LEGGI NOCI » ara puglia Sat, 16 Sep 2017 15:53:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.11 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » ara puglia 32 32 Lupi nelle campagne, ancora attacchi /2017/04/20/lupi-nelle-campagne-ancora-attacchi/ /2017/04/20/lupi-nelle-campagne-ancora-attacchi/#comments Thu, 20 Apr 2017 10:03:54 +0000 /?p=14321 NOCI – Si acuisce sempre più il fenomeno degli attacchi da parte dei lupi nelle campagne nocesi. Nell’ultimo mese almeno due le aggressioni registrate sul territorio agrario locale che vede esposti sempre più gli imprenditori agricoli nel fronteggiare il fenomeno.

La presenza del lupo è accertata da almeno qualche anno e a più riprese enti pubblici e associazioni di categoria si sono incontrate per capire come arginare il fenomeno senza però danneggiare l’ecosistema ambientale. Gli ultimi due attacchi, uno verificatosi il 2 aprile ed il secondo il 16 aprile scorso, sono entrambi da registrarsi nella zona tra Noci e Martina Franca in territorio nocese. Vittime rimangono gli animali di piccolo taglio come pecore e agnelli, ma ultimamente si sono registrati anche attacchi a puledri appena nati e vitellini.

A Putignano, ad inizio mese, si è svolta una tavola rotonda tra Asl e associazioni di categoria che però ha lasciato fuori i Carabinieri Forestali impegnati in prima linea sul fronte di tutela della fauna murgiana. A Martina Franca invece un progetto promosso da Legambiente vede il monitoraggio dell’animale attraverso l’apposizione di fototrappole.

È indubbio che gli attacchi dell’animale selvatico, immesso sul territorio per il suo ripopolamento dopo la minaccia estinzione, sta causando non pochi problemi alle aziende zootecniche presenti sul territorio che si trovano con le mani legate nella difesa del proprio bestiame. Così come pare esse acclarata la sua migrazione dal Parco dell’Alta Murgia a quello delle Gravine, in zona tarantina. Durante questo spostamento, dovuto anche alla presenza di cinghiali, i lupi affamati che annusano l’odore delle fattrici partorienti non perdono tempo ad attaccare. Vista la mole di aggressioni le associazioni di categoria chiedono maggiore tutela per il bestiame e tempi certi agli enti pubblici per il risarcimento dei danni.

 

LA PAROLA AGLI ESPERTI

Piero Laterza Presidente ARA Puglia
Piero Laterza Presidente ARA Puglia

Pietro Laterza presidente ARA Puglia – «Ormai gli attacchi da parte dei lupi nelle aziende agricole del nostro territorio sono all’ordine del giorno. Gli allevatori se ne devono inventare una ogni giorno per poter mettere al riparo il proprio bestiame da questi predatori che arrivano sino all’interno delle stalle pur di poter cibarsi dei piccoli. Rifiutiamo e condanniamo in primis l’abbattimento fai da te ma chiediamo alla Regione Puglia uno snellimento delle pratiche per il risarcimento dei danni causati dai lupi».

 

 

Michele Lacenere presidente Confagricoltura Bari
Michele Lacenere presidente Confagricoltura Bari

Michele Lacenere presidente Confagricoltura Bari – Dello stesso avviso è anche Confagricoltura. «Noi siamo favorevoli alla tutela del lupo a condizione che ci vengano risarciti i danni nella loro interezza, compreso cioè il mancato reddito ed il valore genetico del bestiame predato, e che ci vengano fornite le possibilità di difesa attiva e passiva contro i predatori».

 

 

 

 

È chiaro quindi come il fenomeno stia prendendo una dimensione notevole, ma il quesito rimane: tutelare il lupo o tutelare il bestiame? L’interrogativo rimane alla base del dibattito sulla tutela del territorio compreso tra la Murgia dei Trulli e la Zona delle Gravine.

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Mostra Bovina Interregionale del CentroSud, Noci 24-26 marzo 2017 /2017/03/29/mostra-bovina-interregionale-del-centrosud-noci-24-26-marzo-2017/ /2017/03/29/mostra-bovina-interregionale-del-centrosud-noci-24-26-marzo-2017/#comments Wed, 29 Mar 2017 08:17:36 +0000 /?p=13872 /2017/03/29/mostra-bovina-interregionale-del-centrosud-noci-24-26-marzo-2017/feed/ 0 Zootecnia: al Foro Boario l’11^ edizione della Mostra Bovina Interregionale /2017/03/23/zootecnia-al-foro-boario-l11-edizione-della-mostra-bovina-interregionale/ /2017/03/23/zootecnia-al-foro-boario-l11-edizione-della-mostra-bovina-interregionale/#comments Thu, 23 Mar 2017 06:45:33 +0000 /?p=13746 NOCI – La 11ª edizione della Mostra Bovina Interregionale Centro-Sud delle razze Bruna e Frisona si svolgerà presso il Foro Boario di Noci dal 24 al 26 marzo prossimo; l’inaugurazione è fissata per le ore 10,00 di venerdì 24.

