LEGGI NOCI » referendum costituzionale Sat, 13 Jan 2018 10:57:08 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.14 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » referendum costituzionale 32 32 Fabrizio Notarnicola (PD): “Ottimo risultato del Sì a Noci al referendum costituzionale” /2016/12/09/fabrizio-notarnicola-pd-ottimo-risultato-del-si-a-noci-al-referendum-costituzionale/ /2016/12/09/fabrizio-notarnicola-pd-ottimo-risultato-del-si-a-noci-al-referendum-costituzionale/#comments Fri, 09 Dec 2016 08:56:01 +0000 /?p=11963 NOCI – “Domenica 4 dicembre 2016 si é svolto il referendum costituzionale che ha visto un’ottima affermazione del Sì a Noci –  ad affermarlo in una nota è il capogruppo  PD, Fabrizio Notarnicola –  ed una ampia affluenza al voto”.

“A Noci si sono recati al voto 10.259 nocesi – prosegue Fabrizio Notarnicola – ed il 45,25% ha scelto il Sì facendo registrare il risultato migliore in tutta la Città Metropolitana di Bari e anche in tutta la Puglia. Il No ha prevalso con il 54,75%, ma è uno dei risultati più bassi nell’intera Città Metropolitana di Bari. Mi complimento con tutti i nocesi che hanno partecipato al voto dando prova di attenzione ed interesse per le norme costituzionali. Mi complimento con chi ha votato Sì sposando le ragioni della Riforma Renzi-Boschi, con i tanti sostenitori del PD e con tutti quei cittadini che ben oltre l’adesione valoriale al PD hanno sentito di rispecchiarsi nella proposta di riforma e ci hanno dato fiducia. E’ un patrimonio di stima ed interesse che va ben oltre l’ambito di partito e a cui bisognerà prestare la massima attenzione nel prossimo futuro. A dire il vero si sarebbe potuto fare molto di più visto che anche Area Popolare avrebbe potuto essere più incisiva nel sostenere le ragioni del Sì”.

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Referendum Costituzionale: vince Internet /2016/12/07/referendum-costituzionale-vince-internet/ /2016/12/07/referendum-costituzionale-vince-internet/#comments Wed, 07 Dec 2016 06:45:08 +0000 /?p=11919 NOCI – Questo Referendum ha detto molte cose, ma soprattutto tre: 1) il Web ha superato la Tv; 2) i Significati contano più dei Contenuti; 3) a Noci regna un vuoto politico.

Intanto come nocesi riteniamoci soddisfatti per la partecipazione e per il clima di confronto piuttosto civile. Un bel segnale. Dopodiché, il vero vincitore di questo appuntamento referendario è stato il web. Già Brexit e Thrump sono stati il risultato del web. Il potere politico è abituato a dominare tv e stampa nazionale, ma è decisamente impreparato, ad oggi, nei confronti del web. Renzi ha girato l’Italia in lungo e largo a spese dei contribuenti, passando da una tv all’altra, potendo contare su giornalisti “morbidi”, su trovate ad effetto mediatico, eppure è stato travolto. Il fronte del No invece cresceva sul web. Tutte gli espedienti Renziani, le aberranti dichiarazioni di De Luca, le tante contestazioni di piazza contro Renzi sono state puntualmente minimizzate-taciute dalla tv, ma immediatamente diffuse su web. Il fronte del No ha lavorato in internet. Da un lato Renzi contro tutti, dall’altro milioni di italiani sul web, ognuno capace di moltiplicare un messaggio in forma esponenziale, perché il web è immediato e trasversale. Una volta che l’appello al Clientelismo di De Luca è stato consegnato al web, in pochi minuti milioni di persone lo hanno visto, condiviso, giudicato, formando opinione, scimmiottato con foto di fritture di pesce, infine è stato portato anche fuori dal web. È una illusione pensare che abbia vinto il popolo. Il popolo ha certamente partecipato, ma senza la tecnologia, senza internet, senza il canale di comunicazione dei social network, avrebbe vinto la tv, da sempre piegata al controllo della politica. Ed invece ha vinto il web. Siamo così impreparati a questa nuova dimensione che persino i sondaggi mancano degli adeguati correttivi, infatti non riescono più a fare previsioni esatte, al massimo colgono la direzione, ma non l’intensità. Eppure il No era massicciamente diffuso su web, ma non adeguatamente misurabile.

