La guida, dal titolo A spasso con Rocco “Vuoi conoscere Noci?”: guida turistica a fumetti realizzata dei bambini per i bambini, è un viaggio itinerante nel nostro centro storico e nei punti più significativi del nostro territorio. «Il progetto è nato per far conoscere ai bambini la storia, le origini e gli suoi aspetti più importati di Noci», ci spiega Elsa Gentile, una delle maestre coordinatrici del progetto. «Volevamo che i bambini si appassionassero alla storia del proprio paese, trovando un modo per farlo conoscere anche agli altri, per far sì che anche altri bambini si avvicinino con piacere alla storia di Noci».
Sono state programmate alcune visite guidate in cui è stato raccolto tutto il materiale adeguato alla realizzazione della guida. «Abbiamo osservato i monumenti, abbiamo analizzato i documenti, abbiamo interpellato lo storico locale Pasquale Gentile, Gregorio Gabriele, studente in scienze religiose, e gli abitanti delle gnostre e ci siamo avvalsi anche della collaborazione di MurgiAmbiente. Dopo aver raccolto tutto questo materiale, con i bambini stessi abbiamo pensato che la maniera migliore per conservarlo potesse essere la realizzazione di una guida turistica fatta dai bambini per altri bambini, in modo da far conoscere ai più piccoli il nostro paese nei suoi vari aspetti più significativi».

La scelta è ricaduta, quindi, sul fumetto, «un mondo più vicino ai bambini perché accattivante, immediata nella lettura e piacevole. Perciò abbiamo ideato, sotto forma di narrazione, l’incontro tra Michele, un bambino di Roma, e un bambino di Noci di nome Rocco (scelto in comune accordo con i bambini come nome rappresentativo del nostro paese) che, con le loro famiglie, fanno una passeggiata in paese, in cui vengono illustrati alcuni angoli tipici, dando delle pillole sulla sua storia e descrizioni su alcune parti fondamentali». Via Porta Putignano, Largo Diaz, la chiesa Santa Chiara, la chiesa di Santo Stefano, piazza Plebiscito, la Chiesa Madre e la gnostra di Capegnure sono solo alcuni dei luoghi più caratteristici del nostro paese spiegati nella guida. «Il viaggio si conclude con una piccola gita fuori porta al santuario della Madonna della Croce e alla chiesetta di Barsento». Infine la guida termina con la frase «Noci riserva ancora tante sorprese», facendo pensare a un seguito. «Purtroppo non abbiamo potuto descrivere e presentare tutti i monumenti e tutto quello che riguarda la storia di Noci, quali potrebbero essere integrati in una successiva guida».
«Il progetto è stato accolto con molto entusiasmo dai bambini, i quali si sono cimentati con le attività di laboratorio nella realizzazione della guida. Ogni tavola è un vero e proprio manufatto, in cui sono presenti i disegni realizzati dai bambini. Le foto, invece, sono state scattate dalle insegnanti durante le visite e sono state colorate dai bambini, mentre le foto dei monumenti sono in bianco e nero perché rappresentano la nostra memoria storica che non va alterata». Tutto il lavoro è stato possibile grazie a Liliana Dongiovanni, Maria Grazia Guagnano, Flora Laterza, Tonia Mangini, Imma Porfido, Antonia Recchia, Katia Roberto, Angela Scialpi, Antonietta Trisolini e Turi Antonietta, insegnanti coordinatrici del progetto. «Quello che abbiamo avuto a cuore è stato trasmettere ai nostri bambini l’amore per il nostro paese, per la sua storia che non va assolutamente sottovalutata né dimenticata. Conoscendolo sempre di più lo amiamo e ci impegniamo a migliorarlo».
In sede di presentazione, sul palco di piazza Garibaldi, la referente dell’istituto Martina Cazzolla ha donato la guida a tutti i bambini, al sindaco Domenico Nisi, e a Pinuccio Basile direttore della Biblioteca Comunale. Altre copie della guida, grazie al contributo di uno sponsor, andranno ad arricchire la neonata sezione bibliotecaria dedicata al fumetto, oltre all’inserimento all’interno della biblioteca dell’istituto.

