“Torneo a Derby County”: l’opera di un giovane sognatore che riscopre i veri valori

NOCI – Lo scorso 20 aprile il Chiostro delle Clarisse ha ospitato un giovane scrittore, classe 2000, che a soli 16 anni ha dato vita al suo primo romanzo dal titolo “Torneo a Derby County”.

Si tratta di Antonino Uccella, nato a Bari ma residente a Toritto, appassionato da sempre di romanzi, gialli, racconti fantastici e dei grandi classici della letteratura che hanno contribuito alla stesura di questo libro, con l’hobby anche per la scrittura. Nell’aprile 2017 il giovane autore ha ricevuto una targa di riconoscimento dal sindaco Antonio Decaro a nome della città di Bari per il talento da lui dimostrato con il suo primo libro, il quale ha riscosso un notevole successo con 400 copie vendute, un grande traguardo per un esordio letterario.

L’incontro è stato promosso dall’associazione nocese Presidi del Libro, proponendo un dialogo “a tu per tu” tra l’autore e Giuseppe Chielli, un giovane nocese che ha superato con successo la sua prima presentazione.

All’interno del contesto sociale in cui viviamo il romanzo può essere considerato una sfida, specie se lanciata da un ragazzo così giovane, poiché racconta una storia di riscatto e di formazione ambientata nell’Inghilterra del Medioevo, un tempo molto lontano da noi ma nel quale l’autore ritrova molte similitudini rispetto al mondo contemporaneo.

Il romanzo racconta la storia di James, umile contadino che avrà l’opportunità di partecipare ad uno degli eventi più inauditi della giostra inglese e grazie ai suoi mezzi e alle sue capacità scoprirà la gloria e l’amore in un paradiso medievale. La figura umile del protagonista rispecchia molto la personalità del suo ideatore, che credendo in se stesso è riuscito a realizzare quest’opera con il costante sostegno dei suoi genitori.

Con questo libro l’autore ha voluto trasmettere al lettore la fiducia in se stesso, poiché solo così si può cambiare il proprio destino. «Il libro rispecchia molto la società attuale» racconta il giovane scrittore, aggiungendo: «viviamo ancora nel medioevo in cui i veri valori non vengono trasmessi, perciò ho creato un mondo che all’epoca era impensabile, cercando di trasmettere ed insegnare attraverso questo libro i valori come fratellanza e rispetto che andrebbero ripresi».

Sono proprio i valori il fulcro di questo romanzo, che Antonino vuole far riscoprire a questa società che oramai ne è povera. Infatti, all’interno del libro egli pone allo stesso livello due persone appartenenti a classi sociali differenti, rimarcando in tal modo l’idea di uguaglianza, che si riscopre anche nella figura della donna, vista come un’entità divina.

A conclusione della serata, il giovane autore ha assolto alcune curiosità del pubblico affermando: «ho già ultimato un secondo libro che non è di genere storico ma vorrei scriverne un altro di questo genere incentrato maggiormente sull’amore, un valore fondamentale». Inoltre, ha aggiunto: «Mi definisco sfortunato ad essere nato in un’epoca sbagliata vista la mia indole e i miei interessi. Io spero che questo libro porti la società a raggiungere questi valori e queste tematiche che mi appartengono molto. Voglio ringraziare Noci che reputo una città a misura d’uomo, poiché rispecchia la città in cui vivo e il cui vige il valore di fratellanza in cui io credo molto».

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