E poi c’è l’aspetto simbolico. Milioni di Inglesi il giorno dopo Brexit pensavano di aver votato contro l’immigrazione. Certamente anche molti Italiani hanno votato senza essere entrati nei contenuti referendari. Ma allora cosa hanno votato gli italiani? Significati. Si sono schierati in favore o contro un significato. Da un lato il bisogno di sognare, credere in un mondo migliore, fatato e buono come quello del Mulino Bianco. Così in molti hanno vissuto l’intervento sulla Carta Costituzionale. Ma Sì ha significato anche ingerenza del potere, delle banche, della casta, dell’autoreferenzialità. Dall’altra parte i significati del No. No come occasione-modalità per il popolo di affermare la propria identità, per contrasto: “ti dico No! Così ti accorgi che esisto anche io…”. No come indisponibilità di continuare a cedere potere al leader. No come momento per ratificare la fine di un ciclo di prodotto. Renzi per primo si è affacciato alla politica come uomo di marketing, sarà ben consapevole che è stato assorbito nel meccanismo. E difatti lo sa, perché sta già lavorando al suo rilancio, che forse non ci sarà, a causa dei troppi nemici lasciati sul campo, di alcune uscite superbe e persino del gap empatico che invece molti italiani, e soprattutto italiane, riconoscono ancora in Berlusconi.

Lo Tzunami stavolta è partito fortemente dal Sud, segnale rilevante, significativo, da interpretare. In Puglia e nella provincia di Bari il fronte del Sì ha raccolto appena il 32%, ma a Noci il dato è stato del 45% e ben superiore a tutti i comuni confinanti. In valore assoluto sono ben 13 punti, e rapportati tra di loro fa addirittura 40%, che non può passare inosservato. Renzi ha perso, forse per sempre, il fronte di Nisi è rimasto ben in piedi, il fronte nocese del No invece ha fallito! Delle due l’una, o dopo i tanti bei proclami di Fratelli d’Italia, M5S, Piero Liuzzi con Morea-Marino, nessuno di loro è davvero sceso in campo, e questo mina la loro credibilità politica, oppure sono effettivamente scesi in campo, ma allora va segnalata la loro evidente inefficacia. In entrambi i casi M5S e Fratelli d’Italia qualche domanda potrebbero porsela, a seguire gli altri. Anche alle regionali i candidati nocesi hanno fatto una magra figura e questo denota un rilevante vuoto di leadership e credibilità politica.

Web, significati e vuoto politico, con questi aspetti la politica nocese da oggi deve confrontarsi ed i cittadini nocesi aspettano delle risposte.

 

Enzo Bartalotta

La Scelta Buona

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Nocesi sul Referendum Costituzionale, scarto di 965 voti /2016/12/05/nocesi-sul-referendum-costituzionale-scarto-di-965-voti/ /2016/12/05/nocesi-sul-referendum-costituzionale-scarto-di-965-voti/#comments Mon, 05 Dec 2016 18:39:40 +0000 /?p=11876 NOCI – Alla fine Noci ha scelto di premiare il No. Rispecchiando il leitmotiv nazionale anche i nocesi hanno bocciato l’idea del cambiamento. In virtù della schiacciante vittoria del No cosa insegna, se insegna, l’esito elettorale? L’Italia è un paese in cui è impossibile porre in essere una qualsiasi riforma? L’Italia è un paese in cui sulle micro-riforme si unisce, ma sulle macro-riforme si divide.

A Noci il Si ha racimolato 4592 preferenze, di contro il No, ne ha totalizzato 5557, uno scarto di 965 voti. A Noci è stata una battaglia, dura senza esclusione di “voti” tanto che sembrerebbe che contrasti con quanto accaduto nella penisola, dove un esito quasi plebiscitario si è espresso a favore del No. A Noci il vento nuovo di marca renziana ha soffiato e fatto parecchi adepti e favorito il proselitismo pro- Si.  Ma alla fine di un estenuante campagna elettorale e una strenua lotta si è dovuta arrendere alle urne, anche i nocesi hanno mandato un messaggio chiaro al premier e bocciato la filosofia renziana imperante e avvolgente e scelto di difendere e salvaguardare la Costituzione Italiana.

Noci è stata, è, e sarà (forse) per sempre un feudo democristiano, infatti l’odierno Partito Democratico è figlio “naturale” della vecchia nomenclatura democristiana che partorì aderendo in massa alla “Margherita”, figli illegittimi furono i superstiti del vecchio PCI, confluito nella “Quercia”. Cartina torna sole della genesi della spaccatura della sinistra nocese. Che a Noci il forte appeal democristiano è duro a morire lo sanno anche i sassi.