I preparativi per questo atteso evento sono stati intensi. Infatti, i piccoli artisti hanno lavorato per dieci giorni consecutivi, al fine di realizzare il regalo perfetto per la propria mamma.
Con impegno, entusiasmo e collaborazione, tutti i bambini hanno imparato i canti La mamma più bella del mondo e Mamma fammi tante coccole, insieme alla poesia intitolata Per la mia mamma, che per l’occasione hanno esposto, mimandoli con affettuosi gesti.

Inoltre, per dimostrare il loro amore e l’innato talento, hanno realizzato piccole e colorate piantine, che con cura hanno piantato ed innaffiato giorno per giorno, ponendovi accanto un cartoncino sul quale si sono divertiti a stampare i propri baci con il rossetto.
Oltre questi bei regali, i piccoli si sono immedesimati anche come cuochi, per deliziare le proprie mamme con spiedini di frutta, preparati dai più piccoli, e il tiramisù realizzato dai più grandi. Questi ultimi inoltre, si sono divertiti a descrivere, in maniera ironica, gli insegnamenti che nel corso degli anni le mamme hanno trasmesso loro.
Tutti i genitori presenti si sono dimostrati entusiasti di ricevere molteplici doni realizzati a mano, e con grande cura, dai propri figli, e si sono sentiti apprezzati in vista di un giorno così speciale.

L’associazione si è costituita formalmente nel 2003 ma opera a Bari e provincia già dal 1997 nel campo dei progetti di risanamento per i bambini Bielorussi. Come tristemente noto il 26 aprile 1986 avveniva il gravissimo incidente nucleare alla centrale di Chernobyl che contaminò irreparabilmente i territori della Bielorussia e Ucraina, le conseguenze di questo disastro sono ancora persistenti in queste zone e i più colpiti dagli effetti delle radiazioni sono purtroppo i bambini.
In un’ottica di salvaguardia della salute derivante dalla contaminazione di quei territori l’associazione organizza due periodi di soggiorno, uno estivo ed uno invernale, durante i quali i bambini Bielorussi vengono ospitati temporaneamente da famiglie disposte ad offrire, non solo vitto e alloggio, ma soprattutto affetto e serenità. Alla serata parteciperà il gruppo folkloristico Menada Group di Minsk.

«In questa venticinquesima edizione volevamo, con esperti e con il mondo della politica, fare un focus sulla depurazione a livello nazionale e regionale. Oggi mandiamo un messaggio positivo. La depurazione non deve essere vista solo come un problema, ma può essere una grande opportunità in un’ottica di economia circolare» ha dichiarato Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia. Nonostante l’Italia continui ad avere dei ritardi nell’applicazione della direttiva europea sulla depurazione, «a livello regionale si stanno facendo dei grandi passi in avanti, recuperando molti ritardi accumulati in passato. Il forte impegno della regione nell’utilizzo delle acque reflue depurate e affinate in agricoltura è un dato che noi come Legambiente guardiamo molto in positivo».
Inoltre, «il 19% dei nostri depuratori (35 impianti) sono soggetti a scarichi anomali» aggiunge Tarantini, lanciando la campagna di sensibilizzazione Non si butta un tubo giù dai tubi, ovvero un vademecum contenente l’identikit dei rifiuti che non devono essere buttati nel water e nel lavandino. «A questa si aggiunge una bella campagna rivolta alle scuole elementari attraverso la distribuzione ai bambini del braccialetto Aqualoop», un promemoria da usare sul rubinetto per mantenerlo chiuso, al fine di eliminare la cattiva abitudine di tenerlo aperto quando, per esempio, ci si lava i denti. Tale iniziativa è stata promossa da Ogilvy Change in collaborazione con Legambiente, i quali hanno lanciato #giuilrubinetto, la nuova campagna no profit sullo spreco dell’acqua. Infatti, proprio i bambini delle scuole primarie sono stati i protagonisti dell’iniziativa, i quali hanno visitato l’impianto, comprendendo l’importanza dell’acqua e della sua depurazione, oltre a varie attività didattiche sul tema dell’oro blu.

