LEGGI NOCI » alunni Thu, 25 Jan 2018 09:23:45 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.3.15 /wp-content/uploads/2015/11/cropped-logo-ico-quilia-32x32.png » alunni 32 32 La storia di Zygmunt Kelz raccontata agli alunni della scuola ‘Cappuccini’ /2018/01/25/la-storia-di-zygmunt-kelz-raccontata-agli-alunni-della-scuola-cappuccini/ /2018/01/25/la-storia-di-zygmunt-kelz-raccontata-agli-alunni-della-scuola-cappuccini/#comments Thu, 25 Jan 2018 06:55:41 +0000 /?p=19251 NOCI – Il crocus è un particolare genere di pianta che, a seconda della specie, viene utilizzata sia a scopi ornamentali sia per ricavare spezie con lo zafferano e i suoi fiori possono assumere due varietà di colori: il giallo e il viola. E proprio a questa pianta si rifà il Progetto Crocus, promosso dalla Holocaust Education Trust Ireland, fondazione irlandese che si pone come obiettivo l’insegnamento dell’olocausto nelle scuole. Ogni scuola riceve dei bulbi di crocus da piantare in autunno, in memoria del milione e mezzo di bambini ebrei che morirono per mano dei nazisti, per poi ammirare intorno al Giorno dedicato alla Memoria i suoi fiori gialli. Tale colore ricorda la stella di Davide, simbolo che gli Ebrei erano costretti a cucire sui propri abiti durante il dominio nazista.

Nel nostro paese all’iniziativa hanno aderito gli alunni e i docenti della scuola primaria Cappuccini, i quali hanno realizzato una serie di iniziative in preparazione al giorno dedicato all’Olocausto. Da lunedì 22 gennaio a venerdì 26 gennaio sono stati progettati diversi racconti sulla Shoah a cura della libreria Mondadori Point di Noci, mentre il prossimo 27 gennaio, giorno dedicato alla Memoria, sarà allestita una mostra con i lavori realizzati dagli alunni, sarà visionato un filmato realizzato dalle prime classi dell’istituto relativo al Progetto Crocus e sarà osservato un minuto di silenzio alle ore 12.00 in ricordo di tutte le vittime di una delle pagine più oscure del secolo scorso.

Particolare menzione, però, merita l’incontro organizzato lo scorso 23 gennaio all’interno del Chiostro di San Domenico. Le classi quarte e quinte della scuola elementare hanno incontrato Bernardo Kelz, figlio di Zygmunt Kelz, un ebreo, naturalizzato nocese, il quale ha affrontato un lungo viaggio da una piccola città polacca per arrivare fino a Noci e scampare alla furia nazista.

La sua storia, tratta dal libro Dai Carpazi alle Murge – Odissea di Zygmunt Kelz scampato alla Shoah, scritto dall’avvocato nocese Josè Mottola e dallo stesso Bernardo Kelz, l’avevamo riassunta e portata alle cronache in un nostro articolo realizzato lo scorso anno in occasione della Giornata delle Memoria. Una racconto che è stato ripreso e fatto conoscere ai più piccoli dalla viva voce di chi quegli orrori non li ha vissuti in prima persona, ma ha cercato di ricostruirli per farli arrivare fino a noi. «La storia di mio padre è nostra» ha raccontato Bernardo Kelz ai bambini. «Una persona nella vita può perdere tutto. La casa, la razionalità, il suo popolo. L’unica cosa preziosa che si può portare insieme e che nessuno può togliere è la cultura, il cervello, la capacità di capire gli altri». Dopo aver raccontato brevemente le varie lotte che Zygmunt ha dovuto affrontare per arrivare nel nostro paese, tante sono state le domande che i bambini hanno rivolto all’ospite per conoscere alcune curiosità su questa avvincente storia.

