Il corteo ha visto in testa donne in stato avanzato di gravidanza che vedono compromessa l’ultima parte di gestazione non sapendo dove andare a partorire, seguite a ruota dai neo genitori che proprio a Putignano hanno visto nascere i propri figli, ma anche medici e personale ospedaliero nonché gente comune che ha abbracciato la causa e il sindaco di Putignano Domenico Giannandrea.
Una “fiumara di gente” come scrivono i colleghi di Putignano, ha dato seguito ad una manifestazione spontanea che ha interessato e interessa tantissima gente. L’ospedale Santa Maria degli Angeli è un punto di riferimento sanitario per otto comuni dell’area a sud-est di Bari e i dati, a detta dei medici che vi lavorano, vanno in direzione contraria rispetto al riordino ospedaliero organizzato dalla Regione Puglia. Dove sembra che la politica con le sue ottusità e visioni di parte non ci arrivi, ecco elevarsi il coro d’espressione dei cittadini, i diretti interessati delle ricadute politiche della vicenda. Le 18mila firme raccolte l’anno scorso sembrano essere state recepite come un coro muto da parte dei cittadini del sud-est barese ed allora una marcia al grido “Putignano non si tocca” e “Giù le mani dal nostro ospedale” per le vie del centro sembra il modo migliore per esprimere alla giunta regionale e al presidente Michele Emiliano il proprio dissenso.
A Putignano il primo cittadino è sotto pressione per continuare sulla strada della giustizia a tutti i livelli incoraggiato dagli schieramenti politici ad intentare una causa legale a più livelli. Purtroppo vi è da constatare ancora la scarsità di partecipazione da parte dei nocesi, troppo pochi per un tema così delicato che riguarda anche loro. Adesso l’attenzione è catalizzata sul TAR che il 26 luglio prossimo sarà chiamato ad esprimersi proprio sul proseguo dell’attività del punto nascita di Putignano. Il comitato organizzatore fa sapere che indipendentemente dall’esito espresso vi sarà un nuovo corteo a Bari.
]]>Di seguito riportiamo la nota giunta in Redazione:
Egregio Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano,
le scriviamo ben consapevoli che la “scelta” che a breve dovrà fare circa il futuro dell’Acquedotto Pugliese S.p.A è al centro dell’attenzione di svariati soggetti, osservatori attenti e di orientamenti disparati, che tuttavia sintetizzano il dibattito che c’è sempre stato intorno alla nostra azienda (a tratti sopito) e che riguarda la sua forma giuridica: spa ancora pubblica, ma regolamentata secondo il diritto privato, oppure azienda speciale e quindi sotto l’egida del diritto pubblico?
Caro Presidente, per noi lavoratori della Filctem di Bari non ci sono dubbi, né ombre.
Il suo predecessore Nichi Vendola ci ha visti al suo fianco nel sostenere la campagna di ri-pubblicizzazione, che nonostante la “bocciatura” della Consulta, a noi sembra ancora oggi praticabile – sulla scorta delle proposte emerse al tavolo tecnico appositamente istituito che ha fatto seguito alla deliberazione di Giunta regionale (n. 370/2017) e alla mozione consiliare del 21 marzo 2017.
Spiace dirlo, ma il silenzio della Regione Puglia, in esito a quegli incontri e rispetto all’imminente scadenza della concessione ad Aqp della gestione del Servizio Idrico Integrato, ancora oggi è assordante.
Così come spiace dover concludere che, probabilmente, quello svolto a quel tavolo è stato un confronto inefficace – sono emerse posizioni precostituite e cristallizzate – tenuto esclusivamente sotto il “patrocinio” del confronto istituzionale necessario, ma in estrema sintesi solo formale.
I cittadini che hanno votato i referendum a favore dell’acqua pubblica e contro la remunerazione del capitale investito, ma soprattutto i lavoratori di Aqp, nonostante ancora si attenda una legge che ossequi la volontà popolare emersa dalla consultazione, vedono i Governi continuare a testa bassa nel perseguire le politiche di industrializzazione del Servizio Idrico Integrato e le politiche di liberalizzazione/privatizzazione in tema di acqua.
