Arrestati Giacomo Fusillo e Gianluca Jacobini. Interdizione per Vito Fusillo

BARI – Nella mattina di ieri i militari della Guardia di Finanza del nucleo di Bari hanno eseguito gli arresti del crac della Banca Popolare di Bari nati da uno dei filoni di indagine su cui lavora da tempo la Procura di Bari ovvero quello dei prestiti da parte della Banca al gruppo Fusillo. Si resta in attesa degli esiti degli altri filoni di indagine.

Un crac da oltre 290 milioni di euro quello messo in atto dal noto gruppo di imprese di Noci  che sarebbe stato agevolato grazie alla facilità con cui venivano concessi i crediti da parte della Banca Popolare di Bari.

Agli arresti domiciliari sono finiti l’ex codirettore generale Gianluca Jacobini e Giacomo Fusillo figlio del noto imprenditore Vito Fusillo, quest’ultimo sottoposto alla misura cautelare dell’interdizione per 12 mesi dall’attività imprenditoriale grazie alla collaborazione fornita in fase di indagini.  Anche per Marco Jacobini, ex presidente della Banca Popolare di Bari e padre di Gianluca, è stato notificato il provvedimento di interdizione imprenditoriale e professionale.

I reati contestati a Giacomo Fusilo vanno dal riciclaggio all’autoriciclaggio in virtù, in almeno due circostanze, dei beni distratti dalla massa fallimentare.

Eseguite altre misure cautelari personali nei confronti di 6 tra imprenditori e professionisti indagati, a vario titolo, per i reati di bancarotta fraudolenta aggravata, riciclaggio e autoriciclaggio, commessi nel periodo dal 2016 al 2019.

Misure cautelari anche per Girolamo Stabile (rappresentante legale dei due fondi di investimento oggetto di indagine  con sede in Lussemburgo e Gibilterra) e per l’immobiliarista Salvatore Leggiero nonché per l’ex manager Nicola Loperfido, per quest’ultimo  come per Gianluca Jacobini il procuratore facente funzione, Roberto Rossi, ed il sostituto Lanfranco Marazia avevano chiesto il carcere ma il Gip Luigia Lambriola ne ha disposto i domiciliari.

“Sulla gestione della posizione finanziaria del gruppo Fusillo –  si legge dall’ estratto dell’ ordinanza della procura riportato sul quotidiano  Il Sole 24 ore  – si sono consumate le peggiori nefandezze dell’istituto di credito”. Negli atti si parla di un “ruolo di primo piano” assunto dalla Popolare di Bari come “ideatrice delle iniziative”, mettendo “a disposizione delle società veicolo la leva finanziaria per acquisire i cespiti oggetto di alienazione da parte delle società del gruppo Fusillo, con mutui fondiari grazie ai quali si assicurava l’iscrizione di ipoteca in proprio favore”.

Le operazioni finanziarie ed immobiliari non sono state portate avanti solo dai Fusillo ma secondo la Procura di Bari, hanno coinvolto “compiacenti imprenditori e professionisti” e si sono realizzate “con il determinante concorso degli ex vertici della Banca Popolare di Bari”.

Nella giornata odierna era prevista l’udienza per lo stato passivo della Fimco.

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