LEGGI NOCI » Costituzione Wed, 19 Jul 2017 08:48:25 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.11 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » Costituzione 32 32 La biblioteca compie 50 anni: avviata la costituzione del fondo sul dialetto /2017/07/11/la-biblioteca-compie-50-anni-avviata-la-costituzione-del-fondo-sul-dialetto/ /2017/07/11/la-biblioteca-compie-50-anni-avviata-la-costituzione-del-fondo-sul-dialetto/#comments Tue, 11 Jul 2017 08:04:44 +0000 /?p=15943 NOCI – Giovedì 13 luglio, alle ore 19.00, presso la sala di lettura della Biblioteca comunale “Mons. A. Amatulli” si darà l’avvio alla costituzione del Fondo del Centro studi sui dialetti apulo-baresi di Noci.

Coordinati dal direttore della Biblioteca, interverranno il sindaco Domenico Nisi, l’assessore alla Cultura Lorita Tinelli, l’assessore agli eventi Natale Conforti e componenti e simpatizzanti del Centro studi, guidati dal presidente Mario Gabriele, che leggeranno alcune composizioni in dialetto ed eseguiranno interventi musicali.

Saranno presenti anche studiosi e cultori provenienti da altri comuni che faranno dono di pubblicazioni riguardanti il dialetto delle località di provenienza.

L’iniziativa, inserita nell’ambito delle attività per celebrare il 50° anniversario della Biblioteca comunale, prende l’avvio dalla proposta, avanzata dal Centro studi e formalizzata dall’Amministrazione comunale di Noci lo scorso mese di marzo, di istituire presso la civica biblioteca il Fondo dedicato alle ricerche e agli studi sui dialetti.

Il Centro studi sui dialetti apulo-baresi, nato con l’intento di valorizzare e riscoprire il dialetto nocese e, in generale, le parlate apulo-baresi, si prefigge di studiare la lingua non come un semplice rosario di parole, ma come il mondo rappresentato da quelle parole. Ha altresì lo scopo di analizzare scientificamente tutti gli aspetti legati al dialetto che, una volta liberato da pregiudizi e luoghi comuni, si rivela una miniera di conoscenze, leggende, tradizioni popolari, rimedi scientifici, canti, racconti e poesie.

Si tratta, in altre parole, anche di recuperare, attraverso la lingua, l’identità e la memoria e di riscoprire la cultura comunitaria e territoriale.

La gestione e la cura del Fondo saranno affidate al direttore della biblioteca che, di concerto con il presidente del Centro studi sui dialetti apulo-baresi, fisserà modi e termini, per l’utilizzo dello stesso da parte degli utenti.

L’incontro sarà inoltre un’occasione propizia per invitare quanti avessero scritti e documenti vari, anche sonori e video, relativi al dialetto e alle tradizioni nocesi, a mettere a disposizione di tutti il materiale in loro possesso tramite la donazione in originale o in copia al Centro studi e alla Biblioteca comunale.

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La nascita della Repubblica Italiana /2017/06/02/la-nascita-della-repubblica-italiana/ /2017/06/02/la-nascita-della-repubblica-italiana/#comments Fri, 02 Jun 2017 05:30:48 +0000 /?p=15184 NOCI – Il 2 giugno ricorre una importante festa nazionale: la nascita della Repubblica Italiana, nonché anniversario del referendum che decise la forma di Stato. Per la prima volta nella storia italiana il voto avvenne a suffragio universale, uomini e donne (cittadini di età superiore a ventuno anni) vennero chiamati a votare per decidere se mantenere la monarchia o eleggere una repubblica.

Fu un momento cruciale per la vita della democrazia, in quanto dopo 25 anni di dittatura totalitaria fascista si poneva la sovranità popolare nell’espressione dei propri rappresentati in Parlamento e nella decisione della forma di Stato italiano.