L’evento, organizzato dall’Associazione Regionale Allevatori della Puglia con il contributo dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia e il patrocinio del comune di Noci, per tre giorni accoglierà presso il Foro Boario  tecnici e autorità  locali, regionali e nazionali nonché aziende e società del settore zootecnico.

La Mostra Interregionale Bovina del Centro Sud” riferisce il presidente dell’ARA Piero Laterzaè l’occasione per presentare i successi ottenuti dalla zootecnia meridionale e pugliese in particolare  nel campo della selezione genetica ed è il momento nel quale tributare il dovuto riconoscimento per l’impegno profuso negli anni dagli allevatori, dalle loro Associazioni  e dalle istituzioni pubbliche costantemente impegnate nel sostegno di tale attività”.

L’evento prevede oltre alla  Mostra Interregionale delle razze Bruna e Frisona, una vetrina delle razze e specie allevate sul territorio pugliese, stand di ditte del settore e stand di prodotti della filiera agroalimentare.

Un appuntamento di notevole impegno nel quale è prevista la partecipazione di 160 capi bovini di razza Bruna e Frisona iscritti alla Mostra e circa 50 capi di altre razze bovine e bufaline, ovini e caprini nella vetrina Italialleva, provenienti oltre che da tutte le provincie pugliesi, dalla Basilicata, Calabria, Campania, Sicilia.

Inoltre, con l’obiettivo di mettere in evidenza, oltre agli elevati livelli di produttività e di selezione genetica raggiunti negli allevamenti, le qualità delle produzioni lattiero casearie derivate, sono previsti momenti dimostrativi ed informativi, a partire dalle ore 11 di ogni giorno, organizzati in collaborazione con l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi (ONAF) e finalizzati a mettere in risalto  le peculiari qualità organolettiche dei formaggi tipici del nostro territorio.

Il programma della manifestazione prevede: venerdì 25, in mattinata un apposito spazio dedicato ai laboratori didattici dimostrativi sulla filiera zootecnica rivolti ai bambini delle scuole primarie e momenti tecnici per i ragazzi delle scuole Agrarie, in serata invece un incontro tecnico in cui saranno approfondite le tematiche più attuali del settore zootecnico; sabato 25 sarà dedicato interamente alla Mostra di Libro Genealogico delle razze Bruna e Frisona; domenica  26 si partirà con le gare ed i concorsi organizzati dai club dei giovani allevatori e si concluderà alle ore 12,00 con la cerimonia di chiusura alla presenza dell’Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Leonardo Di Gioia.

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Antibiotico resistenza: meno farmaci veterinari più salute /2016/11/28/antibiotico-resistenza-meno-farmaci-veterinari-piu-salute/ /2016/11/28/antibiotico-resistenza-meno-farmaci-veterinari-piu-salute/#comments Mon, 28 Nov 2016 16:46:42 +0000 /?p=11728 NOCI – Noci si conferma ancora una volta centro nevralgico regionale della zootecnia pugliese. Per questo i massimi esponenti regionali di veterinaria e farmacia si sono incontrati venerdì scorso nella sala convegni del nuovo foro boario di contrada Montedoro per intervenire al convegno promosso da Murgiavet srl e ARA Puglia, dal titolo: “Dalle code al code – tracciabilità del farmaco veterinario strumento di lotta all’antibiotico resistenza”.

Il tema è abbastanza complesso ma coinvolge gli allevamenti di tutto il mondo. L’azione sta nel comprendere e cercare di contrastare il fenomeno dilagante dell’abuso di farmaci veterinari che creano una farmaco resistenza all’interno degli animali da allevamento. Il convegno è stato moderato da Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente Ordine dei Farmacisti di Bari/Bat e componente 12a Commissione Igiene e Sanità al Senato. Gli onori di casa sono stati svolti dal sindaco Domenico Nisi che ha ringraziato gli organizzatori per aver scelto Noci quale luogo deputato alla discussione e augurato buon lavoro ai relatori.

