“I fèfe e u mire”: l’ultimo lavoro del Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi

NOCI – Alla vigilia della sagra nocese più popolare della Puglia, verrà presentato l’ultima fatica del Centro Studi sui Dialetti Apulo-Baresi. Il 4 novembre, infatti, all’interno dell’aula magna dell’“A. Agherbino” di Noci, durante la terza lezione Uten “Lezioni di dialettologia” delle 17.30, verrà presentato al pubblico il libro “I fèfe e u mire”, per celebrare due prodotti tipici delle nostre zone, vale a dire le fave e il vino. A presentarlo attraverso una conferenza stampa all’interno del caffè letterario nocese, troviamo, (a partire da sinistra nell’immagine di copertina) il socio UTEN Pietro Recchia, in compagnia di Pietro Gigante, Mario Gabriele e Giovanni Laera, membri del Centro Studi.

Nato nel 2013 all’interno dell’UTEN per sostenere corsi sul dialetto, il Centro Studi ha col tempo sostenuto diverse pubblicazioni su varie tematiche, legandole al nostro dialetto nelle sue forme moderne e antiche. «Essendo stato l’UTEN la culla per la nostra associazione, per il decimo anno accademico dell’Università abbiamo presentato quattro ricerche per il corso di dialettologia. All’interno di queste iniziative abbiamo ritenuto opportuno pubblicare un libro per coloro che sono affascinati dal dialetto» spiega Mario Gabriele.

Per illustrare la cultura del vino e delle fave nella tradizione popolare nocese, Il Centro Studi utilizza la metafora del viaggio. «Studiare il dialetto significa viaggiare nello spazio, quindi in questo caso scoprire Noci e visitare le meravigliose gnostre. Ma non solo. Studiare il dialetto significa, in primis, viaggiare nel tempo. È come se avessimo la DeLorean di Ritorno al Futuro» spiega anche Giovanni Laera. «Se infatti noi andassimo indietro nel tempo di 80 anni e entrassimo in una casa di Noci, state certi che sulla tavola imbandita troveremmo un piatto fumante di fave e una bottiglia di vino». Ed è proprio questa la motivazione che ha spinto il Centro Studi a scriverne un libro, dal momento che le fave rappresentano un prodotto fondamentale all’interno della nostra alimentazione e il vino ha un’importanza tale da generare, nel nostro dialetto, molti modi di dire e proverbi. A questo si aggiunge lo stretto rapporto del cibo con la cultura, come simbolo di civilizzazione, messo al centro delle indagini e degli esami dell’intera società scientifica. «Il libro vuol essere un viaggio nel corpo umano, nel pensiero antico, nella letteratura e nel folklore di Noci, e a farci da Cicerone sarà proprio il dialetto».

Il libro sarà disponibile all’acquisto nella terza lezione sui dialetti dell’UTEN del 4 novembre, nonché in tutte le edicole, sempre a partire dalla medesima data. «È un libro per tutti» conclude Giovanni Laera. «Si rivolge al più ampio spettro di lettori, dall’esperto all’appassionato, fino al semplice lettore di poesie». Il grande viaggio sulla mitologia, sulle espressioni dialettali, sui proverbi, sulle poesie e quant’altro, è frutto del lavoro di Chiara Fasano, Mario Gabriele, Pietro Gigante e Giovanni Laera. Le illustrazioni sono a cura di Antonio de Grazia per introdurre le due sezioni del libro e di Angela Liuzzi per la copertina.

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