Poiché siamo convinti assertori del ruolo “pubblico” che Aqp finora ha svolto, anche e soprattutto quando pubblico era anche il suo status giuridico, pensiamo che a causa della desertificazione sempre più aggressiva e devastante, soprattutto all’interno dei paesi che si affaccino sul Mediterraneo (Italia e Puglia in primis), Aqp non possa delegare ad altri protagonisti il proprio compito di propulsore e volano dello sviluppo in Puglia.
Ci permettiamo, di conseguenza, di porre alla sua attenzione le considerazioni che seguono:
– Aqp è una grande realtà “industriale” del meridione che ha dimostrato oggi come ieri di essere valente nello svolgere la sua funzione “sociale” nonostante le avversità idrografiche e geologiche, merita per questo più attenzione, valorizzazione e centralità nel dibattito del governo della Regione Puglia, delle forze politiche e del sindacato
– sulla scadenza della concessione, deve aprirsi un confronto più ampio e di maggior respiro che deve essere condotto e governato nello scenario della determinazione di un riordino normativo in tema di beni comuni e di diritto pubblico
– Aqp è a un nuovo snodo della sua lunga storia che continua ad essere la storia stessa della Puglia, di questa nostra bella Regione che con fatica si sta avviando verso la valorizzazione del proprio territorio e delle sue tradizioni
In estrema sintesi, venendo ai fatti che ci accomunano, noi lavoratori Aqp della Filctem Cgil di Bari sentiamo di condividere la lettera appello che Riccardo Petrella le ha inviato qualche giorno fa e ripresa dalla stampa, nella quale si ribadisce il valore profondo dei “beni comuni” e di Acquedotto Pugliese come fulcro e baluardo della storia del Mezzogiorno e della necessità di salvaguardarlo dagli “imperativi della competitività tecno-industriale e del rendimento finanziario”.
Egregio Presidente Emiliano, aggiungiamo la nostra voce di cittadini del territorio pugliese e di lavoratrici/lavoratori di Aqp, chiedendole di impedire che la Puglia perda un pezzo della propria identità, quella che da un secolo la contraddistingue come ospitante il più grande Acquedotto Pubblico d’Europa.
Bari, 17/07/2017
La RSU Filctem CGIL Bari
Il Comitato degli Iscritti Filctem CGIL Bari

“Basta da solo l’argomento delle difficoltà logistiche – spiega il sen. Liuzzi – per chiedere alla Regione Puglia di rivedere la decisione di chiudere il reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale di Putignano”. “È una decisione tutta politica, di volontà politica – chiarisce il parlamentare di Noci – che deve travalicare la logica dei numeri, degli aspetti statistici e dei rapporti matematici: alle comunità locali della Murgia dei Trulli stanziate sulle alture di questo comprensorio pugliese la politica del centrosinistra, che da dodici anni governa la Regione a suon di chiusure di reparti ospedalieri e di tagli alla spesa sanitaria, deve garantire le stesse condizioni degli abitanti dei grandi centri urbani posti sulla costa”.
“La Regione – conclude Liuzzi – tagliasse da qualche altra parte le voci in bilancio e lasciasse aperto il punto nascita di Putignano, perché dimostrerebbe, fra l’altro, che le politiche del welfare e di contrasto del calo demografico sono in cima alla missione di governo affidatagli dalle popolazioni votando l’altro ieri Vendola ed appena due anni fa Emiliano, entrambi fautori di onerose imposizioni fiscali regionali che dovrebbero tornare a beneficio dei pugliesi”.
]]>Emiliano a Noci, batte Renzi 57,01% a 35,63%, ribaltando completamente il risultato espresso nell’assemblea degli iscritti di Noci del 2 aprile scorso dove Renzi aveva invece raggiunto il 55% circa (70 voti) ed Emiliano il 28% (36 voti). Orlando invece passa dal 17% (23 voti) ottenuti in assemblea al 5,23%.
I cittadini annientano la linea tracciata dall’assemblea degli iscritti del circolo locale del PD guidato da Vito Plantone che avrebbe voluto Renzi vincitore a Noci.