«Siamo qui anche per il completamento di un percorso che è stato lungo, però lineare» ha commentato il sindaco di Noci Domenico Nisi. «Nel 2000 fu candidato a finanziamento la realizzazione di questo impianto, il quale è stato finanziato e realizzato. Come sindaco mi sono trovato a gestire la fase dei lavori di qualificazione ambientale di Lago Milecchia e proprio l’altro giorno sono stati aperti i rubinetti della condotta». Infatti, il 20 marzo «l’acqua affinata è affluita all’interno del bacino artificiale permettendo di utilizzare una rete idrica che serve quasi 400 ettari di terreni agricoli e che adesso potrà avere una sua funzionalità. Questo per noi è un motivo di contentezza. Siamo passati dal problema alla risorsa».
In seguito si è proseguiti con un dibattito sul tema della depurazione e, in particolare, sul riuso delle acque in agricoltura, moderato da Antonio Stornaiolo, a cui hanno partecipato Giovanni Giannini, Assessore Mobilità, Lavori Pubblici, Risorse Idriche e Tutela Acque della Regione Puglia, Nicola De Sanctis, Presidente Acquedotto Pugliese, Nicola Giorgino, Presidente Autorità Idrica Pugliese, Luca Pucci, Presidenza Comitato Scientifico Legambiente, Francesco Fatone, Coordinatore Azione di innovazione Horizon2020 Smart-Plant, Nicola Ungaro, Direttore Scientifico Arpa Puglia, Vito Uricchio, Direttore CNR-IRSA e Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico Legambiente.
Inoltre, all’evento erano presenti altri esponenti della politica nocese come il senatore Piero Liuzzi, gli assessori e consiglieri di maggioranza Lucia Parchitelli, Antonio Locorotondo, Fabrizio Notarnicola e Fortunato Mezzapesa e i consiglieri di minoranza Francesco Recchia e Paolo Conforti, ai quali la comunicazione dell’iniziativa è giunta dagli enti regionali organizzatori.
A conclusione del workshop si è proseguiti alla visita dell’impianto di depurazione. Tale impianto serve l’agglomerato nocese ed occupa una superfice di due campi da calcio. Gli edifici industriali che lo compongono seguono i lineamenti delle masserie della Murgia e presentano la tecnologia MBR (Membrane Bio Reactor), la quale dà maggiori garanzie per il trattamento delle acque di scarico. Infine, la visita si è conclusa a Lago Milecchia, dove si è potuto osservare il riempimento del bacino artificiale attraverso le acque trattate dal depuratore, per un successivo riutilizzo in agricoltura.

Se lo sono chieste due insegnanti della scuola elementare Cappuccini, Domenica Palattella e Angela Scialpi, le quali, nell’anno scolastico in corso, stanno trattando le tradizioni nocesi «al fine di recuperare e comprendere meglio l’identità culturale del nostro magnifico paese». Attraverso i racconti dei nonni e un lavoro di ricerca effettuato nella Biblioteca Comunale, gli alunni delle classi quarte, sezioni A e B, hanno ben compreso gli usi legati al Carnevale di Noci. Infatti, nel nostro paese il Carnevale inizia con un susseguirsi di giovedì, i quali, per tradizione popolare, festeggiano varie categorie di persone, tipo i moneche (le monache), i privite (i preti), i cattjive (i vedovi), l’accasate (gli sposati) e infine i pacciarjidde (ragazzi e scapoli). E proprio per festeggiare quest’ultima categoria è stato organizzato giovedì 23 febbraio, all’interno del Centro Anziani di Via Romanazzi, il classico festine, in questo sciùévedì di pacciarjidde alternativo.