La repubblica prevalse sulla monarchia con grande difficoltà, si pensi che nelle regioni del sud e persino a Roma vinse la monarchia. Anche qui a Noci prevalse la monarchia, su 7.562 votanti, 2.952 votarono per la repubblica e 4.610 per la monarchia. La storia della Repubblica Italiana ebbe, così, inizio e cominciò il suo cammino redigendo quella che considero la più bella Costituzione al mondo.

Nel mentre si redigeva la Costituzione, la repubblica appena nata affrontò con coraggio la difficile la ricostruzione del Paese, devastato dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Il Governo De Gasperi nel 1947 determinò la pace con gli Stati che vinsero la guerra, favorì il Piano Marshall, ossia viveri e aiuti economici provenienti dagli Stati Uniti. Ed importante fu il maggio 1947 quando si decretò una svolta politica: De Gasperi su pressione degli Stati Uniti sospese i rapporti di governo con i partiti socialcomunisti, che furono costretti all’opposizione, in cambio il Presidente Truman garantì protezione militare e sostegno finanziario all’Italia. Cominciò così un lungo corso nel quale la Democrazia Cristiana di De Gasperi divenne l’epicentro della politica italiana, prima con l’aiuto degli scissionisti del Psi guidati da Giuseppe Saragat e poi ottenendo nel 1948 la maggioranza assoluta in Parlamento.

Nel dicembre 1947 dopo memorabili dibattiti all’interno dell’Assemblea, fu emanata la Costituzione italiana che poi entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Per la prima volta in Italia furono riconosciuti, e ancora tutt’oggi si riconoscono, i grandi principi liberali, i quali la sovranità popolare, i diritti alle libertà individuali e collettive, l’uguaglianza davanti alla legge, la divisione dei poteri dello Sato. A questi furono affiancati i diritti sociali, come il diritto al lavoro, le norme a difesa dei lavoratori, il diritto di sciopero, l’impegno dello Stato a “rimuovere gli ostacoli” economici e sociali.

La Costituzione è stato l’ultimo atto importante di quella proficua collaborazione che ci fu tra partiti antifascisti, la Democrazia Cristiana di De Gasperi, il Partito Socialista di Pietro Nenni e il Partito Comunista di Palmiro Togliatti. Una collaborazione che fu determinata da profonda meditazione e da positivo confronto dialettico tra politiche diverse.

Difatti, nella Carta Costituzionale sono presenti, come asserisce il massimo teorico del diritto Norberto Bobbio, le quattro tradizioni di pensiero sviluppate nella cultura giuridica europea di quel tempo: l’idea liberale, l’idea democratica, l’idea socialista, l’idea del cristianesimo sociale. Idee che, nella diversità delle voci e con impegno non lieve, nascevano dalla comune esigenza di rinnovare le strutture dello Stato e da quel spiccato bisogno di restituire quei diritti civili che erano stati integralmente violati dal fascismo.

La Costituzione, dunque, ci richiama al dialogo, alla condivisione e al rispetto tra le parti. Caratteristiche poco presenti nella vita quotidiana delle attuali forze politiche che, molto spesso, antepongono all’impegno sociale per il bene comune contrastanti pareri dettati dall’egoismo e dall’individualismo.  In questa dimensione le ideologie, poco argomentate, si perdono in pianificazioni futili che nulla hanno a che vedere con i reali bisogni dei cittadini e con il futuro dell’Italia.

 

Stefano Emanuele Matarrese

(Fonte dato risultato referendum Noci: Da “Scuola e società a Noci (1942-46) : un percorso attraverso le carte d’archivio / Giulio Esposito. – Noci : Comune di Noci. Biblioteca comunale “Mons. A. Amatulli”, 2006)

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Comitato NO Referendum: ha vinto la comunità, ha vinto la Costituzione /2016/12/06/comitato-no-referendum-ha-vinto-la-comunita-ha-vinto-la-costituzione/ /2016/12/06/comitato-no-referendum-ha-vinto-la-comunita-ha-vinto-la-costituzione/#comments Tue, 06 Dec 2016 06:39:13 +0000 /?p=11883 NOCI – Ha vinto la comunità, ha vinto la Costituzione e la voglia di poter dire ancora e sempre “io ho diritto”. Dopo tanto tempo vi è stata una lotta per il vero bene comune e non una lotta partitica: la maggioranza degli italiani ha espresso il suo giudizio non contro qualcosa o qualcuno ma a salvaguardia di ciò che è nostro e non ci deve essere portato via.