Fermento, ansia ed eccitazione si sono respirati anche a Noci in occasione dell’elezione del segretario nazionale del Partito Democratico.
La sede elettorale nocese, collocata per l’occasione presso i locali della Chiesa dei Cappuccini in via T. Siciliani, ha registrato un’affluenza di 364 persone alle ore 12:00 e un numero totale e definitivo di 842 cittadini recatesi in cabina fino alle 20:00.
Hanno potuto recarsi ai seggi, aperti dalle 8 alle 20, tutti gli elettori del Pd, gli over 16 iscritti alle liste elettorali anche se non tesserati e tutti i cittadini dell’Ue che abbiano dichiarato di “riconoscersi nella proposta politica del partito democratico”.
Previo versamento di due euro per i non affiliati, i votanti hanno tracciato un segno unico sulla lista collegata al candidato scelto e preselezionato tra Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano.
Di seguito i voti del “gazebo” nocese:
Emiliano 480 (57,01%)
Emiliano per l’Italia 318 (37,77%)
Noi per Emiliano 108 (12,83%)
La Puglia per Emiliano 54 (6,41%)
Renzi 300 (35,63%)
Orlando 44 (5,23%)
Schede nulle 15 (1,78%)
Schede bianche 3 (0,36%)
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È vero anche che su 222 iscritti se ne sono presentati 129, ovvero poco più della metà, e che quindi i numeri potevano essere altri. Tra i presenti però non sono mancati ex ed attuali amministratori pubblici della politica locale. Dalla famiglia Fusillo all’ex candidato socialista Vincenzo Gentile, dagli attuali consiglieri comunali Fabrizio Notarnicola e Piero Plantone, al sindaco Domenico Nisi. Non è passata neanche inosservata la presenza di Fortunato Mezzapesa che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe iscritto al Partito Democratico ma non avrebbe ufficializzato il suo passaggio in Consiglio Comunale. Tra i gerarchi vanno annoverati Cesareo Putignano e Donato Morea.
I lavori dell’assemblea sono stati coordinati dal segretario cittadino Vito Plantone. Di seguito, all’esito delle votazioni dei circoli sulle singole mozioni, il coordinamento provinciale ha designato i delegati alla convenzione provinciale del congresso così ripartiti. Per Matteo Renzi ci sono cinque delegati: Martino Trisolini, Roberta Ragusa, Giacomo Fusillo, Apollonia Laera e Sebastiano Tinelli. Due delegati per parte a Emiliano, Mariarosaria Lippolis e Stefano Intini, e Andrea Orlando, Antonio Trifogli e Chiara Laera. A questi il compito di rappresentare le mozioni in sede provinciale.
(foto: fonte Partito Democratico Noci – Facebook pagina ufficiale)
]]>Di seguito la nota giunta in Redazione:
Gentilissimo Presidente,
grazie in anticipo dell’attenzione che sta riservando alla nostra lettera. In questi giorni a Noci, una delle cittadine più belle della splendida Puglia, si sta verosimilmente consumando uno scandalo inAtteso dalla popolazione, si tratterebbe di lavori mai eseguiti, con fondi europei tramite la regione Puglia, alla casa di riposo Sant’Anna di Noci. Così recita oggi, 07/02/2017, la Gazzetta: “La Guardia di Finanza indaga per episodi di truffa e false fatturazioni per l’ottenimento di finanziamenti Europei tramite la Regione.” Anche Repubblica ed altri giornali nazionali e locali hanno dettagliato la vicenda. Fin qui Presidente “tutto normale”, si fa per dire, nel senso che la Magistratura appurerà tutte le responsabilità di questo fatto gravissimo.