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All’incontro erano presenti anche Giuseppe Basile, direttore della Biblioteca Comunale Mons. Amatulli, il quale ha collaborato con la scuola per realizzare l’iniziativa, il dirigente scolastico Giuseppe D’Elia e l’assessore alla cultura Lorita Tinelli.

Chiunque voglia approfondire qualunque aspetto sulla Shoah, può partecipare agli ultimi incontri organizzati dalla scuola primaria Cappuccini o seguire il calendario di eventi della manifestazione Il tempo che resta, organizzata per il 26 e il 27 gennaio presso il Chiostro di San Domenico.

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Il Natale dei piccoli alunni delle scuole nocesi /2017/12/24/il-natale-dei-piccoli-alunni-delle-scuole-nocesi/ /2017/12/24/il-natale-dei-piccoli-alunni-delle-scuole-nocesi/#comments Sun, 24 Dec 2017 09:41:23 +0000 /?p=18765 NOCI – Ad un giorno dal tanto atteso Natale è bello fermarsi a riflettere ed assaporare il vero significato di questa festa, che purtroppo molto spesso viene oscurato dal desiderio di regali e cibo a volontà. Fortunatamente, a ricordarci dell’importanza del Natale ci sono i bambini, che con la loro innocenza e semplicità riescono a cogliere ogni sfumatura con stupore e meraviglia.

Quest’anno sono state molteplici e differenti le iniziative intraprese dalle scuole nocesi nel corso di questa settimana per festeggiare il Natale insieme ai genitori e all’intera cittadinanza, organizzando per l’occasione recite, canti e balletti dal significato unico ed essenziale.

Protagonisti per eccellenza sono stati i piccoli delle scuole dell’infanzia che hanno entusiasmato genitori, nonni, zii e cugini con i loro sorrisi, la loro gioia e il notevole impegno nello svolgere attività di gruppo con i propri compagni.

Le quattro scuole dell’infanzia Pascoli-1° Circolo hanno svolto la festa di Natale in una location completamente nuova. Infatti, i plessi Tinelli, Seveso e Guarella hanno scelto di festeggiare la nascita di Gesù Bambino all’interno della Chiesa Madre e della Chiesa Ss. Nome di Gesù, grazie a don Stefano Mazzarisi e a don Maurizio Caldararo, che hanno voluto condividere con loro questo momento di festa. Il plesso di Lamadacqua invece, ha scelto di trascorrere questa piacevole giornata in compagnia degli anziani della casa di riposo Sant’Anna, dinnanzi ai quali hanno recitato filastrocche ed eseguito canti, concludendo la festa con l’incontro di Babbo Natale, il quale ha offerto loro alcuni doni.

La tematica che i quattro plessi hanno seguito è stata “Messaggio autentico del Natale…canti e filastrocche!!!”. Infatti, attraverso filastrocche, preghiere a Gesù Bambino e canti mimati, i bambini hanno trasmesso il vero messaggio del Natale, ossia che esso è molto di più di un regalo, poiché si fonda sul desiderio di stare insieme e condividere i piccoli gesti con spontaneità e semplicità, come un sorriso o un abbraccio.

Inoltre, le classi della scuola Cappuccini appartenenti al medesimo Comprensivo, hanno messo in scena una rappresentazione incentrata sulla tematica della povertà, in particolare su ciò che ha valore ed è davvero necessario.

Per quanto riguarda il Comprensivo Gallo-Positano invece, il calendario natalizio è stato altrettanto ricco. Infatti, sia gli alunni della scuola Positano e sia i piccoli delle scuole dell’infanzia Gallo e Scotellaro hanno dato vita a canti natalizi, in italiano o in inglese a seconda dell’età, e dialoghi che hanno dato a tutti l’opportunità di riflettere sui comportamenti umani. Inoltre, alcune classi hanno recitato poesie in dialetto nocese, come “Pettele du Natele” per scoprire e conoscere a fondo le tradizioni del nostro paese.