Non dobbiamo stranirci se i dati referendari ci suggeriscono una percentuale altissima di no tra i giovani; essi sono i primi a credere nel futuro e, nonostante tutto ciò che si dica sulle nuove generazioni, sono anche loro, che mossi da spirito critico e voglia di conoscenza, hanno dato sostegno ai valori e ai diritti di ognuno di noi.

I veri cittadini sono stati coloro che hanno preso coscienza della propria partecipazione attiva e si sono schierati fortemente contro i poteri che hanno fatto di tutto per denigrare e dilaniare la nostra Costituzione.

E’ una vittoria da concretizzare in scelte costanti e responsabilità comuni, postuma alla presa di coscienza di ciò che ci appartiene: vi deve essere la reale attuazione dei principi costituzionali che fatichiamo ancora oggi ad attuare, affinché partecipazione e attivismo difensivo possano essere da monito per una attenta affermazione dei nostri diritti.

Di strada da compiere ce ne è molta e l’affermazione del nostro volere è solo un piccolo primo passo, “Agitatevi, perchè avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. Organizzatevi, perchè avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate, perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza”(Gramsci); tutto ciò per dire grazie a chi si è imposto con la vera pienezza del significato della parola NO: ora agitatevi, organizzatevi e studiate per far sì che tutto non sia vano.

Grazie a tutti,

Comitato No referendum costituzionale Noci

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PD sul Referendum: Risimini sostiene le ragioni del SI /2016/11/30/pd-sul-referendum-risimini-sostiene-le-ragioni-del-si/ /2016/11/30/pd-sul-referendum-risimini-sostiene-le-ragioni-del-si/#comments Wed, 30 Nov 2016 12:37:37 +0000 /?p=11776 NOCI – È stato l’avvocato monopolitano Giampiero Risimini, autore del libro “Referendum Costituzionale” Rilievi-Interpretazioni-Chiarimenti, l’ospite della serata “Basta un Si”, andata in scena presso il Chiostro delle Clarisse, e organizzato dal Partito Democratico e Giovani Democratici.

Al tavolo erano anche presenti il sindaco Domenico Nisi, il segretario locale PD Vito Plantone, il membro del direttivo PD, Giandomenico Dongiovanni e il segretario dei GD Antonio Trifogli.

Dopo i saluti di Trifogli e di Plantone è stato il primo cittadino Nisi ad aprire l’appuntamento e presentare le principali ragioni del votare Si al Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre.

pd-incontro-risimini-nisi

«Votare per il Si è un voto consapevole – dichiara il primo cittadino- è un voto a favore del cambiamento, in quanto la riforma aggiorna la Costituzione, valorizzandone i suoi principi. Non si sta stravolgendo nulla, si tratta solo di renderla più funzionale, ammodernare, cambiare le regole del gioco, di stare sul pezzo sull’attualità. Dal superamento del bicameralismo paritario, che penso sia il cuore del problema alla riduzione dei parlamentari e dei costi degli apparati tra Stato e regioni, al rafforzamento degli strumenti di democrazia partecipativa.  Avere la consapevolezza di cambiare, il voto per il Si, non è un voto per Renzi e per il governo».

L’avvocato Risimini nel suo “dotto” intervento (durato più di un’ora) ha delineato in modo esemplare le modifiche positive che la riforma apporterebbe alla Costituzione e nello stesso tempo posto l’accento sulle principali contraddizioni in cui cadono i sostenitori del No. «Avremo una Costituzione che riorganizzerà le competenze Stato/Regione, superando di fatto un conflitto che persiste da anni, avremo un coinvolgimento di regioni, enti locali, in un Senato che ne rappresenterà le istanze. Con la riforma si supera l’impasse del bicameralismo paritario, che rallenta il processo di approvazione delle leggi, peggiorandone qualità».