Ma perché scriviamo a lei Presidente? Il motivo è politico. L’amministratore della società che avrebbe gestito la presunta truffa è assessore comunale alle Attività Produttive, al terziario, al Bilancio e Fiscalità Locale. La notizia era nell’aria da mesi, ma a Noci il Sindaco Domenico Nisi del PD non ha rimosso l’assessore dall’incarico, facendo storcere il naso a molti cittadini ed elettori. Peraltro questa amministrazione, come appreso dallo stesso sindaco, è già gravata anche da altre indagini della magistratura, per eventi ed appalti. È un fatto di opportunità e credibilità politica. L’assessore sarà colpevole o innocente? Di certo il sindaco Nisi, non rimuovendo l’assessore, ha di fatto “scommesso” sulla sua innocenza. Si è cioè schierato con l’assessore indagato. Come può dunque l’elettorato avere fiducia in questa classe politica? Peraltro, nelle settimane scorse il sindaco ha indetto conferenze stampa e comunicati (prontamente smentiti dai fatti) per ribadire che a Noci non c’erano avvisi di garanzia nella sua maggioranza. Quando a inizio Gennaio al sindaco fu chiesto di verificare se ci fossero indagati nella sua giunta, lui ha negato che ci fossero. O ha mentito ai suoi cittadini, oppure gli ha mentito l’assessore, negando tutto, e quindi non meritando più la fiducia del sindaco. Ma l’assessore ad oggi è lì e gode della fiducia del suo Sindaco.
Caro Presidente, qualcuno sostiene che questi fatti non attengono all’amministrazione comunale, infatti sono fondi Europei, che pervengono alla nostra comunità attraverso la Regione Puglia e tutti noi vogliamo solo essere sicuri che vengano gestiti con onestà. Chi ha rispetto delle istituzioni si rende conto che è ben più grave questa ombra, almeno sotto il profilo politico. La giustizia farà il suo corso, ma la classe politica oggi ci ha delusi ancora una volta, per la sua scelta di schierarsi con chi è indagato.
Distinti saluti e grazie per aver accolto lo sfogo di un gruppo di cittadini.
Enzo Bartalotta, Presidente della Scelta Buona
]]>Nonostante il comparto cerasicolo sia stato messo a dura prova dalle intemperie intercorse negli ultimi giorni, entrambe le manifestazioni si terranno regolarmente dal 2 al 5 giugno quella conversanese, e l’11 e 12 giugno quella turese. Alla conferenza di presentazione alla stampa vi erano l’assessore regionale alle politiche agricole e forestali Leonardo Di Gioia, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco della città metropolitana di Bari Antonio Decaro, i sindaci e gli organizzatori delle due città coinvolte nella festa nazionale delle ciliegie. «Oltre al vino e all’olio – apre il presidente della regione Emiliano – la Puglia è anche terra della ciliegia. Sono sicuro che con una metodologia cooperativistica in cui si legano i gruppi imprenditoriali e i produttori si possono raggiungere traguardi memorabili. In Puglia sono solo una decina le aziende forti del comparto cerasicolo, la maggior parte del settore è composta da produttori vocazionali o a gestione vocazionale-familiare. Insomma è la somma che fa il totale».
Sulla stessa scia d’intenti il sindaco della città metropolitana che parla di coraggio e determinazione non solo dei produttori, «che stanno superando una serie incredibile di difficoltà», ma anche degli organizzatori «che con tenacia ripropongono anche per quest’anno una manifestazione atta a far conoscere l’oro rosso della terra di Bari».
Di vocazione territoriale, ma non campanilistico, è l’intervento del sindaco di Turi Domenico Coppi il quale lancia un segnale di unità con la città di Conversano ed auspica un futuro scambio cultural-gastronomico con il Giappone dove si festeggiano i “ciliegi in fiore”. Inoltre Coppi stuzzica la Regione sul proclamato “stato di crisi” lanciato a seguito delle intemperie per risollevare il comparto cerasicolo senza tagliar fuori nessun produttore. «In Puglia – dice il sindaco di Turi – ci sono 17.000 ettari coltivati a ciliegio, di cui 7.000 tra Conversano e Turi che insieme detengono 1/3 della produzione nazionale di ciliegie, la Regione deve supportare gli operatori del settore».