«Pensate che il problema sia solo italiano? – chiede retoricamente Lettieri – la risposta è no, ma internazionale tanto che l’AIFA e il SSN sono attivi per difendere la legalità di farmaci molti dei quali purtroppo facilmente reperibili su internet. In qualità di moderatore vi comunico che farò tesoro dei contributi che riceverò in questa occasione e li porterò all’attenzione del Parlamento tornando a darvene conto». Sulla stessa scia il senatore Piero Liuzzi il quale ha posto l’attenzione sugli «organi democratici capaci di attività di controllo soprattutto sulla pirateria informatica su questi temi». Dall’intervento degli altri relatori è venuto fuori che vi è un abuso delle prescrizioni farmacologiche che supera il 60% in tutti i tipi di allevamento (equino, bovino, suino e ovino) regionale e al contempo che la Regione Puglia nel marzo 2016 ha recepito il piano nazionale di prevenzione.

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Sta quindi agli allevatori non farsi prendere troppo la mano. «L’utilizzo dei farmaci in allevamento non è questione di leggerezza e superficialità – è il richiamo del presidente regionale ARA Pietro Laterza – chiunque ha interesse che l’animale stia bene. Fortunatamente viviamo in una zona in cui gli animali pascolano allo stato brado e le aziende zootecniche sono gestite in ambito famigliare, facciamo conciliare lo stato di salute con i bilanci aziendali».  Dello stesso avviso è anche uno degli organizzatori Giuseppe Enrico: «bisogna intervenire sull’uso improprio dei farmaci perché questi produce resistenza. Il farmaco veterinario non deve più essere inteso come prodotto ma bensì come strumento di cura usato con scienza e coscienza come garanzia ai consumatori di prodotti senza tracce di antibiotici. Agli allevatori dico che il risultato economico viene valutato sulla qualità della produzione. L’abuso dei farmaci ha ricadute importantissime sulla salute umana tanto che il SSN ha messo su il dipartimento di prevenzione per controllare che non ci siano abusi. Torniamo quindi ad un uso consapevole del farmaco».

Il convegno ha significato essere una presa di coscienza da parte di allevatori e operatori del settore, ma il dibattito sembra destinato a rimanere aperto e prospetta tempi lunghi per una probabile risoluzione.

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Puledri morti nelle masserie: tornano i lupi? /2016/04/20/puledri-morti-nelle-masserie-tornano-i-lupi/ /2016/04/20/puledri-morti-nelle-masserie-tornano-i-lupi/#comments Wed, 20 Apr 2016 05:55:24 +0000 /?p=7477 NOCI – Carcasse di puledri morti sono state ritrovate dagli allevatori all’interno delle proprie aziende agricole. Il più delle volte gli animali sono stati attaccati sulla parte posteriore e solo in poche circostanze sono stati presi alla gola. Al momento però non si è ancora nelle condizioni di affermare se gli attacchi avvenuti negli allevamenti nocesi siano stati causati da lupi o da randagi. Le zone più colpite da questo tipo di azioni nelle ultime settimane sono le masserie situate tra Casaboli e Monitilli sulla via per Gioia del Colle e tra le provinciali di Massafra e Mottola.

«Rispetto agli anni precedenti – dichiara l’Isp Giovanni Posa comandante della stazione territoriale del CFS – questo tipo di attacchi è molto diminuito, al momento ci sono stati segnalati intorno ad una decina di casi tra attacchi a ovini ed equini». I forestali sono da sempre impegnati nelle attività di controllo nelle zone rurali proprio per contrastare il fenomeno. Non riuscendo però a prevedere il momento dell’attacco gli allevatori hanno deciso di agire in autonomia all’interno delle proprie aziende utilizzando metodi d’autodifesa del bestiame con l’ausilio di cani e guardiania. D’altra parte gli stessi sono fermamente convinti che ad attaccare il proprio bestiame siano proprio i lupi.

Degli attacchi sono a conoscenza tutte le autorità e gli uffici pubblici di competenza ma sembra che sia difficile intervenire. Nei mesi scorsi nei paesi limitrofi come Martina Franca e Mottola si sono susseguiti meeting per parlare del fenomeno che sta diventando un vero e proprio problema per chi abita e lavora nei territori rurali. I lupo è un animale protetto e la legge vieta la soppressione e la cattura a qualsiasi titolo. Le buone pratiche derivanti da questi meeting vorrebbero un monitoraggio costante del territorio ed un’azione più incisiva a salvaguardia degli allevatori. Difatti se al momento la presenza di esemplari di lupo è accertata nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia (dove è protetto e monitorato), non si può affermare la loro presenza stanziale nella murgia del sud-est barese e in Valle d’Itria. Questi luoghi vengono visti come territorio di migrazione e di caccia.