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“Pedala e difendila”, la tappa nocese del tour ciclistico del M5S /2016/11/17/pedala-e-difendila-la-tappa-nocese-del-tour-ciclistico-del-m5s/ /2016/11/17/pedala-e-difendila-la-tappa-nocese-del-tour-ciclistico-del-m5s/#comments Thu, 17 Nov 2016 15:42:32 +0000 /?p=11508 NOCI – La Costituzione Italiana, portata in spalla dai portavoce comunali e parlamentari che si trasformano in ciclisti e pedalano. È l’originale iniziativa scelta dal Movimento Cinque Stelle per difendere la Costituzione Italiana.

“Io Dico No- Pedala e difendila” questo è il nome del tour della Puglia partito da Bari lo scorso 11 novembre e che prevede 44 tappe e oltre mille chilometri da percorrere in bicicletta in 22 giorni. Il tour che sfilerà per l’intera regione si concluderà il 2 dicembre con l’ultima tappa Trani –Bitonto, Bitonto –Bari.  In ogni paese raggiunto avviene una singolare cerimonia: la staffetta.

Questo è il singolare ed originale modo scelto dal M5S pugliese per diffondere il loro netto e secco dissenso e le ragioni per cui votare NO al Referendum Costituzionale del 4 dicembre. Ogni tappa prevede la presenza di un gazebo e delle “agorà” pubbliche dove i cittadini ascolteranno le ragioni del no dai vari portavoce comunali e parlamentari.

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A Noci ha fatto tappa lo scorso 14 novembre in Piazza Garibaldi, proveniente da Polignano, è lo stesso consigliere Orazio Colonna ha raccontarci la personalissima esperienza: «abbiamo ricevuto la costituzione dal portavoce alla Camera dei Deputati Giuseppe L’Abbate giunto a Noci per passarci il testimone. In qualità di portavoce locale ho “scortato” la Costituzione fino a Fasano in compagnia di molti attivisti locali che hanno pedalato e sudato assieme a me, mentre altri hanno fornito il supporto mediante auto attrezzate per far fronte a qualsiasi imprevisto lungo tutto il percorso ricoperto. È stata dura ma dopo oltre 2 ore di pedalata siamo arrivati a Fasano dove abbiamo consegnato la Costituzione nelle mani del portavoce Raffaele Trisciuzzi, soddisfatti e orgogliosi per quanto fatto e pronti a farlo ancora decine di volte, perché i dolori sono già passati, ma l’emozione rimarrà indelebile nei nostri cuori, missione compiuta».

Onorevole L’Abbate ci vuole illustrare i principali motivi per cui è importante votare No?

«La riforma della Costituzione è stata approvata grazie a ricatti politici e grazie al trasformismo, infatti sono 325 i passaggi da un partito all’altro. Inoltre questa riforma non abolisce il bicameralismo, continueremo infatti ad avere una camera con gli attuali 630 deputati e un senato, ridotto da 315 a 100 membri che si rimpalleranno le leggi con il classico sistema., inoltre la riforma pregiudica il corretto funzionamento del senato, creando di fatto dei senatori part-time. Inoltre i risparmi del nuovo senato saranno irrisori, il Senato ci costa 40 milioni di euro all’anno e con questa riforma se ne risparmieranno molto meno di questa cifra.  Basta tagliare del 10% lo stipendio di deputati e senatori senza toccare la Costituzione».

Consigliere Colonna quali sono gli altri appuntamenti in agenda a Noci?

«Colgo l’occasione per informare tutti i cittadini che sabato 19 novembre al mattino distribuiremo del materiale informativo nei pressi di alcuni supermercati locali e che domenica 20 saremo dalle 10:30 in piazza Aldo Moro, e domenica 27 dalle 11:30 sempre in piazza Aldo Moro abbiamo organizzato una agorà con ospiti il Prof. Mario Spagnoletti e il consigliere regionale Mario Conca».

