“Museo storico del trattore”: un tuffo nel passato per riscoprire le nostre origini

NOCI – Probabilmente non tutti sono a conoscenza che Noci può vantare della presenza dell’unico museo del sud Italia dedicato alle macchine agricole, ricco di storia della nostra terra. Si tratta del Museo storico del trattore, allestito presso una grande sala sita in via Tommaso Fiore 2 grazie alla passione e dedizione dell’associazione nocese “Tratti di Storia”, composta da Giuseppe Tinelli, sua figlia, e dalla presidente Enza Losavio.

L’idea di dar vita a questo museo nasce dal desiderio di rispettare la volontà del figlio del sign. Tinelli, appassionato di macchine agricole ma sfortunatamente scomparso prematuramente, che da sempre desiderava trasmettere ai giovani la conoscenza della storia della meccanizzazione. Infatti, egli sosteneva che non è possibile apprezzare un trattore nuovo senza conoscerne uno vecchio. Perciò, «abbiamo dato vita a questa realtà con lo scopo di far conoscere ai bambini e ai ragazzi delle scuole elementari e medie, e ben venga anche agli alunni delle scuole superiori, quali sono le macchine d’epoca e perché si è arrivati ai trattori odierni» ha raccontato a LeggiNoci.it Giuseppe Tinelli, il quale con forte passione e impegno si è occupato personalmente del restauro dei trattori.

Questo splendido museo, inaugurato il 19 maggio 2013, trasporta tutti i visitatori in un viaggio nel passato alla scoperta dei più bei modelli di trattore della storia, prodotti da storiche aziende italiane, come Landini e Fiat, tedesche come Man e Fendt, e inglesi come Massey Ferguson. Visitandolo è possibile ripercorrere la nascita della meccanizzazione grazie ad una chiara e semplice linea del tempo nella quale sono riportate le date significative che ne hanno segnato la storia, a partire dall’antico Egitto, passando per i greci e i romani, proseguendo con gli anni della rivoluzione industriale e delle guerre mondiali, fino a giungere ai giorni nostri.

All’interno di questo grande salone sono custoditi 20 trattori, tutti rigorosamente marcianti e muniti di scheda tecnica, ai quali saranno aggiunti, magari in un luogo più grande, altri trattori che attualmente sono in fase di restauro. Il più antico risale al 1934 ed è rappresentato dal noto “Landini testa calda”, così rinominato perché la testa, ossia il motore, viene riscaldato grazie ad un apposito strumento alimentato a petrolio, oggi sostituito da un cannello alimentato a gas, e fornito di ruote in ferro poiché quelle in gomma furono introdotte solo dopo la seconda guerra mondiale.

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Ad arricchire lo scenario ricco di cultura della nostra terra vi sono esposte attrezzature antiche, utilizzate in passato per arare o raccogliere il grano. «La scelta di inserire questi oggetti è dovuta al desiderio di evidenziare il passaggio avvenuto dalla trazione animale alla trazione di cavalli vapore, che ha favorito il progresso economico grazie al dimezzamento dei tempi di lavorazione e alla facilitazione del lavoro dell’agricoltore» ha spiegato Giuseppe Tinelli, aggiungendo: «Il museo sta dando una grande soddisfazione e siamo orgogliosi di ciò che abbiamo realizzato. Sono tante le scolaresche che sono venute a visitarlo e tante altre vorrei che vi prendessero visione. Vedere la curiosità dei bambini nel vedere queste grandi macchine e attrezzature mi regala una grande gioia».

Il museo è permanente ed è completamente gratuito poiché non ha alcuno scopo di lucro. È possibile visitarlo su prenotazione chiamando i numeri 080/4977976, 368/7398732 o 348/5978750. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.trattidistoria.it .

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