Ogni festa, seppur nel proprio piccolo, ha emozionato tutti i presenti, consentendo di vivere a pieno le vere emozioni e i sentimenti positivi che il Natale, e in particolare i preparativi e l’atmosfera natalizia, porta con sé, ossia amore, condivisione, spensieratezza, fratellanza, affetto, altruismo, solidarietà e serenità.

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La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate /2017/11/06/la-giornata-dellunita-nazionale-e-delle-forze-armate/ /2017/11/06/la-giornata-dellunita-nazionale-e-delle-forze-armate/#comments Mon, 06 Nov 2017 08:33:33 +0000 /?p=17873 NOCI – Come ogni 4 novembre che si rispetti, anche per questo 2017 il comune di Noci ha voluto rendere omaggio alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, istituita nel 1919, un anno dopo la fine della prima guerra mondiale per festeggiare la vittoria italiana nel giorno dell’armistizio di Villa Giusti con cui ci fu la sconfitta dell’Impero austro-ungarico.

Riuniti intorno al monumento commemorativo dedicato ai caduti di via Cavour, autorità civili, militari, religiose e le associazioni di volontariato, nonché gli alunni delle scuole nocesi hanno voluto ricordare uno dei più grandi conflitti mondiali avvenuti nel Novecento. Gli alunni delle scuole medie Gallo e Pascoli e gli alunni della scuola primaria Cappuccini hanno letto alcuni pensieri e poesie per ripercorre alcune delle fasi della prima guerra mondiale, ricordando i tanti giovani (anche nocesi) vittime della guerra come insegnamento per il futuro, affinché si possa ricordare per non dimenticare.

«Siamo qui per non dimenticare mai questi nostri cari caduti che hanno donato la vita per noi, per la nostra libertà e per la pace», ha commentato Don Stefano Mazzarisi durante il suo intervento di benedizione, parafrasando quanto riportato sul monumento. «Io auspicherei che le cose che i ragazzi hanno detto e ci avete ricordato diventino un pensiero quotidiano» ha dichiarato il sindaco Domenico Nisi. «I valori che richiamiamo, il valore di ciò che le nostre forze armate fanno quotidianamente, il valore anche della bellezza della vita, devono essere cose che ci devono appartenere tutti i giorni. E vorrei che queste cose noi ce le ricordassimo perché, altrimenti, perdono di valore».

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A conclusione della celebrazione, è stata depositata una corona di alloro ai piedi del monumento e si è rispettato un minuto raccolgimento ascoltando la riproduzione fonica de Il Silenzio della  Fanfara dei Bersaglieri per commemorare i caduti della Prima Guerra Mondiale.

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Pubblica (d)Istruzione /2017/11/05/pubblica-distruzione/ /2017/11/05/pubblica-distruzione/#comments Sun, 05 Nov 2017 06:45:05 +0000 /?p=17861 NOCI – Sta avendo una eco mediatica inaspettata la notizia secondo cui gli alunni delle scuole fino a 14 anni non potranno, al termine delle lezioni, allontanarsi dall’edificio scolastico se non accompagnati dai genitori. Questo significa che anche i ragazzi che frequentano la scuola media dovrebbero aspettare l’arrivo dei genitori per tornare a casa. Onestamente mi sembra un po’ troppo; lo posso comprendere che ciò accada alla scuola elementare dove l’età degli alunni è bassa ma alla scuola media con ragazzi di età tra gli undici e quattordici anni mi sembra eccessivo.

Mario Forti
Mario Forti

Molto probabilmente la Ministra della pubblica Istruzione, Università e Ricerca Scientifica, Valeria Fedeli, ignora la realtà: sembra ferma a quando insegnava alla scuola materna avendo, nel propria carriera scolastica, conseguito un diploma triennale per insegnare in detta scuola. Senza voler approfondire la questione di un Ministro dell’Università e Ricerca che non ha mai visto l’Università sarei tentato di invitarla tutte le sere della settimana sotto casa mia per presentargli i ragazzi di età compresa tra 10 e 14 anni intenti ai primi approcci con il fumo, legale e non, con i primi amori e con l’alcool per chiedere loro se sono capaci di ritornare a casa dopo la scuola.