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“Pedala e difendila”, il tour del M5S passa da Noci /evento/pedala-e-difendila-il-tour-del-m5s-passa-da-noci/ /evento/pedala-e-difendila-il-tour-del-m5s-passa-da-noci/#comments Mon, 14 Nov 2016 11:30:00 +0000 /?post_type=tribe_events&p=11418 NOCI – CI SIAMO!!! L’11 novembre è partito in Puglia il tour “#IoDicoNo – Pedala e difendila”. 22 giorni in bici e 44 tappe per dire NO al referendum del 4 dicembre.

Renzi, Boschi e Verdini vogliono toglierci il potere di scegliere sul nostro futuro e sulla nostra terra.
RIPRENDIAMOCI QUEGLI SPAZI E QUELLE STRADE!
Venite con noi, vi basta una bici, poche misure di sicurezza e tanta voglia di difendere la Costituzione.

Noi siamo energia pulita. Attraverseremo la Puglia da Bari al Salento, da Taranto a Foggia, passando per Brindisi e la BAT. Ovunque ci sia una bandiera del Movimento 5 Stelle noi ci saremo, pedalando per chilometri a fianco dei comitati, passando per gli uliveti, lungo le ferrovie, sudando ogni centimetro di libertà.

Lunedì 14 novembre il Tour farà tappa a Noci, vi aspettiamo perciò alle ore 12:30 in via Repubblica 1. Spiegheremo ai cittadini i motivi per cui votare NO al prossimo referendum del 4 dicembre.

Da via Repubblica ci sposteremo in piazza Garibaldi da dove alle ore 14:30 partirà la tappa nocese del #iodicono #pedaleedifendila.

Pedaleremo verso Fasano dove consegneremo la più bella costituzione al mondo (quella Italiana) al consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle Raffaele Trisciuzzi.
Sono sicuro non farete mancare la vostra presenza per questo piccolo sforzo che pensiamo vada fatto per far conoscere le nefandezze di questa proposta di riforma costituzionale in tantissimi comuni pugliesi.
Tutti coloro che vorranno partecipare si devono munire di bici (anche elettrica), casco, giubbino segnaletico, luci di posizione.

Pedala e difendi la Costituzione!

Orazio Colonna consigliere comunale M5S Noci

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Referendum costituzionale: verso il comitato nocese per il NO /2016/10/28/referendum-costituzionale-verso-il-comitato-nocese-per-il-no/ /2016/10/28/referendum-costituzionale-verso-il-comitato-nocese-per-il-no/#comments Fri, 28 Oct 2016 05:40:28 +0000 /?p=11122 NOCI – Si è svolto nella serata del 25ottobre il primo incontro interlocutorio per la costituire anche nel nostro paese di un comitato per il No alle modifiche della Costituzione in vista del referendum previsto per il 4 dicembre 2016.

Il primo incontro, informale,  ha visto la partecipazione di circa dieci attivisti tra militanti della locale sezione di rifondazione comunista  e liberi cittadini, intenzionati a promuovere nelle prossime settimane che  dividono dal Referendum, le ragioni del No alla riforma della Costituzione voluta dal Governo Renzi.

Condivisa dai presenti la necessità di costituire un comitato cittadino e di inaugurare  quanto prima , attraverso la promozione di incontri pubblici di approfondimento e non solo, la campagna referendaria, viene dato appuntamento a venerdi 28 ottobre alle ore 20.30 presso i locali comunali siti in P.zza Plebiscito 42, per un incontro aperto a cittadini, associazioni, movimenti e forze politiche finalizzato , attraverso l’approvazione di uno statuto e di un atto costitutivo, alla formale costituzione del comitato nocese per il No.

