LEGGI NOCI » economia circolare Thu, 25 Jan 2018 09:23:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » economia circolare 32 32 Rifiuti: “L’incenerimento è in assoluto la scelta peggiore” /2017/08/05/rifiuti-lincenerimento-e-in-assoluto-la-scelta-peggiore/ /2017/08/05/rifiuti-lincenerimento-e-in-assoluto-la-scelta-peggiore/#comments Sat, 05 Aug 2017 07:39:13 +0000 /?p=16373 NOCI – Riceviamo e pubblichiamo una lettera giunta in redazione a firma di Vincenzo Sansonetti circa le modalità diverse per riutilizzare il materiale proveniente dai rifiuti. La lettera giunge a seguito dell’articolo “La società del riciclo (parte seconda)” a firma di Daniela Fusillo.

Di seguito il testo integrale della lettera:

Egregio Direttore,
leggo con sincero stupore l’articolo pubblicato lo scorso 3 agosto sul quotidiano da lei diretto, a firma di
Daniela Fusillo – presidente dell’ass. MurgiAmbiente di Noci -, dal titolo “La società del riciclo (parte seconda)”,
nel quale si sponsorizza in maniera decisa l’utilizzo di inceneritori allo scopo di ricavare energia dai rifiuti.
Detto che anche l’uso delle discariche andrebbe limitato al massimo, e le soluzioni ci sono visto che ormai
numerosi comuni italiani arrivano fino al 90% di raccolta differenziata, la pratica dell’incenerimento è la
negazione di quell’Economia Circolare finalmente oggetto di direttive della Comunità europea e pilastro delle
politiche di riduzione dei rifiuti, in quanto interrompe il ciclo di riutilizzo dei beni post-consumo.
L’incenerimento è in assoluto la scelta peggiore dal punto di vista sanitario, ambientale, economico.
Un impianto di incenerimento per il suo enorme fabbisogno giornaliero di combustibile è un ostacolo alla
raccolta differenziata, prima fra tutte quella della plastica di cui è vorace consumatore. Il potere calorifico di
questi impianti è abbastanza basso, intorno al 25%, bruciando così inutilmente il 75% dell’immesso. Al tempo
stesso non elimina l’uso delle discariche: il 22% di materiale in ingresso diventa in uscita rifiuto speciale da
smaltire in discarica (ceneri pesanti, scorie tossiche pericolose, fanghi pericolosi da trattamento dei fumi).
In una lettera al Ministro per l’Ambiente Galletti, il dott. Di Ciaula (direttore scientifico di ISDE Italia- Medici per
l’Ambiente), scrive: “Numerose evidenze fornite dalla letteratura scientifica internazionale (pubblicazioni su
autorevoli riviste con revisori e impact factor), in continua crescita, hanno ripetutamente dimostrato che gli
inceneritori di rifiuti emettono sostanze tossiche per l’ambiente e per la salute, che molte di queste sostanze si
accumulano nelle matrici ambientali e nell’uomo, che superano la barriera placentare (danneggiando la vita
fetale), che sono trasmissibili persino attraverso il latte materno e che causano un incremento di rischio
sanitario per malattie neoplastiche e non neoplastiche, un aumentato rischio di ritardo psicomotorio nei
bambini, un aumentato rischio di malformazioni fetali, di basso peso alla nascita e di parti pretermine.
Queste evidenze internazionali- continua Di Ciaula – sono valide anche per i cosiddetti “inceneritori moderni” e
la certificazione di un incremento del rischio sanitario per i residenti nei territori limitrofi agli inceneritori deriva
anche, oltre che da studi internazionali, da ampi studi nazionali (ad es. lo studio ERAS Lazio, lo studio Moniter),
condotti da autorevoli enti pubblici (Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Nazionale della
regione Lazio, Arpa Lazio, Regione Emilia Romagna, ARPA Emilia Romagna).
Persino sul sito ufficiale del Ministero della Salute, si riporta un aumento del rischio relativo di malformazioni
congenite e di numerosi tumori maligni in seguito all’esposizione di Comunità alle emissioni da incenerimento
dei rifiuti”.
Naturalmente, oltre alla perdita di vite umane, la collettività si fa carico anche degli elevati costi economici
della spesa sanitaria conseguente.
Come ricorda Enzo Favoino, Scientific Coordinator presso Zero Waste Europe, riguardo all’aspetto strettamente
ambientale, “la Comunità europea con la Comunicazione sul Waste to Energy pubblicata il 26 gennaio di
quest’anno, sottolinea la presenza di un eccesso di capacità di incenerimento che già oggi riguarda molti Paesi
e zone d’Europa, Italia compresa, e invita gli stati membri a considerare con attenzione i piani futuri di nuovi
inceneritori e le relative politiche di finanziamento, raccomandando di esplorare prima tutte le opzioni inclusive
della realizzazione di capacità di riciclo e compostaggio come strumento prioritario di riduzione dello
smaltimento a discarica, e della valutazione degli effetti a 20-30 anni della crescita della raccolta differenziata,
onde evitare realizzazione di capacità di incenerimento in eccesso”.