Al premier Renzi “boyscout” di provata militanza, non è riuscito il gioco di prestigio di far passare, soprattutto ai giovani (che oggi non hanno diritti acquisiti ma “navigano” eccelsamente nel mare tempestoso della precarietà) il concetto di cambiamento, di riforma. Per dirla senza peli sulla lingua la “new generation” ha bocciato e senza appelli una riforma costituzionale redatta con i piedi (è un eufemismo) poi, l’atavica contraddizione del meridione ha pesato come un macigno.

Renzi in queste ore metabolizza la sconfitta e sale al Colle… ora il pallino passa nelle mani del presidente Mattarella. Cosa accadrà? Accetterà le dimissioni del premier e darà il via alle consultazioni? Il presidente terrà conto del voto degli italiani? L’unica certezza era e sarà che il Popolo è sovrano e si è espresso.

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Referendum Costituzionale, a Noci vince il NO /2016/12/05/referendum-costituzionale-a-noci-vince-il-no/ /2016/12/05/referendum-costituzionale-a-noci-vince-il-no/#comments Mon, 05 Dec 2016 09:41:36 +0000 /?p=11871 NOCI – A Noci si conferma il NO. A decretarlo il voto di 10.259 elettori (pari al 64,43%) nocesi che ieri si sono recati alle urne per votare sul quesito referendario che vedeva “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”. Un risultato tendenzialmente in linea con la media nazionale ma non così schiacciante come da altre parti. Il SI si attesta al 45,25% (pari 4.592 voti), mentre il NO va oltre il 50% arrivando al 54,75 pari a 5.557 voti. Bassa la percentuale sia di schede bianche, 31 (0,30%) che di schede nulle, 79 (0,77%).

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(Dati: Ministero dell’Interno)

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Referendum Costituzionale, seggi aperti dalle 7 alle 23 /2016/12/04/referendum-costituzionale-seggi-aperti-dalle-7-alle-23/ /2016/12/04/referendum-costituzionale-seggi-aperti-dalle-7-alle-23/#comments Sun, 04 Dec 2016 06:58:27 +0000 /?p=11836 NOCI – Domenica 4 dicembre 2016, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, si svolgeranno le consultazioni elettorali per il referendum costituzionale, recante “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

Il corpo elettorale, ripartito nei 7.998 Comuni e nelle 61.551 sezioni elettorali del territorio nazionale, è pari a 46.714.950 elettori, di cui 22.465.280 maschi e 24.249.670 femmine. A questi vanno aggiunti i 3.995.042 elettori aventi diritto al voto per corrispondenza all’estero, di cui 2.077.455 maschi e 1.917.587 femmine. Tali dati si riferiscono al 15° giorno antecedente alle consultazioni.

Si ricorda che gli elettori del territorio nazionale, per poter esercitare il diritto di voto presso l’ufficio elettorale di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un documento di identità, la tessera elettorale personale a carattere permanente.

Qualora non si rinvenga la propria tessera elettorale o si rilevi che gli spazi per l’apposizione del timbro sono esauriti, si potrà chiedere una nuova tessera agli uffici comunali che, a tal fine, assicureranno l’apertura al pubblico nelle giornate di venerdì 2 e sabato 3 dicembre, dalle ore 9.00 alle ore 18.00, mentre domenica, giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto (dalle ore 7.00 alle ore 23.00).

Lo scrutinio dei voti inizierà nella stessa giornata di domenica, subito dopo la chiusura delle votazioni ed appena ultimate le operazioni preliminari allo scrutinio stesso. Contemporaneamente, si svolgerà anche lo scrutinio delle schede votate per posta all’estero.

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Referendum: l’appello al voto di Vito Plantone (PD) /2016/12/02/referendum-lappello-al-voto-di-vito-plantone-pd/ /2016/12/02/referendum-lappello-al-voto-di-vito-plantone-pd/#comments Fri, 02 Dec 2016 15:06:00 +0000 /?p=11810 NOCI – Riceviamo e pubblichiamo la nota a firma del segretario di sezione del Partito Democratico Vito Plantone, con cui invita i cittadini alle urne il prossimo 4 dicembre.