Infine è toccato a Livio Lerede, presidente dell’associazione In Piazza che cura l’organizzazione turese, a presentare il programma della sagra con gli stand gastronomici, le visite culturali e le mostre, e gli avvenimenti speciali serali a cui prenderanno parte i noti cantanti Moreno, Greta e Corona. A Turi inoltre sarà premiata la migliore ciliegia d’Italia, quella di qualità Ferrovia detiene il premio 2015, per cui nell’ambito della festa nazionale saranno ospitate le delegazioni dei comuni aderenti all’Associazione nazionale “Città delle Ciliegie” con il Direttore dott. Carlo Conticchio.
]]>Un piano che prevede 230milioni di euro di investimenti ricadenti su tutti i 41 comuni dell’area (compresa Noci) con ramificazioni che vanno dalla mobilità sostenibile, alla innovazione della pubblica amministrazione e realizzazione di reti intelligenti per la connettività urbana. Tra gli interventi finanziati anche l’estensione a tutta l’area metropolitana dell’agenzia per il lavoro “Porta futuro” già attivata a Bari. Inoltre piani di riqualificazione delle città costiere da Molfetta a Monopoli, passando per Polignano a Mare, ed interventi per il turismo della Murgia dei Trulli e della Valle d’Itria.

«Come due anni fa, quando ti avevo promesso che non sarei venuto a Roma con il cappello in mano ad elemosinare e a piagnucolare, – dice Antonio Decaro al presidente del consiglio – anche oggi non sono col cappello in mano, ma con un elenco di progetti concreti per continuare lo sviluppo dell’area metropolitana». Il sindaco del capoluogo pugliese sciorina tutta una serie di interventi anche infrastrutturali come le vie di collegamento stradali, «fanno prima le navi ad arrivare a Taranto che un camion ad uscire da Bari», che della promozione turistica del territorio, «abbiamo un forte patrimonio storico architettonico che merita di essere visitato». In più Decaro descrive le difficoltà per reperire fondi di sviluppo sulla progettualità in quanto non vi sono fondi per aderire ai bandi. In questo senso ringrazia il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Claudio De Vincenti che avrebbe messo a punto un fondo di rotazione di 5milioni di euro grazie al quale le amministrazioni possono partecipare ai diversi bandi per la realizzazione di progetti infrastrutturali sul territorio. «Oggi – ha concluso Decaro – prendiamo un impegno concreto, con i 40 sindaci della terra di Bari ai quali vorrei che stringessi la mano perché per noi del sud una stretta di mano vale di più di qualsiasi firma».
Il presidente del consiglio ha quindi ribadito l’impegno e il protagonismo della Puglia e della città metropolitana di Bari non solo nel rilanciare il territorio, ma anche nel formare la nuova classe dirigente. «Nei prossimi mesi, partendo proprio dal Mezzogiorno, dobbiamo tornare a formare la classe dirigente. C’è bisogno di tornare a scoprire la bellezza del valore educativo, di qualcuno che ti rimette in discussione. Anche in questo il Mezzogiorno deve essere protagonista, Bari deve essere protagonista» ha detto Renzi. E poi la frase che segna il disgelo con il presidente della regione Michele Emiliano: «Posso annunciare che nell’arco dei prossimi 15 giorni saremo in grado di firmare il Patto anche per la Regione Puglia». La Regione aveva presentato al governo un elenco di opere per sei miliardi di euro, ma il governo ne ha assegnati solo due. Ieri sera la giunta regionale ha varato la rivisitazione del Piano adattandolo alla somma messa a disposizione dall’Esecutivo. «Sarei disposto a firmare il patto anche domani – la replica di Emiliano – ma a condizione che vengano assegnate alla Puglia le restanti risorse».