Tanto dovevo a completamento di quanto esposto nell’articolo dell’ambientalista dott.ssa Fusillo, affinché
ognuno abbia un quadro più esaustivo dell’argomento e si faccia una propria idea.

Cordialità

 

Vincenzo Sansonetti
Movimento nazionale legge Rifiuti zero

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Settimana per l’educazione allo sviluppo sostenibile (parte prima) /2016/11/10/settimana-per-leducazione-allo-sviluppo-sostenibile-parte-prima/ /2016/11/10/settimana-per-leducazione-allo-sviluppo-sostenibile-parte-prima/#comments Thu, 10 Nov 2016 06:42:39 +0000 /?p=11382 NOCI – La settimana per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile è una settimana di novembre in cui si concentrano eventi e iniziative legate alla sostenibilità ambientale. Ogni anno la Settimana è dedicata ad un tema in particolare.

Nasce da un’iniziativa delle Nazioni Unite che, nel 2002, indicono il Decennio UNESCO per l’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (DESS) e affidano all’UNESCO il compito di coordinarlo. L’dea di base è che ogni persona deve poter beneficiare dell’educazione e apprendere i valori, i comportamenti e gli stili di vita necessari per un futuro sostenibile. L’educazione allo sviluppo sostenibile riguarda non solo l’ambiente, ma anche l’economia (consumi, nord e sud del mondo…) e la società (diritti, pace, salute…). Per il 2016, la settimana per l’educazione alla sostenibilità ambientale si terrà dal 21 al 27 novembre. I temi che saranno proposti dalle iniziative sul territorio prendono spunto dall’idea di una nuova economia avanzata oltre 40 anni fa da Kenneth Boulding: la terra come una “navicella spaziale” con risorse da preservare e rigenerare (economia circolare). A questa si ricollega il recente accordo di Parigi per prevenire e fronteggiare il cambiamento climatico.

E’ un’opportunità per  le scuole, le istituzioni, le associazioni, i movimenti, i singoli cittadini impegnati nell’esplorazione di modalità di vita e di produzione sostenibili, per riflettere assieme su quali siano gli strumenti e le azioni educative necessari per costruire una società più equa, rispettosa del Pianeta e delle sue tante diversità, attenta ai cambiamenti globali e al rispetto dei diritti e dei doveri dell’umanità. Risulta sempre più evidente l’insostenibilità dell’odierno modello di sviluppo (i cambiamenti climatici, le emergenze idrogeologiche, le emergenze alimentari e sanitarie, l’inquinamento, sono solo gli aspetti più evidenti degli effetti di questo sviluppo sul Pianeta), dall’altra le crisi economiche e sociali sempre più frequenti, mostrano come il modello abbia ormai raggiunto i suoi limiti anche dal punto di vista di una promessa di felicità basata sull’avere individuale piuttosto che sul ben-essere e sui beni comuni.

La necessità di un cambiamento culturale, di una diversa visione del mondo, come era nelle proposte del Decennio UNESCO, è ancora quindi ancora più urgente, e l’educazione è lo strumento principale attraverso il quale costruire il cambiamento.

Anche l’educazione come l’abbiamo intesa finora deve allora cambiare. I sistemi educativi pubblici nati più di 100 anni fa hanno fatto anch’essi parte integrante di questo sviluppo insostenibile, e dei presupposti e delle visioni che l’hanno creato. L’educazione non è ‘neutrale’ ma ripropone in maniera esplicita o implicita valori e obiettivi della società nella quale si trova immersa: nel momento attuale, valori di competitività, consumismo, iper-semplificazione della complessità, frammentazione dei saperi e delle competenze. L’educazione deve quindi evolvere in parallelo ai cambiamenti che avvengono, ed a quelli che avverranno in una società sempre più sostenibile; una BUONA EDUC-AZIONE è anch’essa, come la sostenibilità, una ‘meta da raggiungere’, che non può essere al presente completamente definita ma che può essere progettata e perseguita. Una BUONA EDUC-AZIONE verso la sostenibilità richiede in primo luogo un cambiamento di visione del mondo e deve mettere esplicitamente al centro i valori, in particolare quelli della CURA e del RISPETTO, per gli altri, per i beni comuni e per il PIANETA.

