Lo stesso è stato ristrutturato e attrezzato con fondi P.O.R. 2000-2006 – Asse II Risorse culturali FEOGA – Misura 2.2 – “Tutela e valorizzazione del patrimonio rurale”, per essere adibito ad ospitare “Laboratori del gusto” attraverso la concessione in comodato d’uso gratuito per la durata di nove anni a quei soggetti giuridici che abbiano le caratteristiche e le capacità tecnico-economiche necessarie a sviluppare un progetto di gestione coerente con le finalità della struttura.
Gli interessati potranno presentare la propria manifestazione di interesse al Comune di Noci entro e non oltre le ore 12:00 del 12 gennaio 2018. Il Settore Urbanistica e LL.PP. è a disposizione, negli orari d’ufficio, per eventuali sopralluoghi o chiarimenti.
]]>Nella mattinata di domenica 26 novembre il coordinatore del movimento civico Paolo Conforti e i referenti del laboratorio in oggetto Carmelinda Gigante e Franco Lippolis, hanno incontrato il gruppo di attivisti e simpatizzanti del movimento nella contrada di Lamadacqua per verificare lo stato dei luoghi della zona e soprattutto dei locali e delle aree di proprietà del Comune di Noci.
Percorso che ha destato l’interesse e la curiosità dei presenti, nonché dei residenti della zona che non hanno esitato a mettere in evidenza le pecche e la trascuratezza dell’attuale amministrazione nei confronti di questa località. In particolare il degrado e l’abbandono delle strade rurali e dei famosissimi muretti a secco che ci caratterizzano e che nonostante i vari solleciti presentati da tempo all’amministrazione da parte dei residenti, non hanno avuto alcun riscontro positivo lasciando le aree abbandonate a loro stesse e causando disagi alla popolazione non solo in termini di praticità ma anche estetici.
Successivamente il gruppo si è diretto verso i locali comunali che, ristrutturati con fondi comunitari c prevedevano la realizzazione di aule didattiche ed attività ludico ricreative rivolte ai giovani e dedicate alla filiera agro alimentare, ad oggi risultano vuoti ed in completo stato di abbandono. Varie proposte sono state suggerite dai presenti per l’utilizzo di detti locali, che potrebbero essere messi a disposizione di associazioni, enti o privati per la realizzazione di attività di pubblico interesse.
Inoltre i suddetti locali, nonostante la recente ristrutturazione, presentano ancora comignoli in amianto che, visto la normativa in merito, sarebbe opportuno provvedere a sostituzione e corretto smaltimento da parte dell’amministrazione.
Sul retro dei locali in oggetto si rileva la presenza di una cisterna idrica di proprietà comunale alimentata da un pozzo artesiano, utilizzata fino a metà degli anni ottanta per le emergenze idriche estive del comune di Noci, situata nella contrada Lamadacqua anche per scopi irrigui o zootecnici del comprensorio, che purtroppo appare priva di qualsiasi cancellata o protezione, e pertanto accessibile a tutti e pericolosa ai fini della sicurezza di bambini, adulti e animali che facilmente potrebbero accedervi. Il tutto risulta privo di manutenzione e in stato di degrado. Sarebbe auspicabile che l’amministrazione provvedesse tempestivamente all’opportuna messa in sicurezza di tale sito.
Parallelamente a tutto ciò si è messo in evidenza come al contrario i locali gestiti da altri enti, i locali del ristorante presente in loco e il giardinetto antistante la chiesa, risultino di contro, in buono stato di manutenzione e ben curati. Questo dimostra che un utilizzo o una gestione corretta delle strutture porterebbe vantaggi sia al cittadino utilizzatore, sia al Comune di Noci in qualità di proprietario.
La chiesa di proprietà della diocesi Noci-Conversano, che non ospitava più funzioni religiose da tempo a causa del degrado della struttura, è oggetto di imminenti lavori di ristrutturazione della diocesi stessa.
In uno spirito di rinnovamento ed aggregazione si è concluso il secondo incontro con i laboratori civici di “Noci Riparte”, che vi invita a restare aggiornati seguendo la pagina facebook “Noci Riparte” o il sito www.nociriparte.it.
]]>Circa un anno fa abbiamo avuto modo di parlare della storia della piccola borgata nocese (Lamadacqua: le origini e la storia Parte 1 – Parte 2 – Parte 3), la quale è passata da un piccolo polo turistico ad un luogo disabitato e abbandonato a se stesso. L’edificio ecclesiale, infatti, ha iniziato a subire un lento degrado come il distacco del copriferro che rivestiva l’armatura delle due guglie del campanile e il distaccamento di pezzi di intonaco dalla facciata principale dell’edificio. Come annunciato in quell’occasione, i lavori sarebbero potuti partire subito dopo la primavera del 2017 e, oggi, tutto è pronto per riportare alla luce uno dei monumenti simbolo della nostra frazione.
