LEGGI NOCI » cappello Thu, 25 Jan 2018 21:14:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » cappello 32 32 A róse sòtt’o cuappidde: “il punto più alto della poesia dialettale” di Mario Gabriele /2017/05/08/a-rose-sotto-cuappidde-il-punto-piu-alto-della-poesia-dialettale-di-mario-gabriele/ /2017/05/08/a-rose-sotto-cuappidde-il-punto-piu-alto-della-poesia-dialettale-di-mario-gabriele/#comments Mon, 08 May 2017 07:48:04 +0000 /?p=14672 NOCI – Tornano gli appuntamenti del Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi con la presentazione dell’ultima gioia letteraria di Mario Gabriele dal titolo “A róse sòtt’o cuappidde”, avvenuta lo scorso sabato 6 maggio all’interno del Chiostro delle Clarisse.

Il libro è una raccolta di 20 poesie dialettali che mostrano come il dialetto nocese non sia una lingua volgare e oramai superata, bensì si tratta di una lingua ricca di cultura ed eleganza. Infatti, come sostenuto proprio dall’autore, «il dialetto è una lingua povera, di classe subalterna. Ho tentato di costruire delle poesie manipolando il dialetto con estremo coraggio, ed è venuto fuori un linguaggio dialettale iperletterario, coltissimo».

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Nel corso della serata, l’autore è stato affiancato dal suo collega del Centro Studi Giovanni Laera, il quale ha presentato il libro, definendolo «il punto più alto della poesia dialettale fatta a Noci». Egli definisce la poesia di Mario Gabriele una poesia civile, poiché afferma: «Questo libro ci tiene lontani da una doppia corruzione, morale e linguistica. È una dimora in cui possiamo ripararci dalla società che ha messo fine alla comunità. È un libro sull’essere umano che diventa oggetto senza rendersene conto».

Per comprendere a pieno il significato delle poesie, bisogna soffermarsi sul sottotitolo del libro, ossia cetrànghele, che nel nostro dialetto nocese significa cianfrusaglie, indicando proprio quegli oggetti che sono stati dimenticati poiché considerati inutili, ma che un tempo avevano un valore per l’intera comunità. E sono proprio questi i veri protagonisti della poesia di Mario Gabriele, «grazie alla quale tornano a parlarci con uno sguardo nuovo, che non è nostalgico, bensì costruttivo». Proprio come i personaggi delle poesie, oramai dimenticati, anche il dialetto stesso è stato messo da parte, ma con questo libro è possibile riscattare questa lingua.

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La serata è stata arricchita dalla curata ed appassionante lettura di alcune delle poesie tratte dal piccolo volume, come Na ramagghje de fragne, A fezzatòre, Firre de cavadde, A lucernédde, Carte de giornèle, Péte da fracére, U mbrejèle, Péta cucciòle, U preciudde, A graste, A rόse du quadre, U cuappidde, per poi concludere proprio con Cetrànghele, rigorosamente interpretate da Antonio Natile, Francesco Galassi, e dagli stessi Giovanni Laera e Mario Gabriele. Inoltre, a dare un tocco di allegria in più è stato il chitarrista Gianni Pinto, che in segui alla lettura dei brani si è esibito in piccoli intermezzi musicali.

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“A róse sòtt’o cuappidde”, il Centro Studi annuncia l’ultima gioia letteraria di Mario Gabriele /2017/04/28/a-rose-sotto-cuappidde-il-centro-studi-annuncia-lultima-gioia-letteraria-di-mario-gabriele/ /2017/04/28/a-rose-sotto-cuappidde-il-centro-studi-annuncia-lultima-gioia-letteraria-di-mario-gabriele/#comments Fri, 28 Apr 2017 05:50:03 +0000 /?p=14471 NOCI – Continuano le pubblicazioni da parte del Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi. Con una conferenza stampa tenutasi nel Second Floor della sede della web radio nocese Yes we Radio, i componenti del Centro Studi hanno annunciato l’evento di presentazione al pubblico nocese dell’ultima gioia letteraria di Mario Gabriele, A róse sòtt’o cuappidde – Cetrànghele, fissata per sabato 6 maggio, alle ore 20.00, al Chiostro delle Clarisse. L’evento vedrà anche la partecipazione di Giovanni Laera, nelle vesti di moderatore, oltre alle letture di Antonio Natile e Francesco Galassi, nonché l’accompagnamento musicale eseguito alla chitarra classica da Gianni Pinto, il quale suonerà per l’occasione tre pezzi inediti.

Il libro esce 5 anni dopo l’auto antologia dell’autore, dopo un periodo davvero proficuo e creativo, raccoglie delle poesie dialettali scelte direttamente da Mario Gabriele e si presenta con un titolo enigmatico e un sottotitolo molto interessante. Come evidenzia Giovanni Laera «il sottotitolo cetrànghele, cioè le cianfrusaglie, gli oggetti di poco conto, sembrano essere l’ennesimo tentativo di Mario di sminuire e sottovalutare il proprio lavoro. In realtà le poesie del libro sono oggetti veri e propri presenti già nel titolo. Questi oggetti, però, oggi disprezzati e dimenticati, un tempo avevano un valore molto importante, non solo per il poeta, ma per l’intera comunità di Noci. Anche se questo valore è stato perso, lo ritornano ad acquistare all’interno della poesia. E soprattutto emanano una luce, illuminano il mondo contemporaneo, proiettandolo verso un futuro di giustizia e riscatto sociale». Infatti le poesie sono un dono che Gabriele fa alla comunità, raccontato una Noci che non c’è più e che ritorna a parlare attraverso i suoi versi. La copertina è di Antonio De Grazia, il quale ha voluto rappresentare «uno sguardo nostalgico che attinge dal passato e si rivolge ai lettori del presente e del futuro».

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«Mi sono molto divertito a scrivere questo libro», ha commentato, infine, Mario Gabriele. «Dal punto di vista della lingua ho ricreato l’atmosfera che una persona di solito vive quando si affaccia in una soffitta, in un ripostiglio e trova queste cianfrusaglie. Quindi un luogo scuro, polveroso e disordinato dove si trovano oggetti che un tempo erano utili e belli. Cetrànghele è la metafora della dimensione umana contemporanea, ovvero la reificazione dell’uomo. Siamo cose, è l’epoca dello scarto, l’uomo è uno scarto inutile, è merce. Il quadro è, quindi, tragico però c’è una rosa sotto il cappello. Mi riferisco alla rosa di Gerico o alla rosa del deserto che vive tutta aggrovigliata, secca e vittima del vento. Basta, però, bagnarla con un po’ d’acqua tiepida che questo groviglio fiorisce ed escono le rose. Questa rosa basta coglierla, portarla a coscienza e, nel momento in cui il reificato prende coscienza di se stesso, fiorisce».

Sabato 6 maggio prossimo quindi si scoprirà quanto la nostra comunità ha perso nel tempo, oppure quanto potrà ritrovare dalle vecchie cianfrusaglie del nostro paese donando loro un nuovo valore.

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