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Referendum: FDI-AN, i perchè del NO /2016/10/25/referendum-fdi-an-i-perche-del-no/ /2016/10/25/referendum-fdi-an-i-perche-del-no/#comments Tue, 25 Oct 2016 05:33:01 +0000 /?p=11061 NOCI – Tramite un lungo comunicato stampa la sezione locale di FDI-AN intende mettere a conoscenza i cittadini sulle motivazioni per cui si dovrebbe votare “no” al referendum del prossimo 4 dicembre. Il comunicato è il secondo passo della mobilitazione a favore del NO dopo il sit-in in piazza Garibaldi di due settimane fa.

Di seguito il testo giunto in redazione:

Siamo convintamente contrari rispetto all’ultima colossale truffa di Renzi. La Costituzione va profondamente e radicalmente rinnovata, anche a partire dal bicameralismo. Sarebbe stato semplice, decisamente incisivo e più corrispondente alle necessità di maggior efficienza e snellimento della macchina legislativa abolire veramente il Senato.

La finta riforma di Renzi non abolisce il Senato – così come non ha abolito le Province – ma più banalmente abolisce la democrazia in Senato, trasformandolo in una Camera a elezione di secondo grado. In buona sostanza la grande rivoluzione di Renzi è mantenere le due Camere, trasformando il Senato in un organo medievale con elezioni di secondo livello come per i valvassori e i valvassini.

Noi, in termini di ingegneria costituzionale, siamo per il ben più efficiente monocameralismo perfetto con una sola Camera e l’abolizione del Senato. In altri termini la riforma Renzi è il boccaglio con cui si prolunga la sopravvivenza del bicameralismo, noi vogliamo stappare il boccaglio della respirazione artificiale che tiene in vita il passato per pensare all’Italia del domani profondamente rinnovata nel suo sistema legislativo, nel suo sistema di rappresentanza politica, nel suo rapporto con i cittadini e le imprese, nel suo rapporto con gli altri Stati.

Ma il “NO” non basta a una Nazione che deve affrontare su uno scenario internazionale sempre più connesso e sempre più in rapido movimento sfide economiche, sociali e culturali. Vogliamo rinnovare radicalmente il rapporto Cittadino – Stato, aggredendo la Costituzione che magari per alcuni sarà la più bella costituzione del mondo, ma che certamente è ormai superata e non più all’altezza delle sfide che l’Italia ha di fronte a sé.

Oltre al monocameralismo perfetto e oltre al dibattito sulla riforma proposta che apre nuovi scenari rispetto alle esigenze della Nazione, noi vogliamo: Il capo dell’esecutivo deve essere direttamente eletto dal popolo, godendo così del prestigio e dell’autorità per governare seriamente la Nazione. Siamo stanchi di assistere a improbabili maggioranze parlamentari che determinano, con trasformismi e ignobili contegni, chi debba guidare la Nazione. La maggioranza parlamentare decade insieme al Capo del Governo che viene eletto direttamente dal popolo e dal popolo trae diretta legittimazione, sul modello di quanto accade oggi per i sindaci: elezione diretta, e vita dell’assemblea legata al vertice eletto. Basta trasformismi, governi deboli, capi del governo soggetti a veti incrociati: chi vince governa, con la massima responsabilità e senza scuse! Più democrazia, più decisionismo: questa è la miscela vincente per affrontare i problemi di una società sull’orlo dell’abisso che deve affrontare il problema di un’autorità capace di decidere, di assumersi responsabilità e di riordinare una società in cui tutti abbiano diritto di parola e di rappresentanza.