Ad informarci, attraverso un comunicato stampa, è la parrocchia Maria SS. della Natività, proprietaria dell’immobile. «L’edificio, con l’intero centro servizi, dal giugno 2016, è sottoposto a tutela della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari tramite procedimento seguito dal funzionario architetto Angelamaria Quartulli. Il progetto è stato redatto dagli architetti nocesi Piernicola Intini e Piero Intini in collaborazione con gli ingegneri Michele Vitti e Marilena Venerito che hanno anche svolto le prime indagini diagnostiche; le indagini geognostiche sono state invece affidate ai geologi Serena De Venere e Massimo Colucci. L’importo dei lavori è cofinanziato con il contributo 8×1000 alla Chiesa Cattolica della Conferenza Episcopale Italiana che ha già stanziato il necessario per la copertura economica. La richiesta, accordata dal vescovo di Conversano-Monopoli S. E. R. mons. Giuseppe Favale e presentata presso l’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto, è stata curata per l’iter autorizzativo dal Servizio Tecnico Diocesano nelle persone degli ingegneri Giovanni Pinto e Piero D’Onghia. Un’altra parte della somma necessaria è stata offerta da don Pasquale Tinelli, già affezionato e attivissimo parroco della suddetta chiesa. I lavori saranno eseguiti dall’impresa ‘L’EdilCiccone s.r.l.’ di Locorotondo (BA) in possesso di attestazione SOA categoria opere OG2».
Nonostante non siano ancora passati 70 anni di età dalla costruzione dell’immobile, «il complesso è stato riconosciuto bene culturale ai sensi dell’art. 10 c3 lettera d, del D.Lgs 42/04 e sottoposto alle disposizioni del Titolo I Parte II, in quanto considerato esempio significativo e modello inedito di architettura rurale introdotto in un periodo di importante sperimentazione formale e tecnologica che ha visto nell’Italia Meridionale lo sviluppo di un ampio programma di pianificazione e numerose realizzazioni».
L’imminente restauro ha visto anche l’interesse dell’architetto Ugo Carughi, presidente della Do.co.mo.mo. Italia e di diverse personalità del mondo della cultura e dell’architettura a cui si aggiungono la soddisfazione dall’intera Comunità, dal Consiglio pastorale parrocchiale e dal Consiglio per gli affari economici della parrocchia, per l’obiettivo raggiunto, oltre agli auguri del sindaco Domenico Nisi e del senatore Piero Liuzzi.
Infine, gli architetti Piero e Piernicola Intini invitano tutti coloro in possesso di foto antiche e recenti della Chiesa e del complesso di Lamadacqua per consentire di effettuare delle scansioni al fine di allestire una mostra fotografica alla conclusione dei lavori. Chi volesse, può rivolgersi direttamente ai progettisti o contattare don Stefano Mazzarisi in Chiesa Madre.
]]>Molto delicato è risultato essere l’intervento dei Vigili del Fuoco perché la cagnolina aveva la testa da una parte e il corpo dall’altra ed ogni movimento sbagliato poteva risultare fatale. Con professionalità e destrezza i soccorritori sono riusciti a liberare la cagnolina di 5 mesi appena e portarla in salvo.
Dopo averla rifocillata con acqua, gli stessi l’hanno trasportata presso uno studio medico veterinario per le prime cure a seguito delle quali un pompiere l’ha adottata dandogli il nome di Fiammetta.
]]>Il 23 aprile scorso in contrada Monache un lupo ha sbranato tre ovini: due pecore e un agnellino di pochi mesi. Stando alle dichiarazioni dell’allevatore che ha subito l’aggressione, l’attacco sarebbe avvenuto non di notte, orario solito in cui i lupi attaccano le bestie approfittando dell’oscurità, ma bensì intorno alle 10 del mattino.
Segno questo, racconta l’allevatore, di come ormai il lupo non si faccia più scrupoli ad avvicinarsi all’interno delle attività pur di procacciarsi il cibo. Lo stesso ha immediatamente segnalato all’Autorità Sanitaria Locale l’accaduto ed i veterinari hanno accertato la morte dei tre ovini a seguito di attacco da lupo. Ora è allarme tra gli allevatori della zona. Tutti tentano, come possono, di sorvegliare le greggi al pascolo nei fondi o per i boschi dove comunque l’attività e l’azione degli animali da fattoria agisce in funzione di salvaguardia ambientale e pulizia dell’habitat, nonché mantiene la fertilità del terreno.
