LEGGI NOCI » ExoMars Fri, 02 Feb 2018 11:23:16 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » ExoMars 32 32 Exomars: esplorando Marte /2016/10/23/exomars-esplorando-marte/ /2016/10/23/exomars-esplorando-marte/#comments Sun, 23 Oct 2016 08:55:21 +0000 /?p=11033 NOCI – Finalmente una bella notizia. Una notizia di quelle che ci rende orgogliosi di essere italiani. Una notizia che non è solo una notizia: è una tra le conquiste più importanti del secolo destinata a scrivere pagine nei libri di storia.

Mercoledì 19 ottobre, il lander Schiaparelli è approdato sulla superficie di Marte. Una missione firmata Europa e Russia che segna una tappa scientifica di importanza inaudita.

Progettato e costruito dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) in collaborazione con la Thales Alenia Space Italia (Thales – Leonardo Finmeccanica), il lander si configura come un vettore altamente tecnologico pronto a raccogliere informazioni sul pianeta rosso in una discesa di sei minuti.

La missione ExoMars, costata 1,3 miliardi di euro, vuol essere un regalo tributario all’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, autore della prima mappa completa di Marte.

Un veicolo mostruosamente perfetto, una macchina potentemente intelligente: un viaggio, poi un atterraggio, poi ancora l’attivazione delle sonde per rilevare dati. Un’impresa molto articolata ma geniale. Così articolata e ambiziosa che forse risultava essere “troppo” anche per il progetto più minuziosamente concepito. I retrorazzi del lander infatti hanno funzionato soltanto per tre secondi, dopodiché il computer di bordo li ha spenti e il segnale si è interrotto a 50 secondi dall’impatto con il suolo. La supposizione immediata poi diventata conferma si è identificata in una semplice caduta al suolo del vettore. Tuttavia l’Esa ha sentenziato: “La missione è comunque un successo perché il suo obiettivo era avere una sonda in orbita e un test in grado di fornire dati e conoscenze scientifiche, e abbiamo dati e conoscenza”.

E in prospettiva della seconda fase della missione, prevista nel 2020, si attendono con ansia le prime chicche circa l’ambiente biologico della superficie, la distribuzione dell’acqua e la geofisica marziana.

 

(foto: fonte esa)

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In&Out il meglio e il peggio della settimana /2016/10/22/inout-il-meglio-e-il-peggio-della-settimana-36/ /2016/10/22/inout-il-meglio-e-il-peggio-della-settimana-36/#comments Sat, 22 Oct 2016 09:57:43 +0000 /?p=11030 NOCI – Anche questa settimana ci siamo. La nostra rubrica che premia il meglio e sottolinea il peggio della settimana che sta per andare in archivio, in questa edizione si occupa e si caratterizza a livello internazionale. La nostra rubrica abbiamo deciso di dedicarla interamente alla missione ExoMars.

dito-in

IN – La sonda “Schiaparelli, così intitolata per ricordare il famoso astronomo italiano, Giovanni Virginio Schiaparelli che per primo a fine 800 osservò i celebri canali marziani, è un successo tutto italiano. La sonda e il lander sono stati costruiti a Torino. Ancora una volta gli italiani, confermano la loro innata vocazione alla genialità alla scoperta e alla navigazione.

Oggi non si naviga per mare: Cristoforo Colombo docet, grazie alla sua volontà e caparbietà ha scoperto il nuovo mondo, le Americhe, oggi gli italiani, con il loro intuito e le menti geniali (purtroppo la maggior parte dei cervelli italiani è costretta ad emigrare all’estero… Nemo profeta in patria) si avventurano in altre mitiche imprese. Oggi navighiamo nello spazio.

 

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OUT – Purtroppo il lander della missione ExoMars, staccatosi dal Trace Gas Orbiter (Tgo) la navicella che in sette mesi lo aveva portato su Marte, ha smesso di inviare segnali perché una volta staccatosi è precipitato sul Pianeta Rosso. Dopo l’ingresso nell’atmosfera del pianeta a circa 5 km dall’arrivo al suolo molto probabilmente si è schiantato a una velocità di 300Km/h.  La sequenza di ammartaggio ha funzionato solo fino al distacco dello schermo posteriore del paracadute, purtroppo i retrorazzi hanno funzionato solo per 3 secondi, poi il computer di bordo li ha spenti e quindi il veicolo è caduto per 19 secondi.

Una delusione? Non propriamente. In queste ore gli italiani si affrettano alla difesa: “non sono state le tecnologie italiane ad essere coinvolte nel problema” ha prontamente affermato Mauro Moretti amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica.  La missione è stata organizzata dall’ ESA (Agenzia Spaziale Europea) e da quella russa Roscomos. La missione è stata in parte (per un terzo) del budget totale di 1,2 miliardi di euro sovvenzionata dall’Italia, coinvolgendo enti ed imprese. In queste ore si cerca comunque di alimentare l’ottimismo (noi italiani siamo “eccelsi” unici al mondo) giusto per mitigare la delusione. Un’impresa europea e russa riuscita a metà.  Ma non disperiamo infatti se l’atterraggio è stato morbido (sic…) le batterie dovrebbero dare energia al veicolo spaziale per un periodo da tre a dieci giorni, durante i quali comunicare con la Terra.

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