Qui di seguito il testo:

Carissimi concittadini,

il tempo di questa campagna referendaria sta ormai finendo. È giunto il momento di decidere. All’invito ad approfondire, capire e comprendere dei giorni scorsi, ora non posso che sostituire l’invito al voto e a votare Sì per questa riforma.

Quando ci si trova difronte ad una scelta molto importante come questa, solitamente si cerca di complicare, di elaborare, di meditare. Tutti quelli che hanno fatto scelte importanti nella vita sanno però bene che le scelte nascono sempre poi da pensieri semplici, ove non tutto puoi ponderare e non tutto può essere esattamente come vorresti. Forse allora dovremmo anche provare a semplificare questa nostra scelta, perché in fondo nella semplicità risiedono poi le cose vere.

Hanno provato a tirare in ballo tanti argomenti che nulla hanno a che fare con la riforma costituzionale. Ora è tempo di fare pulizia nella nostra testa e di focalizzare sulle reali scelte che siamo chiamati a compiere il prossimo 4 dicembre.

Non votiamo a favore o contro Renzi ed il suo Governo, non votiamo a favore o contro la Buona Scuola, non votiamo a favore o contro il Jobs Act, non votiamo a favore o contro le politiche ambientali per l’ILVA, non votiamo a favore o contro JP Morgan e le banche, rispetto ai quali temi potremmo avere idee diverse e articolate.

Domenica prossima votiamo per cambiare la II Parte della nostra Costituzione. Questo è il tema, ed è rispetto a questo che siamo chiamati a dire Sì oppure No.

Ho quasi quarant’anni e per oltre la metà di questi ho visto un Paese piegato su se stesso, incapace di reagire all’involuzione economica e politica di questi anni, incapace di adattarsi ai cambiamenti, alla dimensione nuova che il Mondo stava assumendo. Questa difficoltà l’abbiamo pagata tutta noi e le generazioni che dopo di noi sono arrivate: aziende che hanno chiuso i battenti, specialmente al Sud, banche incapaci realmente di promuovere lo sviluppo dei territori, laureati costretti ad emigrare come un tempo, meritocrazia stropicciata e corrosa dalla incapacità e dalla scorciatoia facile. Per tutto questo ho sentito sempre trovare una giustificazione nel ritardo legislativo del nostro Paese, nella debolezza dei 63 governi che in 70 anni si sono succeduti, nella farraginosità del nostro modello democratico, nei troppi posti della politica che poca qualità hanno prodotto al cospetto dei tanti costi.

Oggi stranamente, però, vedo tanti di quelli che contestavano questi punti battersi contro questa riforma, con un livore ed astio che non ho riscontrato neanche durante le passate campagne elettorali per le politiche. Mi sono chiesto perché. Onestamente ancora oggi, al termine di questa campagna referendaria, una risposta certa non sono riuscito a darmela. C’è chi parla di possibili derive, di pasticci, di confusione, ecc. Quella che ho preferito in assoluto, però, è che attraverso questa riforma si punti poi alla “decadenza dei diritti”. Con il dovuto rispetto per chi, proprio a Noci, ne ha parlato, la ritengo una falsità assoluta e da paese conservatore e retrogrado. Eppure, stranamente, alcuni amici della Sinistra progressista hanno applaudito a tale affermazione, dimenticando forse che solo il cambiamento ed il progresso possono garantire contro l’usurpazione vera dei diritti.

No, non è prevista alcuna “decadenza dei diritti”, piuttosto un rafforzamento dei diritti, perché in un Paese che non funziona, lì sì, rischiamo di perdere l’esercizio quotidiano dei nostri diritti, lì sì, rischiamo di frantumare la nostra democrazia contro il muro della involuzione politica, lì sì, rischiamo di compromettere il volere popolare a favore di strani percorsi legislativi che scavalcano il parlamento repubblicano, lì sì, rischiamo di distruggere le nostre ambizioni e le nostre vite.

Ecco, questo è per me il quesito vero del prossimo 4 dicembre: vogliamo cambiare finalmente questo Paese cercando di dare risposte coerenti con le giuste critiche di questi anni, Sì o No? Vogliamo efficientare il nostro modello di democrazia, Sì o No? Vogliamo rendere il referendum popolare uno strumento realmente influente nella vita democratica di questo Paese, Sì o No? Vogliamo maggiore stabilità governativa con una sola camera che esprima la fiducia, Sì o No? Vogliamo recuperare un livello di unitarietà nazionale nelle politiche sanitarie, ambientali, turistiche, economiche, Sì o No? Vogliamo ridurre il numero dei parlamentari e creare un Senato realmente rappresentativo dei nostri territori, Sì o No?