Il giovane allevatore si appella alle autorità chiedendo maggiore sorveglianza del territorio agricolo e agli enti pubblici per difendere la propria attività e il proprio bestiame. Consapevoli che il lupo è un’animale protetto, l’allevatore chiede maggiore tutela anche per la sua categoria. «Non sappiamo più come fare – è il disperato grido d’aiuto – ci devono aiutare».

L’ABBANDONO. Per vent’anni Lamadacqua è un punto di riferimento per gli abitanti della zona, nonché per tanti nocesi, grazie all’instancabile lavoro di don Pasquale Tinelli. A partire dagli anni 2000 sono sempre meno le attività e le manifestazioni che vengono ospitate nel Centro dei Servizi Sociali e il borgo inizia a perdere la vivacità che un tempo lo contraddistingueva. Solo il punto di ristoro e l’asilo risultano funzionanti; anche la parrocchia è, col tempo, soppressa: fino a tre anni fa si celebrava almeno la Santa Messa domenicale nel periodo estivo. Sono tanti gli appelli sui vari giornali locali per risollevare le sorti della contrada al grido di «Lamadacqua deve risorgere».

IL RESTAURO. Nel novembre del 2010, la chiesa, attraverso il Comune di Noci e la Regione Puglia, è ceduta a titolo gratuito all’Ente parrocchiale Santa Maria della Natività, ovvero la Chiesa Madre di Noci. Subito dopo questo passaggio il Comune segnala alla parrocchia, nuova proprietaria dell’immobile, il degrado di due delle guglie del campanile dovuto al distacco del copriferro che rivestiva l’armatura. La parrocchia provvide allo smontaggio delle campane e alla rimozione cautelativa dei calcinacci pericolanti. Successivamente, dopo vari incontri tra don Peppino Cito, don Pasquale Tinelli e i Tecnici della Diocesi si programma che prima o poi sarebbe stato necessario intervenire sulla struttura per preservarne l’integrità. Gli architetti Piernicola Intini e Piero Intini scoprirono che i progetti originali di Plinio e Paolo Marconi sono custoditi presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma. Ciò permette di incominciare l’iter burocratico presso il Segretariato Regionale, il quale, qualche mese fa, ha posto il vincolo monumentale, nonostante non siano trascorsi i 70 anni dalla costruzione dell’immobile, candidando il progetto ad un finanziamento dei contributi 8×1000 che annualmente la Chiesa Cattolica destina ai beni culturali ecclesiastici. Il progetto in corso prevede il restauro conservativo della chiesa ed il recupero funzionale del campanile, per il quale si prevede un non semplice intervento di consolidamento. È in atto la campagna diagnostica su strutture e materiali e, secondo gli architetti nocesi, sarà una interessante occasione di sperimentazione di “restauro del moderno”, attività di cui si sentirà parlare sempre più spesso nei prossimi anni. Considerando le lungaggini burocratiche e i vari assensi, i lavori potrebbero partire subito dopo la primavera 2017.

IL FUTURO. Il Centro è la realizzazione di un sogno impossibile, concretizzato, come già spiegato, negli anni della ricostruzione e del boom economico, generando dell’ottimismo tra la gente dell’epoca. «La chiesa nasceva per favorire la pratica religiosa della popolazione rurale della zona; ora c’è crisi di vocazioni, i sacerdoti sono sempre meno e il culto e la devozione tra le nuove generazioni è ormai in disuso perfino nelle feste più sentite». Le automobili, sempre più numerose fra le persone, hanno facilitato il raggiungimento del centro abitato, permettendo il trasferimento di numerose famiglie dalle campagne al paese. Un mondo sempre più «smart» e connesso ha favorito il centro alla periferia. Ma tutto questo non deve farci perdere la speranza. La ristrutturazione della chiesa, oltre a preservare il bene architettonico, salvaguardandolo da ulteriori guasti, può proiettare il passato nel futuro attraverso un’operazione di aggiornamento del Centro in base alle nuove esigenze. Attraverso nuove idee e nuovi sogni “impossibili”, Lamadacqua potrà ritornare a vivere.

La grande quantità di informazioni ha permesso di suddividere la storia di Lamadacqua in tre appuntamenti. A scarseggiare, invece, è il materiale fotografico datato della costruzione o dei primi anni di vita del Centro per i Servizi Sociali. Se sei in possesso di alcune fotografie che ritraggono la vita della contrada e vuoi condividerle con noi e con la comunità nocese, contattaci all’indirizzo mail [email protected] così da poter vedere con occhi diversi il ridente e festoso borgo di Lamadacqua.