Una BUONA EDUC-AZIONE, come sottolineano l’UNESCO e l’Unione Europea, deve accompagnare il cittadino lungo tutto l’arco della vita e impegnare tutti i possibili settori educativi: formali, non formali e informali. In un mondo che cambia, non ci sono nozioni da assimilare una volta per tutte ma occorre apprendere a costruire le proprie competenze, a chiarire i propri valori, a modificare i propri atteggiamenti, via via che nuovi problemi sostituiscono quelli che si considerano risolti.

L’educazione sostenibile deve preparare al futuro come ci si prepara per un’esplorazione in un territorio sconosciuto e non come per una visita guidata, e rendere consapevoli dell’importanza di ognuno nella costruzione del proprio futuro. Buone pratiche: soprattutto nell’educazione non formale e informale quali Agende 21, attività di formazione anche d’impresa, vengono proposte attività di ‘visioning’, di riflessione sul futuro e analisi dei passi necessari per costruirlo. L’educazione sostenibile non si costruisce all’interno di un gruppo ristretto, di una classe o di un gruppo d’acquisto: in una società in cui le relazioni sono varie e molteplici è indispensabile, perché i valori della sostenibilità acquistino peso, imparare, e insegnare, a collaborare. Collaborare all’interno dei corsi di studio – senza competitività e con incentivi a mettere assieme competenze diverse -, collaborare tra educatori/insegnanti con specializzazioni e valori anche diversi, collaborare tra istituzioni diverse – scuole, associazioni, imprese, … -. All’interno della collaborazione si educa anche alla partecipazione come aspetto sostanziale e non formale della costruzione di soluzioni condivise. Per partecipare gli individui hanno bisogno di empatia, rispetto, fiducia nella possibilità di esprimere il proprio punto di vista senza essere criticati. Educare alla partecipazione richiede un equilibrio tra accettazione di ogni individuo – con i propri valori, cultura, visioni di futuro – e possibilità di esprimere punti di vista anche diversi e critici senza essere offensivi o discriminanti.

Tutti insieme possiamo condividere un obiettivo e un progetto comune, individuare punti di contatto e di collaborazione. Mettendo in gioco sinergico le diverse competenze e possibilità di intervento. Evitando dispersioni e sovrapposizioni.

Lavorando insieme in modo coordinato è possibile aumentare l’impatto complessivo e valorizzare maggiormente le singole azioni.

Ma come si prepara Noci per la settimana in questione? Lo scopriremo nella seconda parte di questo articolo.

DANIELA FUSILLO – Presidente Associazione MurgiAmbiente di Noci (Ba)

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Noci e l’economia circolare /2016/06/09/noci-e-leconomia-circolare/ /2016/06/09/noci-e-leconomia-circolare/#comments Thu, 09 Jun 2016 05:45:09 +0000 /?p=8448 NOCI – Si è conclusa il 3 giugno scorso la Green week 2016, la settimana verde europea, che quest’anno con lo slogan “Investing for a greener future”, è incentrata sugli investimenti necessari per un futuro più verde.

L’Ambiente per gli Europei, la rivista della Direzione generale dell’ambiente della Commissione europea, sottolinea che «gli investimenti effettuati oggi nell’economia circolare daranno i loro frutti negli anni a venire, quando l’innovazione nelle tecnologie di progettazione ecocompatibile, riparazione, riciclaggio e riutilizzo riusciranno a creare nuovi posti di lavoro e nuove opportunità commerciali».

Ambiente per gli Europei ricorda che in tutto il mondo, la popolazione è in continuo aumento, e la domanda dei consumatori cresce di conseguenza, ma le risorse naturali sono sempre più scarse e costose: per questo, l’economia circolare si pone come il modello imprenditoriale del futuro. La progettazione di beni più durevoli e le attività di riciclaggio, riparazione e riutilizzo consentono infatti di ridurre l’impatto ambientale, il consumo di nuove risorse e la necessità di smaltire i rifiuti, economicamente onerosa. Ma perché questo cambiamento possa realmente avvenire, i finanziamenti sono essenziali

Sebbene il settore pubblico possa svolgere un ruolo importante, la gran parte degli investimenti necessari per completare questa transizione dovrà provenire dal settore privato, da investitori tradizionali e alternativi. È infatti necessario ricorrere a soluzioni innovative, quali l’uso di fondi pubblici per stimolare un impegno finanziario (privato) supplementare da parte di altri attori, in modo da incentivare gli investimenti del settore privato