Rispetto a questi temi io non credo ci sia partito o movimento che tenga, credo piuttosto che ognuno di noi debba fare innanzitutto i conti con se stesso, con la sua personale coscienza e coerenza, con la sua voglia di avere fiducia nel futuro, con le sue frustrazioni, angosce e insoddisfazioni, cercando appunto di guardare con maggiore serenità al proprio percorso di vita e a quello dei propri figli.

Domenica prossima votiamo, quindi, per il nostro futuro, per la possibilità di poter contare davvero nei processi democratici del nostro Paese e provare finalmente a dare risposte a generazioni disorientate e amareggiate. Questo le generazioni precedenti lo devono soprattutto alla mia e a chi dopo di noi ha trovato un Paese alla deriva e da ricostruire.

Non credete a chi dice che votando No a questa riforma, si possa poi aprire una nuova fase di discussione e cambiamento. Anche questa è una falsità assoluta. L’ultima riforma della Costituzione approvata risale al 2001 e credo che altri 15 anni in queste condizioni non possiamo proprio permetterceli.

Oggi, con coraggio, basta un Sì.

Vito Plantone

Segretario Circolo PD di Noci

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Basta un Sì /evento/basta-un-si-2/ /evento/basta-un-si-2/#comments Mon, 28 Nov 2016 18:30:00 +0000 /?post_type=tribe_events&p=11685 NOCI – Un altro importante appuntamento per il Sì al Referendum Costituzionale, lunedì 28 novembre pv, ore 19.30, presso il Chiostro delle Clarisse.

L’Avv. Giampiero Risimini, autore del libro “Referendum Costituzionale: rilievi, interpretazioni, chiarimenti” redatto assieme al Consigliere Regionale Fabiano Amati, dialogherà con il Sindaco Domenico Nisi sulle ragioni che devono indurre tutti gli elettori ad un voto consapevole a favore dell’attuale Riforma Costituzionale.

Ad accompagnarli in questo percorso ci saranno Giandomenico Dongiovanni, membro del direttivo PD di Noci, Vito Plantone, Segretario del Circolo PD di Noci ed Antonio Trifogli, Segretario dei GD di Noci.

Un’altra occasione offerta a tutta la cittadinanza per affrontare con fiducia questo importante momento di svolta della nostra democrazia.

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PD: Scalfarotto a Noci per sostenere il SI al Referendum /2016/11/14/pd-scalfarotto-a-noci-per-sostenere-il-si-al-referendum/ /2016/11/14/pd-scalfarotto-a-noci-per-sostenere-il-si-al-referendum/#comments Mon, 14 Nov 2016 11:29:22 +0000 /?p=11456 NOCI – È stata la presenza del sottosegretario allo sviluppo economico Ivan Scalfarotto ad impreziosire l’incontro pubblico organizzato dalla sede locale del Partito Democratico in ragione del SI al referendum costituzionale in programma il 4 dicembre prossimo.

A Noci il pd, al momento, rappresenta l’unica forza a sostegno delle ragioni che vorrebbero un cambio che va dal superamento del bicameralismo perfetto, alla riduzione dei parlamentari attraverso il rinnovamento del Senato della Repubblica, alla soppressione del CNEL a finire alla revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

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In un Chiostro di San Domenico pieno di amici e simpatizzanti dei dem, anche della parte non propriamente vicina alle idee renziane, erano seduti al tavolo dei relatori Marta Jerovante, l’assessore Lucia Parchitelli, il segretario sezionale Vito Plantone, insieme con Marco Lacarra, segretario regionale pd, e appunto il sottosegretario Scalfarotto.