(foto fonte TgNorba24)
]]>Ad ogni area tematica sarà dedicato un Gruppo di Lavoro, costituito da tutti gli stakeholder che vi vorranno prendere parte, per arrivare a organizzare e programmare le iniziative del turismo in sinergia con i settori dell’agricoltura e internazionalizzazione della Regione Puglia, armonizzare la programmazione europea 2014-2020 e la programmazione nazionale (PON) per una vision condivisa. Ogni gruppo di lavoro si incontrerà una volta al mese nei mesi di aprile, maggio e giugno: ogni gruppo quindi si incontrerà 3 volte per un totale di 18 incontri che si svolgeranno in varie città pugliesi (3 in ogni provincia); date e luoghi sono on line su Puglia365.it. Sarà attivo anche un Comitato di Coordinamento con i Presidenti dei sei gruppi di lavoro, l’Assessore Loredana Capone e il Commissario Paolo Verri. Insieme alle strutture dell’Assessorato e di Pugliapromozione è stato costituito un Comitato Promotore che avrà il compito di favorire il coinvolgimento di tutti i soggetti utili a portare il proprio contributo, ascoltare i risultati dei gruppi di lavoro e approvare il Piano Strategico nonché sostenerne la realizzazione attraverso accordi ad hoc. Entro luglio è prevista la conclusione del processo di redazione del Piano e la sua approvazione.
Il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha definito la costruzione del Piano strategico rappresenti «un percorso di partecipazione che sarà straordinario ed è la conferma che puntiamo sulla condivisione per le nostre scelte più importanti, come dichiarato nel programma presentato in consiglio regionale. Da alcuni anni in Puglia stiamo lavorando sul cosiddetto turismo esperienziale per offrire immediatamente a chi arriva un’atmosfera autentica di vita pugliese – ha proseguito Emiliano. – Un’atmosfera che si esprime negli eventi culturali, nelle tradizioni, nelle immense distese di grano e di ulivi, nell’unicità dei sapori del nostro cibo. E soprattutto nell’ospitalità: chi arriva ha la certezza di essere accolto da gente brava, che presidia il territorio e se ne prende cura e che sa anche fare innovazione: in Puglia si progettano satelliti fra gli ulivi”.
È stata l’Assessore all’Industria e Turismo, Loredana Capone, ad illustrare gli obiettivi del Piano: «L’obiettivo è quello di aiutare tutti i territori pugliesi ad organizzarsi per un turismo che duri tutto l’anno. E per fare questo occorre puntare su tutti i nostri prodotti, dal mare alla cultura, dall’enogastronomia ai parchi, e costruire una rete di relazioni e di economia che coinvolga le imprese del turismo, gli enti e le amministrazioni pubbliche, le associazioni datoriali e sindacali, le università e tutti i portatori di interesse del settore in Puglia”.
L’assessore ha quindi comunicato i nomi dei presidenti dei tavoli di lavoro sui sei temi di sviluppo del piano, ai quali si sono iscritti già in questa prima occasione tantissimi operatori, istituzioni e associazioni, e che avranno ciascuno anche dei coordinatori di Pugliapromozione: per il tema dell’Accoglienza, il Presidente della Camera di Commercio di Bari e di Unioncamere, Alessandro Ambrosi, per il tema Promozione l’imprenditore Aldo Melpignano, con la direttrice del MarTa, Eva Degli Innocenti, per il sottoprodotto cultura, per il tema Innovazione il Responsabile di sviluppo e innovazione di TIM, Salvatore Nappi, per il tema Infrastrutture l’Amministratore Unico di Aeroporti di Puglia, Giuseppe Acierno, per il tema Formazione il Professor Giuliano Volpe, componente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Ambientali e, infine, per il tema della Promozione il Professore Amedeo Maizza di Unisalento.
In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Noci, ha preso parte all’incontro l’Assessore alla Promozione del Territorio e Turismo, Vittorio Lippolis, che ha dichiarato: «Si è trattato di un incontro di presentazione, dal quale colgo con molto favore la volontà da parte della Regione ad interloquire con tutti gli attori che operano in materia di Turismo sui territori. A nome del nostro Comune ho aderito al tavolo “Promozione Prodotto”, poiché Noci ha già un brand, che è quello di “Città dell’Enogastronomia” e dobbiamo fare in modo di valorizzarlo per rilanciare il nostro territorio e promuovere un turismo che non sia solo di passaggio. Questo anche in virtù del fatto che Noci vanta una posizione privilegiata, all’interno di un’area a forte vocazione turistica, e non ha nulla da invidiare ai Comuni viciniori che meglio di noi hanno saputo vendere le bellezze che il nostro territorio offre».
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