Il tema dell’elezione diretta del Capo del Governo richiede un rinnovato patto repubblicano che parta dal basso. È necessario – a fronte dell’ampliamento dei poteri dell’esecutivo per varare finalmente una democrazia “decidente” – aumentare la partecipazione dal basso, consentendo ai Sindaci sempre più poteri di intervento e più deleghe. È la questione aperta della via italiana al Federalismo. Il federalismo, secondo le definizioni dei più autorevoli politologi, si realizza nel momento in cui il rappresentato può stringere la mano al rappresentante perché significa intervento puntuale e di prossimità, politiche incisive e capaci di contenere gli sprechi. Municipio e Sindaco sono l’istituzione e il volto dell’istituzione che possono rappresentare la seconda, più radicale e innovativa fase del federalismo italiano. È necessario ripartire dall’identità dei mille campanili italiani per rilanciare un modello di federalismo che esalti i comuni e conceda maggiori poteri ai Sindaci nella quotidiana difesa delle loro comunità. Dalla cura del territorio alla sicurezza pubblica, dalla sempre più spiccata autonomia fiscale alla Elezione diretta del Capo dell’esecutivo Federalismo Municipale possibilità di immaginare politiche fiscali di rilancio dei singoli comuni e di attrazione di imprese tramite detassazioni e defiscalizzazioni, dall’ambiente al commercio, è necessario allargare i confini della capacità di incidere e decidere dei Sindaci che devono diventare veri e propri manager delle loro città, capaci di rispondere del loro operato ai cittadini perché dotati di reali poteri per incidere. È a partire dai Comuni che l’Italia può affrontare, in termini decisamente più agili, condivisi e incisivi, le sfide di sicurezza, di rilancio economico e occupazionale e di difesa del territorio che gli italiani si attendono.

Lo Stato pensato come “redistributore”, per via di un mancato chiarimento a livello di diritti costituzionali del rapporto Stato Cittadini in relazione alla imposizione fiscale, si è progressivamente trasformato in Stato “rapinatore”. Noi, anche quando immaginiamo uno Stato sociale che ridistribuisca la ricchezza, prima ancora avvertiamo la necessità di porre le condizioni perché ancora si possa creare ricchezza in Italia. Nel tempo la tassazione è diventato elemento centrale del rapporto fra Stato e Cittadino. L’ormai insostenibile livello di pressione fiscale rasenta l’esproprio incidendo, dunque, sulla dignità di cittadini e imprese. Proprio per la considerazione centrale che assegniamo alla tassazione, è necessario introdurre in Costituzione un tetto alla tassazione al 35% nel rapporto tra entrate tributarie e Prodotto interno lordo. L’introduzione del tetto in Costituzione della tassazione non solo costituirebbe una garanzia di lungo respiro sul nuovo modello della tassazione italiana anche per gli investitori esteri, ma provocherebbe una rivoluzione copernicana nel mondo politico e nel rapporto fra cittadino e Stato. Il tetto di tassazione in Costituzione rappresenta infatti una nuova “ecologia” del rapporto fra governanti e governati. Oggi si stabilisce la spesa e successivamente si decide come recuperare le risorse. È necessario invertire il rapporto e per sempre: Tetto Costituzionale alla tassazione conoscere la capacità di gettito e solo successivamente decidere la spesa. Solo così torniamo ad essere cittadini e non sudditi.

Liberi e sovrani: così vogliamo i cittadini italiani! Sempre più la vita economica e sociale della Nazione viene influenzata dall’Europa. L’Europa interviene sulla vita concreta dei cittadini italiani nonostante lo spaventoso deficit di democrazia sulla quale si fonda. Dalle politiche sociali alle politiche industriali, dalle politiche agricoli a quelle della difesa non v’è campo su cui la UE non intervenga. È necessario eliminare l’art.75 della Costituzione che impedisce agli italiani di esprimersi, tramite referendum, sui trattati internazionali. È una disposizione sopravvissuta ad un mondo che non esiste più, un mondo con i confini e un mondo in cui la vita concreta di una Nazione veniva regolamentata all’interno dei suoi confini. Abrogare l’art.75 della Costituzione significa restituire ai cittadini la sovranità popolare, tornando ad essere padroni del loro destino. Vogliamo che il popolo si esprima direttamente ogni volta che si debba decidere se aderire a una organizzazione internazionale o accettare una norma o un trattato che limitano la sovranità popolare.

FDI-AN

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