I ragazzi dell’ACR donano un sorriso ai cittadini nocesi

NOCI – Nel pomeriggio dello scorso sabato 28 gennaio, le strade della nostra piccola cittadina sono state invase da veri e propri “missionari del sorriso”.

Ad assumere queste vesti sono stati i ragazzi dell’ACR del gruppo di prima media della Chiesa Madre, guidati dai due giovani educatori Rosalba Laera e Vincenzo Mastropasqua, ideatori dell’iniziativa “Collezionare sorrisi”, la quale si pone in continuità con il tema scelto per quest’anno dall’ACR, ovvero “CIRCOndati di gioia”, e si inserisce nel mese della pace, titolo attribuito proprio al mese di gennaio.

In un freddo pomeriggio, i ragazzi, in compagnia dei due educatori, hanno riscaldato i cuori dei nocesi, camminando per le vie del paese con in mano una scatola rappresentante uno smile (sorriso), e contenente tanti piccoli smile fatti di cartoncino da regalare a tutti i passanti. Inoltre, chi ha ricevuto il piccolo dono, ha avuto l’opportunità di scattare una foto per immortalare il momento e portare a termine la missione di “collezionare” sorrisi.

Questo spontaneo e ammirevole gesto, è stato fatto in modo completamente sereno e gratuito, senza pretendere nulla in cambio.

«Abbiamo trasformato un semplice incontro di ACR in un’occasione per far impegnare i ragazzi a far proprio lo stile della prossimità gioiosa. L’unico obiettivo era scatenare la gioia e far sorridere la gente costruendo sorrisi, perché la pace può esistere, ma deve essere cercata e costruita. Questo è stato un primo piccolo passo per fare quello che tutti, in realtà, siamo chiamati a fare, e cioè portare la gioia nel mondo, il buonumore tra le persone, rendendo felici non solo gli altri ma anche noi stessi» ci ha raccontato Rosalba Laera.

I ragazzi si sono dimostrati entusiasti dell’iniziativa intrapresa, «si sono sentiti subito coinvolti e protagonisti. Hanno creduto molto in questo “esperimento”». Le reazioni dei passanti, invece, sono state differenti tra loro. C’è stati chi, meravigliato dall’iniziativa, ha accolto benevolmente i piccoli lasciandosi coinvolgere e regalando loro delle caramelle. Altri invece, più scontrosi e diffidenti, si sono addirittura rifiutati di prendere lo smile, altri invece, poiché si aspettavano di dover ricambiare il gesto con del denaro.

Nonostante ciò, la missione di questi ragazzi sembra essere riuscita. «Penso che i ragazzi siano riusciti nel loro intento, quello di meravigliare le persone, stupirle e poi creare una reazione a catena, dare gioia, colore e buonumore. È stato un piccolo esperimento che ci ha permesso di capire come il mondo ha bisogno del nostro sorriso, di una vicinanza gratuita, di buone notizie. Sembra che nessuno sia più abituato alle cose semplici e piccole, eppure la felicità inizia proprio da quella curva sul viso che accorcia le distanze, che fa magie, che cura e salva».

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