Ma scomodare il Ministro potrebbe essere troppo ambizioso da parte mia per cui mi è venuta un idea più “fattibile”: la città dei tre campanili nell’ultima legislatura è divenuta anche la città dei tre senatori tra cui si annovera Angela D’Onghia in qualità di sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica. Ho pensato: invito il sottosegretario. Poi scorro il curriculum vitae presso il Senato della Repubblica e leggo “ Geometra Angela D’Onghia”: senza ombra di dubbio le competenze di un geometra al ministero dell’istruzione, università e ricerca scientifica sono preziose e di certo non sarà interessata a venire a casa mia.

Poi mi viene in mente il viaggio a Berlino fatto a gennaio scorso: quando visito posti nuovi mi piace vivere la quotidianità ed una mattina, prendendo il tram, noto gruppi di ragazzini che non avranno avuto più  di dieci/dodici anni che vanno e tornano da scuola “da soli” con i mezzi pubblici. Il tutto mi fa riflettere sul fatto che bisogna responsabilizzare ed educare i ragazzi non imporre divieti. Il limite dei 14 anni è fortemente diseducativo ed evidenzia una mancanza di fiducia nei ragazzi senza considerare il disagio che creerebbe agli stessi genitori. Tra i tanti problemi irrisolti della scuola (strutture, strumenti didattici, programmi) è possibile che il legislatore si dedichi a disciplinare il momento della fine delle lezioni? Considerati i curricula di chi ha potere in tal senso il risultato non deve stupire.

Ricordo qualche anno fa che un ministro della Repubblica definì i ragazzi italiani “bamboccioni” sottolineando l’incapacità di allontanarsi dall’ala protettiva della famiglia: oggi risponderei a quel ministro che sono proprio loro con i provvedimenti come questo dei 14 anni a non aver fiducia nelle nuove generazioni. L’educazione in primis della famiglia, la formazione scolastica e la tecnologia (Smartphone che registrano ogni azione) non sono in grado di permettere ai ragazzi di età compresa sino a quattrodici anni di fare il tragitto scuola-casa nell’anno 2017? Se la risposta è negativa stiamo sbagliando qualcosa a cominciare dal Ministro della Pubblica Istruzione.

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Le tradizioni nocesi raccolte in un libro dagli alunni della scuola elementare “Cappuccini” /2017/10/23/le-tradizioni-nocesi-raccolte-in-un-libro-dagli-alunni-della-scuola-elementare-cappuccini/ /2017/10/23/le-tradizioni-nocesi-raccolte-in-un-libro-dagli-alunni-della-scuola-elementare-cappuccini/#comments Mon, 23 Oct 2017 08:39:35 +0000 /?p=17651 NOCI – «Tutto è nato dai nostri nonni». Sono queste le parole con cui gli alunni delle classi quinte, sezioni A e B della scuola primaria Cappuccini, hanno voluto introdurre la presentazione del libro I nostri nonni e le nostre tradizioni. Sabato 21 ottobre, all’interno del Chiostro delle Clarisse, i bambini della scuola elementare nocese hanno voluto rendere pubblico il lavoro volto alla riscoperta delle tradizioni nocesi, svolto durante l’anno scolastico 2016-2017 insieme alle maestre Domenica Palattella e Angela Scialpi.