Fonti: Si ringrazia Maria Vittoria Quarato e Francesco Recchia per le fotografie, nonché la Biblioteca Comunale, nella persona di Giuseppe Basile, per il materiale fotografico più datato. Si ringraziano inoltre Pasquale Gentile e gli architetti Piernicola Intini e Piero Intini per le informazioni fornite. Altre notizie sono estrapolate dagli articoli della Gazzetta del Mezzogiorno, dal Noci Gazzettino, da La Voce Pugliese e dai testi “Noci: percorsi storici nel centro antico” di Pasquale Gentile e “La Storia di Noci” di Chiara Maria Pugliese.
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]]>I SERVIZI SOCIALI. Le contrade di Lamadacqua e Cancello risultano essere le più popolate, con circa duemila contadini. Data la notevole distanza dal centro abitato (15 chilometri), nel 1960 il sindaco Francesco Tartarelli dona dei terreni all’Ente Riforma per la Puglia per la costruzione di un centro per servizi sociali. Il progetto, datato 3 maggio 1960, è realizzato da Plinio Marconi e da suo figlio Paolo, tra i più validi architetti dell’epoca. Tra le loro opere bisogna citare anche alcuni edifici della borgata romana La Garbatella, oltre a numerose realizzazioni in Italia e all’estero.
Con il costo circa 55 milioni di lire, finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno, il progetto prevedeva la costruzione di una chiesa, l’abitazione e l’ufficio del parroco, una sala riunioni, un alimentare, un recapito postale, una biblioteca, un ambulatorio, un reparto maternità, una scuola elementare e una scuola materna. I lavori si concludono nell’aprile del 1963 e nel settembre dello stesso anno vengono inaugurati la chiesa, dedicata a Maria SS Assunta, e i vari edifici denominati Centro di Servizi Sociali di Lamadacqua, dal nome della vicina borgata. Alla cerimonia, tra gli altri, sono presenti il sindaco Vito Notarnicola (il successore del sindaco che ha avviato i lavori), Mons. Gregorio Falconieri, vescovo della diocesi di Conversano-Monopoli e don Pasquale Tinelli, il nuovo parroco della parrocchia.

UNA RIDENTE CITTADINA. Il centro, collegato telefonicamente al paese, subisce anche un potenziamento della rete stradale per unirlo alle maggiori arterie per Mottola e Castellaneta. Entrano in funzione due corse giornaliere di autobus e finalmente anche in quella zona remota è raggiunta dall’acqua e l’elettricità. Nel 1964, all’interno della parrocchia, si celebra il primo di una lunga serie di matrimoni, oltre ai tanti battesimi, comunioni e funerali. I locali adiacenti ospitano corsi di addestramento sulla coltivazione, allevamento e giardinaggio, svolti dai tecnici del Ministero dell’Agricoltura, oltre alle varie riunioni, convegni e i dibattiti che interessano gli abitanti della zona.
Funzionale è anche la scuola che accoglie i numerosi bambini, raccolti dalle varie abitazioni, con un pullman guidato dal parroco. Numerosi gli insegnanti «valorosi ed entusiasti guidati dal bravo prof. Giulio Menegatti» i quali svolgono, «in campo culturale, una proficua azione professionale». Lamadacqua è scelta anche come sede di colonie e vacanze estive, organizzate da enti locali, provinciali e nazionali. Vengono piantati numerosi pini per creare «un’osai di fresco nel cuore della campagna» e il luogo diventa, dopo la Madonna della Scala, un richiamo turistico per chi ama la natura e il silenzio.

FESTE E SAGRE. Dotati di grande spirito di iniziativa, alcuni abitanti della zona costituiscono un Comitato dei Villeggianti del Borgo, il quale organizza diverse edizioni dell’Estate Lamadacquese (la prima nel 1988), una manifestazione per celebrare i festeggiamenti di Maria SS Assunta, patrona della contrada. Nelle due settimane intorno a Ferragosto, sono tanti gli eventi organizzati, dai tornei di scopa e tresette, alle gare di ballo, insieme a tiro alla fune, corsa coi sacchi, calcio balilla, calcetto e gare podistiche e ciclistiche. Altra importante manifestazione, a partire dal 1989, è la Festa de chelumbre (fioroni), svolta nel mese di luglio, nella quale si festeggia con una sagra il prodotto tipico della zona. Tutte queste manifestazioni attirano nella piccola borgata parecchi nocesi e abitanti dei comuni limitrofi, portando un flusso turistico non indifferente.
