Violenza sulle donne: una giornata per dire no tutti i giorni

NOCI – Sarà stato merito di mia madre, degli insegnamenti scolastici e di vita ma  ho sempre considerato gli uomini e le donne facenti parte di una unica categoria: l’essere umano. Prendendo lo spunto dalla “Giornata contro la violenza sulle donne” proclamata per il 25 novembre ho voluto riflettere sul tema, forte anche di una “esperienza sul campo” maturata grazie alla mia professione.

Mario Forti
Mario Forti

Ricevere uno schiaffo o una spinta, essere attaccata o minacciata verbalmente, venire controllata costantemente e in modo soffocante dal partner, vedersi negato l’accesso alle risorse economiche dal marito o dal compagno, essere costretta ad avere un rapporto sessuale contro la propria volontà, stalking, violenza psicologica, offline e online, revenge porn, sono solo alcuni esempi di cosa sia la violenza sulle donne, una violazione dei diritti umani tra le più diffuse e persistenti secondo l’Onu che ha deciso di celebrare il 25 novembre per creare maggiore consapevolezza in chi la subisce ma anche in chi la esercita.

E’ stato pubblicato a novembre l’ultimo rapporto della Polizia di Stato intitolato “questo non è amore” sulla violenza di genere in Italia: nei primi nove mesi dell’anno si è registrato un calo dei “reati spia” che possono precedere i femminicidi (maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse, violenze sessuali), il numero delle donne uccise però è calato solo di 3 unità: dai 97 omicidi dello stesso periodo del 2017 si è passati ai 94 del 2018. Di questi, 32 rientrano nella categoria dei femminicidi, i casi cioè in cui una donna è uccisa in ragione del proprio genere. Sempre secondo la polizia è il contesto familiare quello in cui la maggior parte delle volte la donna soccombe in modo definitivo alla discriminazione nei confronti del suo genere. Trovare la forza per denunciare non è facile e spesso è questo il primo ostacolo da superare per le vittime. Per fortuna, comunque, oggi gli strumenti a disposizione sono sempre più capillari: oltre alle forze dell’ordine, in caso di pericolo ci si può rivolgere al Telefono Rosa (1522).

Mi sono chiesto perché ciò avviene: prima di tutto vi è il problema della cultura sessista e misogina della società italiana, spesso alimentata nei secoli dalla Chiesa Cattolica, poi una carenza di educazione sin dalla scuola, ma anche in famiglia. Personalmente mi sono fatto l’idea che chi usa violenza ad una donna è un vigliacco ed essere inferiore perché scarica le proprie frustrazioni su un essere fisicamente e molto spesso economicamente più debole. Sarebbe interessante vederli alle prese con i padri o fratelli di quelle donne! E poi dimenticano facilmente che loro stessi sono stati creati da una donna……..

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