Svelata la nuova pubblicazione del Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi

NOCI – La cultura del mondo è presente nel nostro dialetto. È questo il messaggio che il Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi vuol lanciare con l’ultima pubblicazione dal titolo Tutte u munne è paise – Le parole straniere nel dialetto. Con una conferenza stampa tenutasi martedì 26 settembre nel second floor della web radio nocese Yes we Radio, i membri del Centro Studi hanno voluto presentare gli attori e i protagonisti su cui ruoterà l’evento in programma per venerdì 6 ottobre alle ore 18.15 nel Chiostro delle Clarisse. Non solo una presentazione della loro ultima pubblicazione, ma anche un’occasione per conoscere più da vicino il nostro dialetto e quanta cultura, proveniente da ogni parte del mondo, si nasconde dietro di esso.

Originariamente il titolo doveva essere Tutte u paise è munne, per rimarcare il cambio di prospettiva dal momento che in un paese si possono trovare alcuni tratti del mondo. Si è deciso, però, di lasciarlo nella traduzione dialettale della sua più famosa versione in italiano, tutto il mondo è paese, sottolineando, allo stesso modo, che tante lingue parlate in ogni parte del globo hanno influenzato, nel tempo, il nostro dialetto. «Infatti – come spiega la professoressa Maria Semeraro, del comitato scientifico del Centro Studi – la derivazione di tantissime parole dialettali nocesi proviene dalle lingue straniere come il greco, l’arabo, lo spagnolo, il francese», e per ultimo l’inglese, le quali lo hanno man mano arricchito di significati. Inoltre, «per valorizzare il dialetto di Noci lo si deve conoscere. L’obiettivo del Centro Studi va nella direzione di tutelare il dialetto, conoscendolo».

«Questo è un libro che presenta quattro rigorosi articoli scientifici di alto livello», dichiara Giovanni Laera. E nonostante ciò «è rivolto al più ampio spettro possibile di lettori. È rivolto a tutti. È rivolto anche a chi è interessato alla storia del nostro territorio. Infatti ogni pezzo ha come introduzione un corposo articolo di storia. Nell’ultima parte del libro, invece, sono presenti alcune poesie in dialetto ispirate da una radice araba» scritte da Mario Gabriele e Pietro Gigante in dialetto arcaico, da Giovanni e Domenico Laera in medio dialetto e da Caterina Quarato e Biagio Laera in neo dialetto. A queste si aggiungono anche dei racconti come Gesù, u ciucce e u tarì e due novelle tradotte in dialetto da Domenico Forti e Caterina Quarato estrapolate da Le mille e una notte. La copertina è, come per ogni pubblicazione del Centro Studi, a cura di Angela Liuzzi.

Parlando della manifestazione, invece, dopo l’introduzione della professoressa Maria Semeraro interverranno i tre autori della pubblicazione, ovvero il dottor Giuseppe Chielli, il quale approfondirà i grecismi presenti nel nostro dialetto, la dottoressa Maria Vittoria D’Onghia, la quale affronterà gli arabismi e gli ispanismi e il professor Giovanni Laera, il quale si soffermerà sui francesismi. A conclusione dell’evento, interverranno il professor Angelo Michele Di Donna, docente presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, con una finestra sui Cenni sulle chiese bizantine in Puglia e l’ingegnere Antonio Cirsella-Sergio, del Politecnico di Bari con una finestra su La componente urbanistica araba nella formazione dei centri storici pugliesi.

L’evento, aperto a tutti, è un’occasione per conoscere la meglio non solo la nostra lingua, ma anche la nostra storia e le nostre tradizioni.

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