LEGGI NOCI » paese Sun, 06 Aug 2017 09:48:04 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.11 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » paese 32 32 “Una Chiesa, un Paese”: don Ivica Zizic conclude il ciclo di conferenze teologiche /2017/06/10/una-chiesa-un-paese-don-ivica-zizic-conclude-il-ciclo-di-conferenze-teologiche/ /2017/06/10/una-chiesa-un-paese-don-ivica-zizic-conclude-il-ciclo-di-conferenze-teologiche/#comments Sat, 10 Jun 2017 05:49:40 +0000 /?p=15347 NOCI – Si è concluso il ciclo di conferenze teologiche inaugurato lo scorso anno in occasione del giubileo straordinario Una Chiesa, un Paese – Fra identità e memoria per festeggiare i presunti 700 anni dalla nascita della Chiesa Madre di Noci. Giovedì 8 giugno, all’interno della parrocchia Maria Ss. della Natività si è svolto il quarto appuntamento intitolato Varcare la soglia – Il simbolismo della porta presieduto dal professor don Ivica Zizic, dottore in Teologia Liturgica e in Filosofia, docente nella Facoltà teologica di Spalato, in Croazia, e nell’Istituto Liturgico di S. Anselmo di Roma.

Come ha anche voluto ricordare don Peppino Cito, moderatore della serata, il ciclo teologico è stato inaugurato il 26 maggio 2016 da fratel Micheldavide Semeraro osb, in occasione della Madonna della Croce, seguito il 2 settembre 2016 da don Antonio Scattolini, in occasione della devozione a San Rocco e, infine, come terza conferenza, il 15 settembre dal prof. Denis Sahayaraj Kulandaisamy, in occasione della festa liturgica dedicata alla Natività di Maria.

La conferenza ha avuto come tema principale la porta, analizzata nella sua parte antropologica, liturgica e culturale. Tale argomento nasce dall’esigenza di lasciare un segno tangibile del giubileo indetto, quale la creazione di una nuova porta in bronzo. Come spiegato, infatti, dall’architetto Piero Intini, alcuni artisti sia italiani che stranieri si sono interessati alla realizzazione della porta, i cui bozzetti dovranno essere consegnati all’ente parrocchiale entro e non oltre il 30 giugno 2017 (qui il regolamento completo). Una giuria di 11 persone, composta da preti, critici d’arte, responsabili MiBact, architetti, ingegneri e restauratori valuterà le tracce consegnate, le quali saranno esposte in una mostra, mentre il vincitore verrà selezionato entro la novena di San Rocco di quest’anno.

Infine, don Peppino ha ricordato l’ultimo progetto in fase di definizione da parte dell’ente parrocchiale, ovvero l’apertura di una Casa della Carità, in collaborazione con il Comune di Noci e realizzata grazie ai fondi della Caritas Diocesana e Nazionale.

L’appuntamento conclusivo del giubileo straordinario si svolgerà oggi, sabato 10 giugno alle ore 19.00, presso la Chiesa Madre di Noci con una solenne celebrazione presieduta da S.E. Mons. Giovanni Intini, Vescovo di Tricarico, e a seguire la presentazione del numero speciale commemorativo dell’evento Quaderno Chiesa Madre e la riapertura dell’Archivio Storico annesso alla sagrestia della parrocchia.

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Noci: paese tracciato dagli alberi /2017/05/25/noci-paese-tracciato-dagli-alberi/ /2017/05/25/noci-paese-tracciato-dagli-alberi/#comments Thu, 25 May 2017 05:42:03 +0000 /?p=15014 NOCI – Se il nome è la parola che descrive una entità, già nel nome del nostro paese è racchiusa tutta la sua personalità. Tra storia e leggenda, il paese di Noci vede il suo destino legato ad un albero.

Nello specifico è il noce che ha segnato la nostra identità storica ma, nella realtà quotidiana è il fragno che segna il nostro paesaggio.