Tanti i temi sviscerati dai relatori, ma l’attacco frontale alla parte avversa – i sostenitori del NO – deriva dal fatto che il dibattito politico su cui si è incarnata la vicenda escluderebbe il merito della riforma, confusa con il proseguo del governo e con la legge elettorale. Ed invece per l’assessore Parchitelli è importante la soppressione del CNEL (Centro Nazionale Ente Lavoro) che «dal momento della sua istituzione ha prodotto pochissimo e ha fatto spendere nel tempo oltre 20 milioni di euro». Di stampo prettamente politico l’intervento di Marco Lacarra che ha inteso scindere il referendum con la politica contraria al governo renzi: «ci saranno altri appuntamenti politici: il congresso del pd prima, le politiche nel 2018», ed ha chiuso con l’invito a presentarsi alle urne. Infine l’intervento di Ivan Scalfarotto che ha sviscerato il tema più dibattuto, sul quale è stato chiamato dalla moderatrice Jerovante ad intervenire, riguardante la riforma del senato. «Riforma tutt’altro che pasticciata – sostiene il sottosegretario – è il frutto di un lavoro certosino». E poi citando Weber, tra l’etica dei principi e l’etica della responsabilità, ha richiamato alla riflessione comune. «Con la riforma si vuole puntare a formulare leggi che garantiscano tutti, comprese le minoranze, ed una stabilità di governo. Tempi certi, 70 giorni per l’approvazione, scongiurando l’abuso dei decreti legge su cui molto spesso i governi pongono la fiducia per far camminare la macchina. Ogni volta che una legge viene discussa in parlamento viene sempre rivista aggiungendo cose nuove in una logica di compromesso con tutte le forze politiche. Con la riforma si punta sull’abbreviazione dei tempi per far si che il parlamento produca leggi chiare. Inoltre al Senato verranno rappresentate le Regioni attraverso i propri rappresentanti eletti dai cittadini senza diaria. I sostenitori del No non entrano mai nel merito della riforma perché sanno benissimo che con questa riforma il Paese va avanti».

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Basta un SI /evento/basta-un-si/ /evento/basta-un-si/#comments Sat, 12 Nov 2016 17:30:00 +0000 /?post_type=tribe_events&p=11388 NOCI – In vista del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre e con l’obiettivo di promuovere una partecipazione al voto libera e consapevole, il Comitato per il Sì di Noci invita la cittadinanza ad un momento di approfondimento dei contenuti della legge di revisione costituzionale (fine del bicameralismo paritario, ridimensionamento e ridefinizione del ruolo del Senato, revisione delle competenze regionali, nuovi strumenti di rappresentanza popolare, abolizione di enti non funzionali).

L’incontro si svolgerà sabato 12 novembre, alle ore 18:30, presso il Chiostro di San Domenico, e vedrà l’intervento del Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico Ivan Scalfarotto e del Segretario regionale del Partito Democratico Marco Lacarra.

Parteciperanno inoltre l’Assessore all’Ambiente, Patrimonio e Personale del Comune di Noci Lucia Parchitelli, il Segretario Vito Plantone e la Vice-segretaria Marta Jerovante del Circolo cittadino del Partito Democratico.

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Referendum 4 dicembre, a Noci si costituisce il Comitato per il NO /2016/11/12/referendum-4-dicembre-a-noci-si-costituisce-il-comitato-per-il-no/ /2016/11/12/referendum-4-dicembre-a-noci-si-costituisce-il-comitato-per-il-no/#comments Sat, 12 Nov 2016 06:43:12 +0000 /?p=11422 NOCI – Si è ufficialmente costituito anche a Noci il “Comitato per il NO al Referendum costituzionale”. Cittadini, autoconvocatisi con un passaparola ed appartenenti a diverse estrazioni politiche, hanno chiarito di essere presenti a titolo personale e spontaneo, con l’intento di dar vita ad un Comitato popolare e tematico, totalmente scevro da sigle e condizionamenti partitici e finalizzato unicamente a contrastare la riforma costituzionale proposta dal Governo Renzi e ad affermare le ragioni del NO al referendum.

Con la convinzione che non si cambia la Costituzione con un colpo di mano di una finta maggioranza, che il Senato della Repubblica Italiana non possa diventare un pasticcio, che il riparto di competenze Stato-Regioni-autonomie locali non possa funzionare e che con questa nuova riforma si vuole solo sostituire il centralismo al pluralismo dei cittadini, il Comitato nocese decide ora, in previsione delle votazioni del prossimo 4 dicembre, di allargarsi il più possibile e di dar vita a gruppi di “Volontari per il NO”, onde ampliare la partecipazione popolare al voto ed il giudizio contrario alla riforma costituzionale proposta.

Per tali ragioni, dopo tre incontri, il Comitato per il NO al referendum Costituzionale – NOCI invita qualsiasi cittadino ad aderire attivamente alle attività che fino alle prossime elezioni si svolgeranno sulla pubblica piazza nocese seguendo la pagina facebook ufficiale (Comitato NO Referendum Costituzionale – Noci).

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