Il volume nasce dalla voglia di lasciare un ricordo delle esperienze vissute durante l’anno scolastico appena trascorso, il quale ha permesso ai bambini di guardare più da vicino alcune usanze che, nel nostro paese, stanno scomparendo o sono addirittura del tutto scomparse. Grazie all’aiuto di una tipografia nocese e di due sponsor nel ramo assicurativo e caseario del nostro territorio, gli alunni hanno potuto mettere nero su bianco le esperienze vissute, cercando di far rievocare un ricordo o di farle conoscere ai cittadini nocesi. Grazie anche all’esperienza del Newspaper Game promosso dalla Gazzetta del Mezzogiorno che li ha visti vincitori come migliore pagina di giornale della provincia di Bari, gli alunni hanno redatto una serie di articoli che, insieme, compongono il vero tessuto narrativo del volume proposto, stampato in sole mille copie e distribuito gratuitamente durante la serata a tutti coloro che ne facevano richiesta.

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Tanti sono i protagonisti di questa pubblicazione. Come già detto sono i nonni il motore di questa esperienza che, insieme agli abitanti del centro storico e al Centro anziani di Noci, hanno permesso di mettere le basi per riscoprire le nostre tradizioni. A questi si aggiungono le informazioni trovate presso la nostra Biblioteca Comunale che, insieme a quelle fornite dallo storico Pasquale Gentile e ad alcune poesie in dialetto nocese scritte da Pietro Gigante, Giulia Basile e Giuseppe Basile, hanno rappresentato l’eredità culturale di questa raccolta.

L’àneme di muérte, U fuéche de Sanda Lucì, Timbe de Natèle, La befana dei vigili, u surbétte, u festine du sciùévedì di pacciarjidde, candè all’ove, u sorge ‘mbise, la Madonna della Croce, nonché la bottega di Menzarecchje, i giochi di una volta, la scuola ai tempi dei nonni e gli antichi mestieri, come u paretère, u carvunère e u carecarule, sono gli argomenti toccati con mano dagli alunni, alcuni dei quali, anche noi di LeggiNoci, abbiamo avuto la possibilità di raccontarvi. E durante la serata, a turno, sono stati esposti al pubblico, ripercorrendo brevemente l’esperienza vissuta, conclusasi con i classici brindisi in vernacolo nocese.

«L’esperienza ha permesso di creare sentimenti profondi per le radici di quella terra che i ragazzi hanno il dovere di conoscere e il diritto di tramandare», ha concluso il preside Giuseppe D’Elia. «Un viaggio in cui due generazioni si incontrano e si passano il testimone sulla cultura e sulle tradizioni». Alla manifestazione erano anche presenti il sindaco Domenico Nisi, il senatore Piero Liuzzi e la senatrice Angela D’Onghia, i rappresentati degli sponsor, i collaboratori del volume e i tanti genitori e nocesi accorsi numerosi per riscoprire alcune tradizioni del passato e farne tesoro con questa pubblicazione, scritta dai bambini di oggi per i bambini di domani.

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I nostri nonni e le tradizioni /2017/10/20/i-nostri-nonni-e-le-tradizioni/ /2017/10/20/i-nostri-nonni-e-le-tradizioni/#comments Fri, 20 Oct 2017 05:40:44 +0000 /?p=17607 NOCI – Sabato 21 ottobre, presso il Chiostro delle Clarisse, gli alunni delle classi quinte sezz. A – B della scuola primaria “Cappuccini”, presenteranno il libro da loro realizzato nell’anno scolastico 2016/2017.

Lo scorso maggio, infatti, i piccoli autori hanno proposto di mettere insieme in un libro tutti i lavori svolti durante l’anno scolastico, nell’ambito della scoperta e valorizzazione del nostro amato paese. In modo semplice, con l’entusiasmo che solo i bambini sanno trasmettere, noi insegnanti abbiamo messo a punto il “loro compito di realtà”, compito denso di problemi da risolvere, di decisioni da prendere, di competenze da mettere in gioco. Punto di partenza e motivo di ricerca e approfondimento nonché filo conduttore della progettazione scolastica sono state le tradizioni del nostro paese e per scoprirle e riviverle in tutta la loro genuinità, abbiamo costantemente chiesto la collaborazione dei nonni, testimoni nostalgici di un passato recente che, nell’era della tecnologia, appare davvero molto distante.