Il paesaggio nocese era in passato quello di “un’antica terra verde” (come viene definito dallo storico Pasquale Gentile nel suo “Museo della Strada”). Ovunque boschi, selve miste di fragno e roverella. Ogni viaggio nel bosco era un viaggio di esplorazione ed i nocesi erano inconsapevoli di quanta felicità possono darci gli alberi e di quanto possiamo imparare dagli alberi.

Gli alberi sono esseri sociali: condividono il nutrimento con i loro simili e rimettono in forza i loro concorrenti perché hanno compreso che insieme si sta meglio.

Mentre un albero da solo è in totale balia del vento e delle condizioni atmosferiche; molti alberi insieme creano un ecosistema che mitiga gli eccessi di calore e di freddo.

In passato gran parte dei boschi nocesi sono stati tagliati per produrre legna da ardere e carbone. Per anni l’intera economia nocese si è basata sullo sfruttamento dei nostri boschi che hanno ospitato i nostri avi dediti al taglio o alla condotta di carbonaie: un esempio primordiale di economia circolare.

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Dimentichiamo però, che gli alberi, come gli altri esseri viventi, sono dotati di memoria, parlano con loro, registrano sensazioni e riportano sulla loro corteccia i segni di quello che è stato il nostro passato: sono segnati da quanto e da come li abbiamo sfruttati.

Per esempio, tutte le querce (fragno compreso) comunicano per mezzo di sostanze chimiche odorose: se un fragno subisce un’infestazione di insetti, emana segnali olfattivi su un’area abbastanza vasta e tutti gli esemplari che ricevono il messaggio si preparano a respingere l’attacco, depositando speciali sostanze amare che mettono in fuga gli insetti.

Cosi come dimentichiamo che la tanto rinomata aria salubre nocese, che ha anche ispirato poeti e letterati locali, altro non è che il risultato della presenza dei nostri boschi, tanto più numerosi in passato.

Tuttavia è sbagliato pensare che gli alberi si limitano a filtrare l’aria, essi vi immettono anche i fitoncini perciò è provato scientificamente che la pressione sanguigna dei visitatori del bosco aumenta fra le conifere mentre si riassesta su valori più bassi nei querceti. I fitoncini esercitano inoltre un’azione positiva anche sul nostro sistema immunitario perché uccidono i germi…

Noi nocesi non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a vivere a contatto con questi fantastici alberi.

Vorrei lanciare una dichiarazione d’amore indirizzata al bosco ma che sia un monito per noi nocesi al fine di preservare il nostro patrimonio arboreo garantendolo per i nostri figli.

DANIELA FUSILLO – Presidente Associazione  MurgiAmbiente

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“Una Chiesa, un Paese – Fra identità e memoria”, presentato il programma per il giubileo straordinario /2016/05/28/una-chiesa-un-paese-fra-identita-e-memoria-presentato-il-programma-per-il-giubileo-straordinario/ /2016/05/28/una-chiesa-un-paese-fra-identita-e-memoria-presentato-il-programma-per-il-giubileo-straordinario/#comments Sat, 28 May 2016 15:51:46 +0000 /?p=8208 NOCI – Il 2016 è l’anno scelto per festeggiare i 700 anni dalla nascita del nostro paese, in ricordo dell’anno 1316, periodo in cui si vuol collocare la leggenda che vede la costruzione di una cappella dedicata alla Madonna, per aver salvato il principe D’Angiò da un temporale, dopo che questi si era rifugiato sotto un albero di noce. In realtà, il primo documento storico che attesta la presenza di un primo casale, risale a molti anni prima, nel 1180, dove viene menzionata una chiesa intitolata a Sancta Maria de Nucibus, dal quale poi deriverebbe il nome utilizzato per indicare quell’agglomerato di case. Quest’anno è quindi un modo per ricordare le origini del nostro paese, con una serie di eventi e iniziative che sono state presentate ai cittadini nocesi il 26 maggio scorso all’interno del Chiostro delle Clarisse.