Gli allevatori sono perciò allo stremo. «Abbiamo richiesto un intervento forte sia della Regione Puglia che del Ministero – dichiara a Legginoci.it Piero Laterza neoeletto presidente dell’Associazione Regionale degli Allevatori – perché con tutto il bene che vogliamo agli animali, la salvaguardia della fauna selvatica non può essere accollata sulle spalle dell’allevatore. Ci sono zone in cui vi sono lupi ed altre dove vi sono cinghiali, in entrambi i casi chi ci rimette è l’allevatore». Lo stesso si mostra fiducioso nell’azione della pubblica amministrazione: «pare che il Governo stia prendendo una posizione decisiva con controlli più serrati ed il monitoraggio dell’espansione demografica delle unità. Confidiamo – chiude Laterza – che l’azione di Governo porti ad una convivenza dei territori senza ulteriori danni per la categoria».

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Il nocese Laterza nuovo presidente ARA – Puglia /2016/04/17/il-nocese-laterza-nuovo-presidente-ara-puglia/ /2016/04/17/il-nocese-laterza-nuovo-presidente-ara-puglia/#comments Sun, 17 Apr 2016 05:55:44 +0000 /?p=7424 NOCI – Eletto alla presidenza dell’Associazione Regionale Allevatori Pietro Laterza, allevatore di Noci classe 1967, che sostituisce Pietro Salcuni, già presidente di Coldiretti Puglia. Le Associazioni Allevatori sono presenti nelle cinque province pugliesi e con la loro struttura offrono un indispensabile contributo tecnico a tutte le aziende zootecniche presenti sul territorio ed in maniera diretta seguono oltre 41.000 capi bovini allo scopo di migliorare la qualità della produzione lattiera attraverso un lavoro paziente ed altamente professionalizzato di miglioramento genetico delle razze allevate.

“Ringraziamo il presidente uscente Salcuni per l’attività svolta e auguriamo buon lavoro al neo eletto presidente Laterza – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – in un momento storico molto difficile per la zootecnia che in Puglia ha registrato negli ultimi 10 anni il crollo del 58% delle stalle attive. Sono riuscite a sopravvivere con grande difficoltà appena 2.700 stalle. Ciò è causato principalmente del prezzo del latte, oggi ben al di sotto dei costi di produzione del latte stesso. I nostri allevamenti versano in una grave situazione, dovuta non solo alla crisi, ma anche e soprattutto a queste evidenti anomalie di mercato che mortificano il lavoro degli allevatori per colpa di alcuni caseifici locali che in maniera unilaterale  hanno deciso di ridurre il prezzo del latte alla stalla. In particolare i mangimi (+9,1%) ed il costo energetico (+8%) hanno notevolmente appesantito il bilancio delle aziende zootecniche regionali. La vera e unica indicizzazione di cui il comparto zootecnico ha bisogno è il vincolo indissolubile tra il prezzo del latte alla stalla e il costo di latte e formaggi che i consumatori acquistano nei negozi e nei supermercati”.

In Puglia a fronte dei 1.939 allevamenti che producono 3,6 milioni di quintali di latte bovino, le importazioni di latte dall’estero raggiungono i 2,7 milioni di quintali, e i 35mila quintali di prodotti semi-lavorati quali cagliate, caseine, caseinati e altro, utilizzati per fare prodotti lattiero-caseari che vengono, poi, venduti come prodotti lattiero-caseari “Made in Puglia”.

“Oltre all’inganno a danno dei consumatori – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – si tratta di concorrenza sleale nei confronti degli stessi industriali e artigiani che utilizzano esclusivamente latte locale. In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti, ma anche con l’indicazione delle caratteristiche specifiche del latte a lunga conservazione, ma anche di quello impiegato in yogurt, latticini e formaggi”.

Determinante l’annunciata moratoria sui debiti degli allevamenti da latte e da carne bovina e suina per non fare chiudere le imprese agricole che da troppo tempo sono costrette a lavorare con prezzi di vendita al di sotto dei costi di produzione. Servono misure nazionali di rapida attuazione con una moratoria su mutui e prestiti agli allevamenti di 24/36 mesi, nonché un riposizionamento debitorio dal breve al medio lungo termine ed un impegno straordinario sui fondi di garanzia.

Coldiretti-Puglia

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