L’allegra cittadina è ignara, però, del futuro che la aspetta da lì a un paio di anni. Con l’arrivo del nuovo millennio, la contrada va incontro ad un lento spopolamento, lasciando nel silenzio tutti i luoghi pieni di allegria che pochi anni prima caratterizzavano la zona. Nell’ultimo appuntamento di venerdì si vorrà di capire il futuro di Lamadacqua anche attraverso gli imminenti lavori di restauro della chiesa: riusciranno a rilanciarla in un futuro prosperoso come già avvenuto in passato?

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]]>È noto da qualche tempo che la Diocesi di Conversano-Monopoli e la parrocchia Santa Maria della Natività, proprietaria dell’immobile dal 2011, abbiano intenzione di recuperare l’edificio attraverso la richiesta di contributi 8×1000 alla Chiesa Cattolica per il tramite dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici.
In merito abbiamo contattato gli architetti Piernicola e Piero Intini redattori del progetto di restauro.
Come nasce questo progetto? L’iter parte da lontano; durante alcune ricerche abbiamo rinvenuto i disegni originali della chiesa e dell’intero Centro Servizi di Lamadacqua presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma. Il progetto è firmato da Plinio e Paolo Marconi – entrambi deceduti – che tanta parte hanno avuto nella storia dell’architettura italiana e del restauro nel secondo Dopoguerra. La richiesta avanzata dagli Uffici di Curia, già lo scorso anno, ha interessato la Commissione Regionale per il Patrimonio della Puglia che, in data 29 giugno 2016, con protocollo N° 7917, ai sensi dell’art. 10, comma 1 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e s.m.i., ha decretato la chiesa di Lamadacqua bene di interesse culturale. L’edificio sacro, sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel predetto Decreto Legislativo, è stato ritenuto notevole «testimonianza della fondazione delle borgate rurali della legge sulla Riforma Agraria in Puglia risalente al secondo dopoguerra».
Cosa è stato fatto finora? Già nel 2011 la parrocchia intervenne per mettere in sicurezza il campanile con lo smontaggio delle campane e la spicconatura del copriferro ammalorato. Nei giorni scorsi le gugliette cementizie sono state protette per evitare ulteriori distacchi che avevano allarmato i residenti. Ieri s’è provveduto a recintare l’area per motivi di sicurezza in vista della riapertura della scuola materna, degli uffici ARIF e dell’attiguo ristorante, nonché dei locali comunali presenti nell’ala Ovest.
Quando inizieranno i lavori? Speriamo di cominciare ad anno nuovo. L’esame dei progetti da parte della Conferenza Episcopale Italiana comincia a dicembre; non appena avremo il nulla-osta da parte degli Uffici si provvederà all’inizio dei lavori.

(Foto per gentile concessione di Intini Architetti)
]]>Oggi, rimangono attivi solamente la scuola dell’infanzia e l’alimentari. Il resto della struttura è rimasta vuota e abbandonata, e la stessa sorte è toccata alla chiesa, che nel tempo, ha perso la sua bellezza ed è stata spogliata delle sue campane, il simbolo cardine di una chiesa, che la rende “vera” e, che con i suoi armoniosi rintocchi, anima tutto ciò che circonda quel luogo sacro. Le sue pareti rovinate e il vuoto campanile mostrano la trascuratezza e l’inagibilità di questo luogo, e poiché è priva di misure di sicurezza, da più di un anno è stata ordinata la sospensione delle funzioni religiose per garantire l’incolumità dei fedeli.
Nel frattempo, la parrocchia Maria SS. della Natività, alla quale la chiesa di Lamadacqua afferisce, e il comune di Noci, si stanno impegnando per avviare i lavori di restauro e di messa in sicurezza della struttura e del circondario, nella speranza di evitare ulteriori disagi per gli abitanti del posto, che ancora vivono in una fase di stallo ed incertezza, desiderosi di riavere la loro amata chiesa ricca di ricordi d’infanzia. I tecnici architetti Piernicola Intini e Piero Intini hanno presentato specifica documentazione alla Sovrintendenza dei Beni Storici Architettonici di Bari-Bat, evidenziando l’interesse storico-architettonico di cui essa gode, al fine di ottenere il riconoscimento del suo valore storico ed individuare le più adeguate modalità d’intervento.
Nel caso in cui il progetto venga redatto ed approvato, il costo dei lavori sarà a carico dell’ente ecclesiale. Nell’attesa però, non si può rimanere immobili dinnanzi al pericolo e alla decadenza del posto, perciò occorre intervenire tempestivamente per transennare la zona affinché venga garantita la sicurezza alla struttura ed in particolare a coloro che continuano a frequentare il posto.
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