LEGGI NOCI » resistenza Tue, 23 Jan 2018 10:22:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » resistenza 32 32 “Nata dalla resistenza”, i liceali nocesi incontrano Canfora /2018/01/13/nata-dalla-resistenza-i-liceali-nocesi-incontrano-canfora/ /2018/01/13/nata-dalla-resistenza-i-liceali-nocesi-incontrano-canfora/#comments Sat, 13 Jan 2018 09:49:03 +0000 /?p=19057 NOCI – La nostra scuola partecipa al percorso culturale “Nata dalla resistenza. 70 anni di Costituzione (1948-2018)”, promosso dall’associazione ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia) in collaborazione con Comune di Bari, Ufficio scolastico AT Bari, Arci, Fondazione Rita Maierotti, Link – Rete della Conoscenza e Coordinamento regionale antifascista.  Nell’ambito di questo progetto il 10 gennaio 2018 i ragazzi delle classi quinte del Liceo scientifico e delle scienze umane di Noci si sono recati nel Foyer del teatro Piccinni a Bari ed hanno assistito ad un incontro iniziato con la lettura delle parole che Radio Bari annunciava il 28 gennaio 1944, quando proprio nel teatro barese si apriva il I Congresso dei comitati di Liberazione nazionale: il primo passo verso la Repubblica e la Costituente.

La manifestazione di ieri rappresenta l’evento centrale del percorso, che vede scuola e giovani come interlocutori privilegiati per raccontare la nascita della Repubblica, dell’ Assemblea Costituente, dei valori essenziali della Carta costituzionale.

Lineare, chiaro, diretto l’intervento del prof. Luciano Canfora, filologo e storico che ai ragazzi ha spiegato come la Costituzione sia nata e come sia stata fortemente voluta da uomini come Benedetto Croce, Tommaso Fiore, Piero Calamandrei, come sin dalla sua promulgazione fino ai giorni nostri venga attaccata e messa in discussione. Già nel 1952 Guido Gonella, all’epoca segretario politico della Democrazia cristiana, chiedeva di riformare la Costituzione italiana, entrata in vigore il 1 gennaio 1948, dichiarando in un discorso: «la Costituzione non è il Corano!».  Canfora ha spiegato come la nostra Costituzione sancisca non solo diritti politici ma diritti sociali, stabilendo una relazione fondamentale tra libertà e giustizia. Politici e giornalisti dei nostri giorni hanno provato a modificare articoli fondamentali come l’articolo 1: agli studenti quindi il compito di conoscere e difendere quei principi e quei valori che possono ancora oggi leggere e apprezzare. Alla scuola “Da-Vinci-Galilei” e alla dirigente prof.ssa Rosa Roberto il presidente Anpi Bari, Ferdinando Pappalardo, ha consegnato una targa ed una copia della Costituzione. La mattinata è stata inaugurata dal sindaco di Bari, Antonio Decaro. Sono intervenuti la dirigente dell’Ufficio scolastico Ambito di Bari Giuseppina Lotito e il vicepresidente nazionale Anpi Gianfranco Pagliarulo.

 

 

Redazione di Istituto

IIS “Da Vinci – Galilei”

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25 Aprile, storia della festa di Liberazione /2017/04/25/25-aprile-storia-della-festa-di-liberazione/ /2017/04/25/25-aprile-storia-della-festa-di-liberazione/#comments Tue, 25 Apr 2017 08:40:36 +0000 /?p=14419 NOCI – Il 25 Aprile 1945 è il giorno in cui il CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) diede l’ordine di insurrezione è la data che segna la sconfitta del nazifascismo, in Italia. Infatti in quella primavera di fine aprile si compie l’obiettivo finale della “Resistenza Italiana”, comunemente chiamata Resistenza Partigiana o Secondo Risorgimento.

Il periodo storico in cui il comitato fu attivo, inizia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e termina nei primi giorni di maggio del 1945. La scelta di celebrare la fine di quel periodo fa riferimento appunto alla data dell’appello diramato dal comitato per l’insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano dell’Alta Italia. Milano, Torino e Genova saranno liberate dai partigiani, prima dell’arrivo degli alleati. Le date storiche che segnano la “liberazione” del nord Italia vanno dal 24 aprile al 3 maggio.

A Torino il 24 di aprile alle 19 viene diramato l’ordine di insurrezione, dal 25 al 28 si combatte aspramente, gli operai e i sappisti difendono le fabbriche, i partigiani entrano in citta il 26, i nazifascisti si barricano nel centro cittadino, ma a mezzogiorno del 28 aprile la citta sabauda è finalmente libera. Il 3 maggio fanno il loro ingresso in città gli alleati.