I bambini si sono divertiti a organizzare e interpretare diverse macchiette come da tradizione, hanno comandato quadriglie, hanno ballato valzer e lenti, ed hanno recitato le poesie Brinnese e Sciuévedì e Carnevàle, contenute nel volume Canzune, Quatrigli’ e Brìnnese di Vittorio Tinelli, tutti rigorosamente vestiti come una volta, con gonne, mantelle, giacche, coppole e foulard. Anche per il menù è stata rispettata la tradizione, con i classici panini, i boconotti e le classiche bottiglie verdi per il vino, trasformato in Coca Cola, data l’età dei partecipanti al festino. Un trio d’eccezione, composto da Pierino, Nino e Gianni, ha guidato e allietato il festino, il quale ha anche visto l’attiva collaborazione di Marisa, Rocchetta, Mincuccio e Graziella, tutti membri del Centro Anziani, i quali hanno fatto rivivere ai piccoli le modalità di conduzione delle quadriglie e dei valzer.
Finiti i giovedì, seguono i tre giorni del Carnevale vero e proprio, il quale termina nelle due domeniche successive dove, nella prima, si festeggia la pentolaccia e, nella seconda, se nzerr’a vecchie, ovvero la vecchia si chiude in casa per la Quaresima, dopo un periodo di balli e scherzi. Nonostante le tradizioni stanno man mano scomparendo, facendo posto ad altre, fa sempre piacere riscoprirle e mantenerle vive, trasmettendole a coloro che, dopo di noi, saranno al centro della viva mondana della nostra bella Noci.
]]>Un evento organizzato nell’ambito di “Natale a Noci”, iniziativa promossa dal Comune di Noci, che si terrà giovedì 5 gennaio in piazza Garibaldi dalle ore 19,00.
Tutti in piazza, grandi e piccoli, pronti ad accogliere la magica vecchietta con la scopa, che attraverserà in volo Largo Diaz e piazza Garibaldi, e si calerà dall’alto per atterrare tra i bambini lanciando cioccolate e caramelle.
]]>L’iniziativa ha avuto inizio il 28 novembre scorso, con un laboratorio gratuito che ha visto la partecipazione di otto bambini alle prese con la realizzazione di decorazioni per l’albero di Natale, progettate con l’utilizzo di semplici materiali di uso quotidiano come pasta, colla, tempere e un’infinità di brillantini. Questa attività ludico-educativa è stata un’esperienza di crescita, poiché ha divertito molto i bambini offrendogli anche l’opportunità di interagire e relazionarsi tra loro.
Ogni laboratorio è guidato dall’educatrice dell’associazione A.P., la dott.ssa Ilaria Amodio, ideatrice del progetto, la quale per favorire la qualità dei contenuti trasmessi a discapito della quantità, ha preferito limitare la partecipazione ad un numero di sei bambini al giorno, con un modico contributo di cinque euro.
Ogni giorno saranno proposti lavoretti sempre nuovi ed originali che saranno realizzati con materiali sempre diversi, al fine di dare libero sfogo alla creatività e stimolare la manualità e la fantasia di ogni bambino.
«Ho deciso di realizzare questa iniziativa per far conoscere “Thana”, una realtà che non trova eguali a Noci» ha raccontato l’educatrice Amodio a LeggiNoci.it, aggiungendo: «Thana è un centro pedagogico, provvisoriamente situato presso la sede dell’associazione A.P., che offre servizi di doposcuola, rinforzo scolastico e consulenze familiari. Il nostro punto di forza è la specializzazione nel funzionamento dei processi cognitivi dell’essere umano, al fine di valorizzare le potenzialità intrinseche fino ad ora non sfruttate».
Inoltre per garantire un servizio completo, nel corso delle mattinate dei medesimi giorni, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, la dott.ssa Amodio sarà affiancata da altre figure professionali specializzate per svolgere l’attività di doposcuola rivolta a chiunque ne avesse bisogno.