Tante le esperienze vissute in un intero anno scolastico, tanto il materiale prodotto: testi, elaborati grafici, foto, copioni per recite scolastiche in vernacolo…. materiale che gli alunni delle classi quarte sezioni A-B hanno dovuto rielaborare digitalmente, lavorando per gruppi nel laboratorio multimediale del nostro istituto.

Il libro, quindi, voluto e realizzato dagli alunni, si articola in capitoli che ripercorrono cronologicamente le varie esperienze realizzate nell’arco dello scorso anno scolastico, restituendo ai lettori un’accezione ampia del termine tradizione: non solo quelle legate alle festività, ma anche quelle tradizioni radicate nella vita quotidiana, gli usi e le abitudini correlati alle stagioni, ai mestieri, all’infanzia, ai piatti tipici di un tempo. Inoltre, grazie a due sponsor, sono state stampate 1000 copie del libro che saranno distribuite gratuitamente a tutti i nocesi durante la sua presentazione.

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Dalla bancarella alla solidarietà, l’iperattività degli alunni della “Cappuccini” /2017/07/17/dalla-bancarella-alla-solidarieta-liperattivita-degli-alunni-della-cappuccini/ /2017/07/17/dalla-bancarella-alla-solidarieta-liperattivita-degli-alunni-della-cappuccini/#comments Mon, 17 Jul 2017 09:51:06 +0000 /?p=16052 NOCI – Obiettivo raggiunto. Gli alunni della 4^ C della scuola primaria “Cappuccini” afferente al Primo Circolo Didattico ha raggiunto l’obiettivo di arrivare alla somma che permetterà loro di acquistare l’armadietto scolastico. Non solo, gli alunni iperattivi hanno deciso di comune accordo di destinare i giocattoli invenduti durante l’estate alla Fondazione Onlus Saverio De Bellis di Castellana Grotte, un piccolo gesto per aiutare i coetanei in difficoltà.

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I sempre più coinvolti genitori hanno provveduto la settimana scorsa a far recapitare alla comunità educativa per minori, nonché centro diurno socio-educativo, castellanese i giocattoli invenduti rivenienti dall’esperienza commerciale. I piccoli studenti durante il mese scorso infatti avevano allestito una bancarella in piazza Garibaldi per vendere i propri giocattoli e con il ricavato comprare l’armadietto scolastico.

L’epilogo dell’iniziativa avviata in totale autonomia non poteva che essere dei migliori: raggiungimento dell’obiettivo e solidarietà per i propri coetanei. La notizia ha sorpreso tutti, genitori e insegnanti. I piccoli alunni che l’anno prossimo frequenteranno la 5^ classe, si sono superati nell’impresa della raccolta fondi regalando un bel gesto anche agli altri.

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I giochi della tradizione, imparare la storia socializzando /2017/06/09/i-giochi-della-tradizione-imparare-la-storia-socializzando/ /2017/06/09/i-giochi-della-tradizione-imparare-la-storia-socializzando/#comments Fri, 09 Jun 2017 05:45:32 +0000 /?p=15324 NOCI – Imparare la storia del proprio paese attraverso il gioco. Ci hanno provato gli alunni delle classi quarte, sezioni A e B, del plesso “Cappuccini” afferente al 1° Circolo Didattico. I giochi nella tradizione, segna la tappa conclusiva del più ampio percorso sulle tradizioni di Noci, che ha portato gli alunni coordinati dalle insegnanti Angela Scialpi e Domenica Palattella ad analizzare e conoscere aspetti sociali e culturali che hanno caratterizzato la cittadina murgiana durante il Novecento.

