Mezzogiorno in trattoria: storie nocesi

NOCI – Rinomato per le sue braciole, una visita alla trattoria di Nino era decisa da tempo. Complice un vuoto in agenda, a mezzogiorno di giovedì ho deciso di far visita al signor Nino, un ultrasettantenne che di abbandonare la sua storica trattoria non vuol affatto saperne.

Nino è un pezzo di storia di Noci. Da giovane faceva il meccanico, poi al militare, come per molti italiani, ebbe la possibilità di prendere le patenti di guida e divenne autotrasportatore. Dopo una vita di sacrifici, fu il padre a persuaderlo di abbandonare quel lavoro logorante e comprarono una licenza per l’attuale trattoria.

Era il 1973, ad un mese dall’apertura in Italia scoppiò il colera. Non ci voleva, proprio come il covid oggi, nessuno andava in trattoria. Furono mesi difficili, al punto che Nino, finito il lavoro in trattoria, risaliva sul camion per fare consegne regionali. Per giorni interi non dormiva. In quell’epoca, nel suo palazzo, attuale sede del Banco di Napoli, in piazza Garibaldi, scoppiarono due bombole del gas. Un evento terribile che, fortunatamente, non fede vittime tra le famiglie in fitto.

Da queste e da tante altre vicissitudini, il signor Nino ne è venuto fuori sempre con fiducia, onore e lavoro duro. Questi mesi del covid, da brava formica, ha lavorato per fare conserve e provviste varie, facendosi così trovare pronto per l’avvento dei turisti. Di tutto questo, dei pennuti imbalsamati e tanti fatti ed aneddoti di vita, ho avuto il piacere di condividere con Nino, davanti un calice di vino ed piatto di pennette alle braciole che potrei definire solo SUPERLATIVI.

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