Partecipatissimo il corteo per la Festa della Repubblica e della Costituzione

NOCI – Molto partecipato il corteo promosso ieri, 2 giugno, dall’Amministrazione Comunale per celebrare la Festa della Repubblica e della Costituzione. Presenti, oltre alle autorità civili, militari e religiose, anche una ricca rappresentanza del mondo dell’associazionismo e della scuola.

Ed è stata proprio una ragazza della Scuola Media “Gallo”, dopo aver intonato l’inno nazionale italiano, ad introdurre le celebrazioni di questa giornata in via Repubblica: «Buon giorno. Sta per aver inizio la nostra festa della Repubblica e della Costituzione. Tocca a noi darne il via con l’inno nazionale. Il nostro inno ha una caratteristica che ci aiuta a riflettere sul senso di ciò che oggi celebriamo: ha due voci. Per tutte le strofe del nostro inno nazionale, “Il Canto del Italiani”, c’è una voce che chiama ed un popolo che risponde. A chi appartiene la voce che chiama? Oggi, qui, per noi tutti, la voce che chiama sarà la nostra voce: la voce dei ragazzi. Sarà la voce della generazione che sta crescendo in questo territorio. Siamo noi, infatti, che oggi chiamiamo gli adulti a dare ragione e testimonianza di ciò che è racchiuso nella Costituzione».

Si è dunque proceduto con la cerimonia dell’alzabandiera, per dare il via al corteo che ha percorso l’intero estramurale, addobbato per l’occorrenza con bandiere tricolore. Tappa obbligata al Monumento dedicato a Giuseppe Albanese, dove, dopo aver depositato la corona, è intervenuto il Presidente del Consiglio Comunale Fabrizio Notarnicola: «Davanti al Monumento a Giuseppe Leonardo Albanese, martire nel 1799 della Repubblica Partenopea, non si può non pensare all’impegno di tanti italiani che nel corso del Risorgimento si sono battuti per dare unità alla nostra Italia e poi anche una forma repubblicana. Un impegno pagato con la vita da parte di giovani animati dal sogno di combattere ogni forma di assolutismo. I giovani sono stati sempre protagonisti nei momenti fondamentali della nostra storia italiana: i giovani del ’99, i giovani del Risorgimento, i giovani che hanno combattuto per l’Unità d’Italia, i giovani che hanno difeso l’Italia nelle guerre del Novecento, i giovani della Resistenza ed infine i giovani della Repubblica Italiana. Un tributo enorme di amore per la patria, senso del dovere e determinazione che non possiamo mai dimenticare. Non dobbiamo dimenticare. Le profonde esigenze di libertà e di autodeterminazione dei popoli camminano sulle gambe dei giovani, sempre. Ecco perché oggi mi preme invitare i giovani italiani e nocesi del XXI secolo a vivere con rinnovato slancio la vita repubblicana italiana in ogni suo ambito: professionale, culturale, politico. I giovani sapranno traghettare le sorti italiane verso un futuro di progresso. Ne sono sicuro. Sappiano scegliere la propria missione all’interno della società e delle istituzioni italiane e sappiano viverla al meglio per aiutare l’Italia Repubblicana a consolidare la propria unità e coesione sociale. Viviamo un momento di transizione, ci attendono nuove sfide sociali, culturali e politiche, abbiamo bisogno di coniugare più e meglio la garanzia dei diritti ed un rinnovato senso del dovere verso gli altri, verso le istituzioni repubblicane. I giovani siano sentinelle attente affinché le istituzioni democratiche, volute dai nostri padri, possano consolidarsi nella partecipazione attiva e responsabile di ciascuno. Questo è il bello della democrazia: la libertà delle idee, la libertà della partecipazione.  I giovani siano portatori di futuro e di innovazione: ne abbiamo tanto bisogno sia in campo economico sia in campo sociale. Abbiamo anche bisogno di ripensare il sistema sociale nel suo complesso: l’uguaglianza delle opportunità per tutti, giovani, donne, anziani, bambini, imprenditori ed operai, una profonda aderenza ai valori costituzionali ed un rinnovato senso del dovere siano la vera bussola per tutti».

Tappa conclusiva al Monumento ai Caduti di via Calvario. Qui i ragazzi hanno piantato nelle aiuole alcuni fiori tricolore con i loro messaggi per la giornata. Dopo la deposizione della corona e il saluto del parroco Don Stefano Mazzarisi, è stato il Sindaco Domenico Nisi a chiudere la manifestazione: «I fiori di carta che sono stati piantati dai ragazzi qui, davanti al Monumento ai Caduti, rappresentano i diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Leggo: “…ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica…”, “…ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona…”, “…la maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza…”. Ecco, i nostri diritti hanno la forma dei fiori, perché sono anch’essi vivi, entrano nella vita delle donne, degli uomini, dei bambini, dei ragazzi e diventano la vita stessa di uomini, donne e bambini: lavoro, maternità, istruzione, proprietà… Come tutto ciò che è vivo, anche i diritti hanno bisogno di essere custoditi, per non appassire. Pensavo, che solo qualche settimana fa eravamo qui a ricordare il 25 aprile. È proprio fra queste due date, il 25 aprile e il 2 giugno, che c’è il senso di tutto. Fra queste due date c’è un popolo che ha preso in mano la propria sorte, un popolo senza re e senza condottieri; un popolo plurale: idee diverse, fedi diverse e una stessa responsabilità. Questa è la democrazia, la nostra democrazia, ed è dentro la nostra Costituzione. È, dunque, nello spazio fra il 25 aprile è il 2 giugno che va cercato il senso di parole come “popolo”, “nazione”, “sovranità”, nello stesso spazio in cui si dissolve il senso di parole come “populismo”, “nazionalismo”, “sovranismo”. Forse oggi noi tutti dovremmo provare ad abitarlo, questo spazio, per riscoprire il valore del pluralismo delle idee nell’unicità della responsabilità. Penso che sia questa la via attraverso la quale si può restituire forza ai diritti, perché è la via che porta a fondare, nella coscienza individuale e collettiva, i doveri dei singoli e delle comunità. Penso davvero che nella comprensione profonda e rinnovata di ciò che accadde fra il 25 aprile e il 2 giugno ci sia il modo di tenere vivi i diritti, di sentire i doveri, di custodire la democrazia. Viva l’Italia, Viva la Repubblica!».

Il corteo è stato accompagnato dalla Banda cittadina “Santa Cecilia-Sgobba”.

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