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Con l’ausilio della 67enne Ada Lasaracina, per tutti “Nonna Ada”, gli alunni hanno potuto apprezzare i giochi che gli allora bambini della stessa età svolgevano tra i vicoli del borgo antico negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso. A chianghele, il gioco della campana, la fune, u cuccuruzzele (trottola con filo), il ponte (gioco con la palla), sono solo alcuni degli “esperimenti didattici” affrontati dai bambini sapientemente introdotti dalla signora Lasaracina che non ha lesinato di spiegare, con dovizia di particolari e aneddoti personali, i giochi che si stavano organizzando. La signora per l’occasione ha omaggiato l’istituto con una rielaborazione dell’effige della Madonna della Croce. L’omaggio non è stato casuale. Durante la giornata si è voluta rievocare la giornata dedicata alla Madonna all’interno del mese di maggio con cotanto di processione all’interno dei corridoi e del cortile dell’istituto. Poi via ai giochi, proprio come i bambini degli anni ’50 e ’60.

Le finalità dell’attività conclusiva del progetto sono affidate al dirigente scolastico Giuseppe D’Elia: «Questi bambini giocano molto ma hanno perso il senso della socialità perché i giochi attuali sono molto individuali quindi sono sostanzialmente soli e fragili. Il diffondersi dei giochi elettronici abbinati ai pericoli della strada e alle problematiche genitoriali legate all’attività lavorativa, fa si che il senso della competizione sana in questi bambini si stia perdendo. La scuola può fare molto attraverso il proprio tempo e i propri spazi per recuperare questa dimensione sociale di crescita collettiva».

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A scuola di primo soccorso, alunni alle prese con manovre salvavita /2017/05/31/a-scuola-di-primo-soccorso-alunni-alle-prese-con-manovre-salvavita/ /2017/05/31/a-scuola-di-primo-soccorso-alunni-alle-prese-con-manovre-salvavita/#comments Wed, 31 May 2017 05:45:42 +0000 /?p=15137 NOCI – Formare le nuove generazioni a salvare vite. Con questo obiettivo, di tutela della salute, si è svolto il corso “A scuola di primo soccorso” tenuto dalla Croce Rossa Italiana all’interno della scuola media “G. Pascoli”.

Il percorso formativo di cittadinanza attiva ideato e diretto dalla professoressa Domenica Guagnano ha visto la sua conclusione lunedì 29 maggio con un evento aperto al pubblico svoltosi all’interno del Chiostro delle Clarisse dove gli alunni delle classi seconde che hanno aderito al progetto hanno mostrato, anche tramite un video autoprodotto, le competenze specifiche acquisite durante l’esperienza extrascolastica.

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«Non si pretende di trasformare i ragazzi in soccorritori professionisti – annuncia Mino Laera coordinatore CRI Noci, tutor del corso – ma di rendere i ragazzi maggiormente consapevoli e saper affrontare situazioni di pericolo. Ritengo che il primo soccorso debba necessariamente far parte del percorso formativo scolastico per questo ho fortemente voluto che i ragazzi conoscessero ed imparassero ad utilizzare il defibrillatore. L’istituto Pascoli è cardioprotetto, ovvero dotato di defibrillatore, ma all’inizio del corso molti dei ragazzi non sapevano cosa fosse e dove era allocato». E sull’onda del famoso slogan: “la Protezione Civile sei tu”, Laera ribadisce un concetto fondamentale: «Noi (tutti i cittadini ndr) siamo la prima catena del soccorso ed è importante conoscere le manovre salvavita». Infine alla luce dei recenti fatti di cronaca sfata un tabù: «in casi di pericolo non bisogna chiamare l’amico o il medico di famiglia ma il numero di pubblica utilità 118».

All’evento pubblico ha partecipato anche l’assessore alla cultura e offerta formativa scolastica Lorita Tinelli. «La scuola – dice l’assessore – deve sforzarsi anche di insegnare il “saper fare” e non solo nozioni teoriche. Di solito questi progetti sono attivati da docenti più sensibili alla cittadinanza attiva, ora sembra giunta l’ora di mettersi in rete con tutte le istituzioni per formare una nuova classe sociale più consapevole».