L’anniversario della liberazione d’Italia è anche chiamata la Festa di Liberazione o semplicemente 25 aprile. E’ un giorno fondamentale per la storia d’Italia ed assume un significato particolare, un significato politico e militare, -“Arrendersi o perire”- fu la parola d’ordine intimata dai partigiani in quei giorni.

La festa fu istituita il 22 aprile 1946, su proposta del presidente del consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II (allora luogotenente del Regno d’Italia) emanò un decreto legislativo che cosi recitava: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. La ricorrenza da allora si celebra annualmente.

“La festa è la festa di tutti gli Italiani e tale deve rimanere poiché bisogna ricordare la Resistenza, infatti quella fu la scelta consapevole di uomini e donne che diventarono partigiani, eppure erano persone normali, come tutti avevano slanci e coraggio, debolezza e fragilità, forza d’animo, generosità e limiti caratteriali, eppure non mancarono l’appuntamento con la storia”– questo ha scritto Giovanni De Luna, docente dell’Università di Torino, uno dei più importanti storici del fascismo in un suo scritto apparso su Il Fatto Quotidiano.

In questi anni tante sono state le contraddizioni legate a aquesta festa invisa alla destra storica politica. Riportiamo quella di Giorgio Bocca, giornalista e partigiano che ha scritto: “attraverso la somma dei sacrifici e dei dolori sopportati, col grandioso apporto dato alla causa della libertà, con i risultati militari ottenuti, il movimento partigiano è riuscito ad assumere un significato morale di valore altissimo. Ha riscattato dinnanzi al mondo, insieme a coloro che nei campi di Germania tennero fede alla loro patria, la dignità del popolo italiano; ha dimostrato ben altrimenti, che generiche e facili affermazioni verbali, la sua volontà di essere un popolo libero degno di essere riammesso nella vita delle libere nazioni. C’è una campagna di denigrazione della Resistenza: diretta dall’alto, coltivata dal cortigiano. Il loro gioco preferito è quello dei morti, l’uso dei morti: abolire la festa del 25 aprile e sostituirla con una che metta sullo stesso piano partigiani e combattenti di Salò. Come aveva intuito Vittorio Foà, la politica partigiana era la politica delle larghe alleanze democratiche già sperimentata nella guerra di Spagna. In sostanza un riformismo socialdemocratico che per la prima volta annullava le millenarie divisioni di classe facendo rientrare tra i cittadini di pieno diritto gli operai e i contadini”.

 

(foto fonte: ANPI Barona)

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Celebrazioni 25 Aprile, Nisi: “la resistenza è più attuale che mai” /2016/04/26/celebrazioni-25-aprile-nisi-la-resistenza-e-piu-attuale-che-mai/ /2016/04/26/celebrazioni-25-aprile-nisi-la-resistenza-e-piu-attuale-che-mai/#comments Tue, 26 Apr 2016 08:54:01 +0000 /?p=7562 NOCI – Anche Noci ha celebrato il 25 Aprile, quest’anno ricorreva il settantunesimo anniversario della liberazione dal nazifascismo. Ieri mattina alle 11.00 , autorità civili, religiose e militari si sono ritrovate dinnanzi al monumento ai caduti di tutte le guerre per la commemorazione ufficiale. Nonostante le inclementi condizioni meteo: una pioggerellina fitta ed insistente, all’ora stabilita provvidenzialmente il sole ha fatto capolino tra le nuvole regalando un abbraccio caldo con i suoi raggi.

Ad aprire l’evento, le toccanti note della canzone del “Piave”, seguita dalle note suggestive del “Silenzio”, che hanno commosso i tanti che gremivano la Piazzetta di via Cavour. Al sindaco Nisi è spettato il compito del rito della deposizione della corona di fiori. Subito dopo il parroco di San Domenico don Nicola Montone ha benedetto la corona di fiori e si è intrattenuto con i presenti in raccoglimento e pregando per le anime dei nostri caduti.

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Il sindaco Domenico Nisi ha, nel suo breve discorso, ricordato l’importanza della giornata che ogni anno si celebra, dicendo: “la resistenza è più attuale che mai, dobbiamo tutti vigilare affinché quanto accaduto settantuno anni fa non debba ripetersi”.

Alla fine i bambini della 3C e della 3D del comprensorio scolastico  “Cappuccini- Pascoli” hanno regalato ai presenti un momento di vivida commozione e riflessione grazie ad una poesia di Vladimir Vladimirovič Majakovskij intitolata “Silenzio”, egregiamente declamata dal piccolo Vito Bruno. Alla fine commossi e partecipativi tutti i presenti in piazza hanno cantato l’inno nazionale. Tutti i presenti alla fine hanno ricordato parenti ed amici ma soprattutto fissato indelebilmente nella propria memoria la frase che campeggia sul monumento “Per non dimenticare mai”.

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