Efficienza delle risorse ed economia circolare sono obiettivi chiave del piano di investimenti che è una eccellente opportunità per far avanzare i migliori progetti ambientali. «Si stima che, per i prossimi tre anni, le esigenze in termini di investimenti per quanto concerne efficienza delle risorse, sicurezza dell’accesso a risorse e materie prime e potenziamento della resilienza al cambiamento climatico si aggirino attorno ai 422‑527 milioni di euro – dice la Direzione generale dell’ambiente Ue –

L’iniziativa “Industria 2020 nell’economia circolare” di Orizzonte 2020 per il 2016-2017, destina 650 milioni di euro a dimostrare la fattibilità economica e ambientale dell’approccio basato sull’economia circolare. Un impegno che dovrebbe favorire la reindustrializzazione dell’Ue in molte attività industriali e dei servizi, compresi nuovi modelli imprenditoriali e industria di trasformazione.

Il piano d’azione sull’ecoinnovazione dell’Ue “promuove l’accesso a molteplici fonti di finanziamento, tra cui i programmi LIFE per l’ambiente e COSME, volto a rafforzare la competitività delle piccole e medie imprese (PMI): queste ultime (ivi incluse le imprese sociali), essendo particolarmente attive in aree quali la riparazione e il riciclaggio, costituiranno infatti una parte integrante dell’economia circolare”.

Noci è un comune dalle molteplici potenzialità ambientali che ben si presterebbe ad una riconversione ecologica delle sue industrie secondo i principi dell’economia circolare. Molte aziende potrebbero chiudere il loro ciclo produttivo semplicemente basandosi sul riutilizzo degli scarti e dei sottoprodotti. Molte realtà manifatturiere potrebbero fare dei prodotti di scarto il loro punto di forza così come un punto di forza è garantito dalla amenità paesaggistica della nostra zona geografica che permetterebbe il ricorso naturale a fonti energetiche alternative.

Più di ogni cosa è bene che ciascun cittadino, sia come produttore sia come consumatore, venga formato sin dalla più tenera per comprendere che l’unico sistema economica che garantirà la nostra sopravvivenza è quello in grado di rigenerarsi da solo. Infatti in una economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.

L’Associazione MurgiAmbiente crede fermamente che una economia circolare si può raggiungere solo se si cresce in un’ottica verde, se si è abituati fin da piccoli a sentirsi parte integrante dell’ambiente naturale perché non esiste il concetto di rifiuto: tutto può ritornare utile, tutto può chiudere il cerchio della produzione e del consumo. L’innovazione è la linfa vitale della crescita verde, al pari dell’ecologizzazione del sistema finanziario.

Ora è necessario incoraggiare questi primi passi e portarli a un aumento di scala, perché gli investimenti verdi sono a tutti gli effetti investimenti solidi.

 

DANIELA FUSILLO – Presidente Associazione MurgiAmbiente

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Circulab, Laboratorio di Economia Circolare /evento/circulab-laboratorio-di-economia-circolare/ /evento/circulab-laboratorio-di-economia-circolare/#comments Fri, 01 Apr 2016 14:00:00 +0000 /?post_type=tribe_events&p=7144 NOCI – Venerdì 01 aprile CircuLab ritorna con un nuovo appuntamento dedicato ai temi del riuso e del riciclo a cura di Volo Creativo_ADDLab.

A partire dalle ore 16:00 presso il Laboratorio urbano Exviri di Noicattaro in contrada Calcare si svolgerà il secondo appuntamento del laboratorio di economia circolare, un progetto finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’iniziativa “Laboratori Urbani Mettici le mani”, dedicato al tema della trasformazione creativa di oggetti di uso comune di cui siamo circondati nelle nostre case.

Si scoprirà come dietro un oggetto ormai inutile, un ‘rifiuto’, si possa nascondere una nuova possibilità di riuso e, grazie alla guida di esperti del settore, si potrà imparare come fare per riautilizarli. Tra i protagonisti dell’upcicling cafè ci sarà la stampante 3D, una delle tecnologie più semplici da usare ed in grado di essere parte attiva nel processo di rigenerazione. Ognuno potrà sentirsi coinvolto a immaginare nuovi usi per oggetti da riparare e inutilizzati da tempo: tutti gli interessati potranno rendersi attori del progetto CircuLab che ha come obiettivo “l’imparare facendo”.

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