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Dalla teoria alla pratica. I ragazzi hanno simulato un malore improvviso e le successive fasi di primo soccorso, posizione di sicurezza, chiamata al 118, distanza di sicurezza, massaggio cardiaco e uso del defibrillatore, fino all’arrivo dei soccorritori. Con una seconda simulazione spiegata dalla studentessa Rossella D’Onghia gli alunni hanno attuato le manovre per la disostruzione delle vie aeree. Agli alunni quindi è stato riconosciuto un attestato CRI valevole in tutto il mondo quali operatori di primo soccorso. Come ultimo atto della manifestazione e simbolo della riuscita collaborazione tra Croce Rossa Italiana e l’istituto scolastico Pascoli i referenti CRI hanno omaggiato la scuola con un libro sul primo soccorso, un gagliardetto con i 7 principi fondatori della Croce Rossa ed un manifesto-locandina da esporre nei corridoi scolastici.

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Newspapergame: premiati gli alunni della scuola “Cappuccini” /2017/05/27/newspapergame-premiati-gli-alunni-della-scuola-cappuccini/ /2017/05/27/newspapergame-premiati-gli-alunni-della-scuola-cappuccini/#comments Sat, 27 May 2017 05:35:59 +0000 /?p=15063 NOCI – È avvenuta lo scorso 24 maggio, presso lo splendido teatro Petruzzelli di Bari, la premiazione dei vincitori della 16° edizione del Newspapergame, un concorso a premi promosso da La Gazzetta del Mezzogiorno, destinato ai piccoli lettori ed aspiranti giornalisti delle scuole di Puglia e Basilicata.

Il progetto, avviato già da novembre scorso, è stato accolto positivamente da 246 istituti di differenti ordini e gradi, contando la partecipazione di circa 28 mila studenti, guidati da 1700 docenti nella stesura di una pagina di giornale. Ogni classe ha potuto scegliere in piena autonomia gli argomenti da trattare, arricchiti con colorate foto ed accattivanti titoli, per catturare l’attenzione dei lettori del noto quotidiano. Infatti, tutti gli articoli, firmati dagli alunni, sono stati pubblicati sulla pagina ufficiale de La Gazzetta del Mezzogiorno per essere visibili a tutti.

Al concorso hanno aderito anche alcune scuole nocesi, come l’IISS Agherbino e i Comprensivi Gallo-Positano e Pascoli-Cappuccini. Quest’ultima, ha ricevuto il premio per la migliore pagina di giornale della provincia di Bari, in edizione cartacea, classificandosi in ex equo con la scuola primaria “Padre Pio” di Gravina in Puglia, appartenente all’I.C. “Montemurro”.

I vincitori sono gli alunni delle classi quarte della scuola primaria 1° Circolo “Cappuccini” che, sotto la guida delle insegnanti Dora Intini e Domenica Palattella, hanno trattato, nel corso dell’intero anno scolastico, varie tipologie testuali utili per la stesura di un articolo di giornale, prendendo spunto dalle copie cartacee del medesimo quotidiano che settimanalmente la scuola riceve.

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Dopo un’intensa preparazione, le quattro classi quarte del Comprensivo hanno elaborato 4 articoli rispettando un preciso format, in cui hanno affrontato tematiche attuali che i ragazzi hanno potuto toccare con mano mediante uscite didattiche. Successivamente, gli articoli sono stati esaminati da una commissione esperta, la quale si è occupata di selezionare le pagine di giornale più interessanti, decretando i vincitori per ogni provincia (Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce, Matera, Potenza e Taranto).

I piccoli alunni, entusiasti del lavoro svolto, si sono recati a Bari in treno, accompagnati dalle docenti e da alcuni genitori, per assistere alla serata conclusiva, nel corso della quale hanno potuto prendere parte alla premiazione, arricchita da uno spettacolo che ha visto la partecipazione di noti personaggi televisivi.

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