Bacco: ma quanto costa ai nocesi?

NOCI – Non poche lamentele giungono all’indomani della 18esima sagra di “Bacco nelle Gnostre”. La grande manifestazione pubblica che mobilita la parte centrale del paese anche quest’anno ha suscitato dubbi e lamentele da parte di cittadini nocesi. Taluni ne hanno dato prova con post e commenti rilasciati sui social network. Da parte dei gastronauti ad essere preso di mira su tutto è stato il prezzo per i ticket degustativi: 8 euro per tre ticket sono sembrati esagerati per degustare i vini di appena 6 cantine in un semplice bicchiere di plastica, quest’ultimo riempito poco meno della metà. Da sottolineare anche l’assenza, quest’anno, dell’associazione Sommelier e Hostess AIS PUGLIA che ha fatto venir meno la professionalità e l’eleganza degustativa. Molti gli interrogativi che si pongono i cittadini: ma quanto costa ai cittadini di Noci questa manifestazione? La manifestazione da chi è organizzata? Ma il Comune di Noci concede solo il patrocinio o concede altro? Proveremo in questo articolo a dare qualche risposta.

La manifestazione è organizzata dall’associazione culturale Acuto, rappresentativa del parco letterario Formiche di Puglia, il cui Presidente e Legale Rappresentate risulta essere Antonio Panetta.

Scopriamo che con la delibera di giunta comunale n. 105 del 31 ottobre 2017 il Sindaco Nisi assieme a Lucia Parchitelli, Marino Gentile, Tinelli Lorita e Conforti Natale ha deliberato non solo di concedere il patrocinio ma ha concesso tutta una serie di attività a spese del comune e quindi di tutti i cittadini, in particolare si legge dalla delibera di aver concesso:

  • Promozione dell’evento attraverso i canali di comunicazione istituzionali e non (in pratica la pubblicità dell’evento su giornali e altri canali), a carico del Comune mediante preventivi di spesa;
  • Filodiffusione e SIAE, a carico del Comune;
  • Rilascio dell’idoneità aree destinate a manifestazione;
  • Autorizzazione ad occupare il suolo pubblico nei giorni del 11 e 12 Novembre;
  • Disponibilità dei locali comunali (Chiostro delle Clarisse e Palazzo della Corte) per le attività culturali;
  • Fornitura bagni ecologici, a carico del Comune mediante preventivi di spesa/gara d’appalto;
  • Gestione dell’igiene urbana, a carico del Comune attraverso la ditta che gestisce il servizio di raccolta;
  • Fornitura corrente elettrica;
  • Transenne con posizionamento nei luoghi interessati, a carico del Comune mediante attrezzatura comunali e/o in uso in altri Comuni;
  • Servizio di sicurezza e centrale operativa, a Carico del Comune che provvederà a rimborsare l’apposita spesa all’Associazione Acuto che organizza.

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Moltissimi i costi a carico dei cittadini mentre nessun incasso per il Comune di Noci. Infatti la vendita dei ticket degustativi, noleggio stands o sponsorizzazioni private nonché eventuale contributo regionale o da parte della Camera di Commercio resta nelle casse dell’associazione che organizza. Nessun incasso per le casse Comunali, a meno di una piccolissima somma relativa all’occupazione del suolo pubblico (si parla di circa 1.500 euro).

Qualche commerciante riferisce: “la periferia è totalmente abbandonata e poi a quelli più vicini all’associazione spettano i posti più visibili e appetibili. Si è perso lo spirito della sagra di paese, ormai è solo un business privato”, mentre qualche altro cittadino scrive “Il Bacco di Oggi non è più la festa del vino”.

Altra nota dolente è stato il prezzo dei prodotti degustativi che inevitabilmente è dovuto lievitare in quanto il prezzo degli stand è salito. Da un minimo di 3,5 euro per una bruschetta in su. Per non parlare del bus navetta il cui costo era di 2 euro.  Infine la mancanza di segnaletica agli svincoli d’ingresso alla città che ha causato non pochi disagi automobilistici. Dai visitatori ai commercianti. A molti non è andato giù il sistema per cui nel weekend non potessero svolgere al meglio la loro attività dovendo, necessariamente, noleggiare uno stand messo a disposizione dall’organizzazione. Molti quindi hanno preferito rimanere chiusi, altri hanno continuato a svolgere la propria attività all’interno del proprio locale, altri ancora si sono ingegnati per poter lavorare nonostante la sagra.

Non di poco conto il cambio di idea e l’incoerenza, fatta rilevare sui social, mostrata dall’attuale Sindaco Domenico Nisi, il quale nel 2012 era stato firmatario assieme ad altri consiglieri di minoranza di una interpellanza dove faceva notare come la gestione degli eventi di bacco era totalmente a carico della collettività: «La capacità organizzativa di Acuto è meritoria, ma vista la passata vicinanza tra Sindaco (Piero Liuzzi), assessore Schiavone e Parco Letterario Formiche di Puglia (ne sono stati rispettivamente ideatore e direttore per diverso tempo ndr), è bene sgombrare ogni ipotetico dubbio che potrebbe nascere sulla gestione degli eventi realizzati con fondi totalmente a carico della collettività»,  si scriveva nel 2012 su alcune  testate locali in merito all’interpellanza della minoranza firmata anche dall’allora Consigliere Comunale Domenico Nisi.

Insomma il Sindaco Nisi con l’amministrazione definita dell’inciucio Nisi-Morea, sembra aver cambiato totalmente idea ed i dubbi si sono amplificati. Come mai?

L’auspicio è che quest’evento torni ad essere dei commercianti locali, una sagra in cui ogni cittadino sia libero di potersi esprimere ed esporre la valorizzazione e le peculiarità della nostra cittadina con la speranza che tutto questo non faccia crollare l’entusiasmo dei cittadini.

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