]]>Appena tramontato il sole, si è dato il via ai festeggiamenti. Gli alberi di via Calvario hanno perso i loro rami, i quali sono stati sostituiti dalle classiche luci natalizie come a formarne una nuova chioma. Anche l’immancabile albero del Calvario è stato addobbato, ritornando alle classiche luci bianche che da sempre ci hanno accompagnato, dopo il tanto discutere delle “rosse” luminarie dello scorso anno. Piazza Garibaldi è stata abbellita con un grande ed illuminato abete, posto sotto a un “soffitto di luci cadenti”. Anche la Torre Civica ha preso colore dopo il suo spegnimento causato dal fulmine del gennaio di quasi quattro anni fa. Infatti, cupola, quadrante e una delle due finestre risultano illuminati da luci colorate. Inoltre intorno a tutto l’estramurale la filodiffusione diffonde musiche a tema natalizio.
Le vere attrazioni dell’iniziativa sono stati i tanti artisti di strada che si sono esibiti in piazza Garibaldi. Durante il pomeriggio fino alla prima serata giocolieri, mangiafuoco, trampolieri, mimi e acrobati hanno intrattenuti bambini e adulti, accorsi numerosi. Ogni artista di strada ha proposto originali numeri, alcuni di questi mai visti, alternandosi nell’esibirsi in modo da mostrare a tutti il proprio talento. L’iniziativa promossa per l’occasione da Lab Communications, ha visto anche la presenza di un trenino che ha accompagnato in un giro turistico i tanti piccoli cittadini presenti.
E questo è solo l’inizio. Tanti sono, infatti, gli appuntamenti che il Comune di Noci ha in serbo per i più piccoli durante l’intera manifestazione natalizia, per rendere ancora più magico il Natale 2016.
]]>Domenica 13 novembre alle ore 16,30, appuntamento presso la sala ricevimenti del Miramonte Party, per il tradizionale torneo di Burraco. La quota di partecipazione è di 25 euro per coppia.
Ai partecipanti sarà offerto un simpatico omaggio del “COMMERCIO EQUO E SOLIDALE” e tutti potremo gustare la cucina del “Miramonte Party” che gentilmente ospita l’iniziativa.
Per iscrizioni chiamare il 3334684113 o 0804973225 oppure inviare mail a [email protected]
]]>Se scuole elementari e medie vedono i propri banchi occupati da ragazzi alle prese con compitazione preannunciata e affrontata con capacità critica e maturità nelle relazioni, è all’asilo che si verifica sempre il trauma maggiore: per la prima volta in assoluto infatti, piccoli scolaretti si accingono ad una realtà non desiderata che li costringe ad allontanarsi dalle mura domestiche (le uniche che conoscono) per vivere in un ambiente estraneo senza mamma e papà come ombra.
Ci sono i coraggiosi che varcano la soglia della scuola felici e spensierati e ci sono i timidoni che si lanciano in pianti infiniti a rivendicare un cordone ombelicale che non deve essere rescisso.
Conosciuta come “ansia da separazione”, si tratta di un disagio piuttosto frequente nei bambini, una intensa paura del distacco che giustappunto si materializza in momenti importanti della loro vita, esattamente come il primo giorno di scuola o di asilo. Una fase fisiologica e naturale che non deve allarmare i genitori: al contrario, si comprende che c’è un buon attaccamento tra madre/padre e figlio e agita quest’ultimo perché timoroso di sperimentare un vissuto abbandonico.
I piccoli vanno tranquillizzati, preparati psicologicamente alla separazione, non sgridati e aiutati a verbalizzare le loro emozioni. D’altro canto i genitori devono mostrarsi sereni al fine di non trasmettere essi stessi ambiguità ed ansia. Mamma e papà per primi hanno bisogno di lavorare sulla consapevolezza che al proprio bambino va lasciata la mano sicuri di ritrovarla poi al suono della campanella.
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