culturale Vocoder ha portato in scena la seconda edizione di Clubintown che si prefigura l’obiettivo di svolgere manifestazioni di tenore musicale in luoghi non convenzionali.

Ecco quindi uno dei luoghi simbolo della movida giovanile nocese diventare palcoscenico di una manifestazione decisamente votata ad un pubblico di giovanissimi. E questi non si sono fatti attendere. Il numero di presenze è stato elevato e molti hanno riempito il centro del luogo pubblico riversandosi a ridosso del palco montato nelle vicinanze della fontana monumentale, ascoltando i live set dei tre artisti Fragment Dimension, Boston 168 e Æmris, accumunati dalla sperimentazione musicale, specialmente nell’ambito dell’Acid Techno. L’apertura delle 17 era stata affidata alla selezione musicale di Modular SH, che ha accompagnato l’apertura degli stand di mercatini.

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Interessante è stato scoprire che alla musica gli organizzatori hanno pensato di associare la sicurezza con l’apposita chiusura di un tratto di via Tommaso Siciliani (quella che viene definita “passerella”) installando un presidio di soccorso. Sicurezza, questa volta stradale, che è stata comunicata attraverso l’opera di sensibilizzazione dell’Autoscuola Ready To Go di Enzo Pinto, attraverso simulazioni di guida in stato di ebrezza. Questo per sottolineare la valenza culturale della serata.

Ma evidentemente a qualcuno la musica sperimentale acid techno prodotta dai musicisti dal centro della villa non deve essere andata giù. Già dalle primissime ore della serata sono cominciati a spuntare post sui social di nocesi contrari al genere musicale proposto, tanto da ingenerare anche nei giorni successivi dibattiti social tra chi si schierava a favore dell’iniziativa e chi contro. È quindi dovuto intervenire in prima persona Nicola Putignano direttore artistico di Clubintown: «La serata è andata molto bene. Si è creata una sinergia tra le installazioni artistiche e gli elementi scenici e la parte musicale che ha reso il tutto estremamente vario. Le tre esibizioni sono state impeccabili». Mentre sulle lamentele per il volume alto della musica dice: «Le uniche note negative, forse, sono state le lamentele di una parte del vicinato per il volume e le vibrazioni. Avevamo considerato questo problema: a queste persone rivolgo personalmente le mie scuse, ma chiedo allo stesso tempo di aprire la propria mente a quella che è l’idea di Clubintown».

Il timore è che il continuo dibattersi su un evento del genere possa invitare l’organizzazione a spostare la serata in un’altra location fuori dal centro abitato con il pericolo concreto che quella che doveva essere una manifestazione culturale atta ad avvicinare la gente ad un nuovo genere musicale possa trasformarsi in un batter d’occhio in un rave party.

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