Riordino ospedaliero: task force per il “Santa Maria degli Angeli”

NOCI – Parte la task force dei comuni della bassa murgia a difesa dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Putignano. Tutti presenti (o quasi) ieri mattina alla scuola “Stefano da Putignano” dove si è arrivato all’accordo di sottoscrivere un documento congiunto che miri a far riacquistare al nosocomio putignanese la qualifica di ospedale di primo livello. I sindaci della zona, supportati da consiglieri regionali e senatori, hanno difatti dibattuto sulla questione baricentrica dell’ospedale putignanese che potrebbe, stando all’anilisi della delibera di giunta regionale post riordino 2016, declassarsi a ospedale di base fino alla disattivazione completa una volta costruito il mega centro ospedaliero tra Monopoli e Fasano. Il Santa Maria degli Angeli non solo perderebbe i reparti di ginecologia e ostetricia ma, insieme a Triggiano, anche la psichiatria. Opinioni unanimi e grida di disapprovazione da tutti gli amministratori locali e referenti politici della zona.

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«Siamo qui con una fortissima rappresentanza di Noci – dice il sindaco Domenico Nisi durante il consiglio comunale monotematico congiunto – per rivendicare una messa in discussione del metodo con cui queste scelte sono state fatte. Non è possibile non tener conto dei tempi di percorrenza. In un territorio vasto come quello del mio Comune i tempi talvolta sono triplicati se non più. È chiaro che non si ha esperienza del territorio, e noi che lo viviamo ogni giorno questo territorio mettiamo al centro una migliore efficienza dei servizi, come richiesta da tutti i nostri cittadini. La nostra posizione non è quella della difesa del campanile. Come ha detto il collega, l’Ospedale di Putignano è l’Ospedale di tutti noi. So benissimo che siamo sotto la forza dei numeri e dei tagli. Ma credo anche che siamo ancora nel tempo pieno della ragione, in cui possiamo scegliere come effettuarli. Per questo siamo qui a rivendicare un metodo di condivisione delle decisioni».

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Non le manda a dire neanche il senatore Piero Liuzzi anche lui intervenuto durante l’appuntamento della scuola putignanese. «Innanzitutto vogliamo più medicina del territorio, più specialistica, più medici nei reparti insieme a infermieri e tecnici, vogliamo meno muri e più contenuti tecnologici» afferma infatti il componente della VII commissione cultura al Senato a margine dell’incontro tenutosi a Putignano per contestare le decisioni del Piano di riordino ospedaliero varato dalla Giunta Emiliano. «C’è questa volontà da parte della Regione? C’è la volontà di sedersi con i sindaci del comprensorio che ingloba ben dieci comunità locali dalla Murgia dei Trulli fino ai centri del Sud-est Barese?» si chiede il parlamentare di Noci intervenuto a sostegno dell’iniziativa indetta dall’Amministrazione comunale di Putignano e condivisa da tutte le amministrazioni dell’area vasta che conta fino a 200 mila abitanti. «Chi non è del posto, ahimè – commenta Liuzzi – parla a sproposito di guerra di campanili, ma noi, qui, da tempo abbiamo superato la visione campanilistica dello sviluppo territoriale, abbiamo da tempo elaborato il lutto della chiusura degli ospedali di Locorotondo, Alberobello, Noci e Gioia, Conversano; ora – prosegue – guardiamo con interesse a costruire ponti e formare le coscienze della comunità di prossimità delle Murge meridionali a ridosso dell’Adriatico a cui occorre assicurare un ospedale completo di servizi, di tecnologie all’avanguardia e di risorse umane in grado di venire in soccorso al momento del bisogno e di curare, bene ed in fretta, senza aggravio di costi, senza liste d’attesa e che abbia un adeguato Punto Nascita in Putignano».

Coro unanime insomma contro quello che gli amministratori pensano essere un sopruso a danno della collettività. Intanto questa mattina i sindaci si sono confrontati anche nell’assemblea dell’ANCI-Puglia dove hanno rimarcato la volontà, qualora il ministero della salute approvasse in toto il piano di riordino pugliese, di rivolgersi al TAR-Puglia. Al contempo il direttore del compartimento salute Giovanni Gorgoni ha dichiarato che il piano di riordino «non è granitico» e ha mostrato segni d’apertura nei confronti di eventuali miglioramenti proposti dal territorio.

Intanto prosegue la campagna di raccolta firme a favore del nosocomio putignanese. Secondo quanto riportato dal primo cittadino nocese nella sola giornata di domenica sono state raccolte appena 200 firme rispetto alle migliaia di Putignano. Per sottoscrivere la petizione si avrà tempo sino alla giornata di domani in cui i politici nostrani si mostreranno al mercato settimanale proprio per far sottoscrivere il documento ai cittadini nocesi. Nel pomeriggio di domani invece il sindaco Nisi sarà nuovamente impegnato per la salvaguardia ospedaliera nella Conferenza dei Sindaci indetta proprio per il proseguo delle attività.

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