In primo luogo è stato spiegato dall’architetto Piero Intini, il logo ideato per l’evento del settimo centenario della nascita del paese, che vede raffigurati in una metà il campanile della Chiesa Madre che si unisce alla metà della chioma dell’albero del noce, simbolo rappresentato nello stemma comunale. Il programma intitolato “Una Chiesa, un Paese – Fra identità e memoria” vuol quindi ripercorre le origini che hanno portato dalla prima chiesa intitolata a Santa Maria delle Noci, alla nascita della Terra delle Noci. L’evento si avvale della collaborazione di varie associazioni ed enti, come Associazione culturale “Giuseppe Albanese”, Terra Nucum, l’UTEN e la Biblioteca Comunale “Mons. Amatulli”.

Una parte del programma è presentata dal sindaco di Noci, Domenico Nisi, il quale ha voluto creare “un percorso alla ricerca delle radici storiche e umane del paese”. Nello specifico durante il corso dell’anno si effettueranno delle visite guidate alla Chiesa Madre, a cura degli architetti Piero Intini, Ciccio Giacovelli e Piernicola Intini nei mesi di luglio e agosto; “Settembre in Santa Chiara”, con la consueta serie di conferenze all’interno del Chiostro delle Clarisse; la pubblicazione, nel mese di novembre, di un libro sul campanile della chiesa matrice, recentemente ristrutturato; alcuni eventi a cura dell’Università della Terza Età di Noci; manifestazioni con concorsi per le scuole nocesi, con visite guidate alla riapertura del nuovo anno scolastico. Alcuni eventi sono ancora in fase di definizione e durante il corso di questo 2016 verranno pubblicate le locandine per conoscere le date della programmazione di quest’anno giubilare.

Don Peppino Cito, invece, parla dell’aspetto religioso della manifestazione. “È un pellegrinaggio per ritornare alle sorgenti” spiega ai presenti. “Questo è un giubileo straordinario per ricordare le origini del paese che sono patrimonio di tutti”. Questo pellegrinaggio sarà distribuito su quattro piste:

– Un momento celebrativo, già iniziato nella giornata del 25 maggio con una messa nel santuario della Madonna della Croce, a cui segue una celebrazione del nuovo Vescovo della Diocesi di Conversano-Monopoli, Mons. Giuseppe Favale. A questi si aggiungono tre pellegrinaggi per riscoprire l’identità mariana nella capacità di essere misericordiosi, uno a Conversano e l’altro a Monopoli, sedi della circoscrizione vescovile, e l’altro già tenutosi, sempre nella giornata del 25 maggio, al santuario della Madonna della Croce, dove si è ripercorsa la “Via Matris” lungo le 7 croci che si snodano nel raggiungere il santuario, rappresentanti i 7 dolori di Maria.

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– Una pista formativa teologica, già inaugurata nella giornata del 26 maggio a cura del benedettino fr. MichaelDavide Semeraro, del monastero della Visitazione (Val d’Aosta), seguita da altre conferenze, una in occasione della festa di San Rocco, dedicata al patrono del paese, e l’altra in occasione della Natività della Beata Vergine Maria, dedicata alla denominazione della Chiesa Madre.

– Una pista culturale, con la collaborazione delle associazioni, come offerta alle nuove generazioni per la capacità di fare memoria.

– Infine, una pista per far sì che Noci diventi una città dell’ospitalità, tramite la costruzione di una casa di pronta accoglienza entro la fine dell’anno e la realizzazione di una nuova porta per la Chiesa Madre, con l’aiuto di associazioni e imprese, per rendere la chiesa più elegante dopo la ristrutturazione del campanile e la pulitura della facciata principale.

Tante quindi le iniziative per questo 2016, che si spera possano far veramente riscoprire le nostre radici, permettendoci di non dimenticare come da una semplice chiesa, si è arrivati ad una grande realtà come quella attuale.

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