Il nocese Turi alla corte della BBVA per un nuovo concetto di banca

NOCI – C’è anche il nocese Massimiliano Turi nel centro innovazione di BBVA di Madrid. Il direttore creativo/art director  nostrano, amministratore di Reclame Lab, è stato scelto per portare a compimento un progetto di branding per un nuovo prodotto di online banking, una startup interna.

La banca internazionale spagnola conta più di 47 milioni di clienti individuali e corporate distribuiti in tutto il mondo e sta per lanciare un nuovo concetto di e-banking con un progetto di modello bancario che mette al centro il cittadino. L’obiettivo di BBVA è quello di combinare l’esperienza virtuale con la relazione sul campo, i social network e uno standard globale in parallelo a piccoli accorgimenti locali. Il nuovo modello serve a migliorare l’efficienza tecnologica da un lato e a fornire il supporto umano per le decisioni finanziare dall’altro.

Secondo il modello partorito dalla banca i clienti sono liberi di interagire autonomamente, con i punti digitali creati all’interno delle filiali. Al contempo sono stati creati dei “cocoon” – letteralmente bozzoli – dove i clienti possono invece chiacchierare e prendere decisioni importanti insieme ai loro promotori finanziari; sono stati creati in modo tale da potersi sedere con il promotore di fronte e vedere entrambi la schermata del tablet. Le future filiali dunque avranno la possibilità di essere completamente interattive con supporti high-tech e videowall per un facile accesso ai servizi bancari partendo dai bisogni del cliente e dalle potenzialità espresse dal territorio in cui la filiale esercita. Ovviamente i supporti tecnologici ed informatici debbono avere un forte carattere distintivo per essere facilmente riconoscibili all’interno delle filiali ed accessibili anche a coloro meno avvezzi al mondo digitale.

Tutto il programma futuro BBVA nasce nel Centro di Innovación, un palazzo di inizio secolo completamente ristrutturato nella centrica Plaza Santa Barbara. Adibito ad incubatore di talenti e startup, questo “Google spagnolo” è impegnato nello I+D (ricerca e sviluppo) per spianare la strada all’ebanking di futura generazione. In questo contesto si inquadra il lavoro di Turi impegnato insieme ad altri 6 ragazzi, a costruire un prodotto che inquadri subito il progetto innovativo e dia risalto ai servizi offerti facilitando il lending online. «Il progetto al quale sto lavorando – ci spiega Turi da Madrid – è una piattaforma di e-lending di nuova generazione pensata per la piccola e media impresa, le PIME, che con la crisi hanno avuto difficoltà di accesso al credito. Il mio incarico è quello di sviluppare il brand, tutti gli elementi che creano l’identità di questo nuovo prodotto bancario: dal marchio fino ai pulsanti presenti sul sito e l’applicazione ufficiale. Lavoro in un team misto di 7 persone dove ognuno copre un ruolo diverso ma complementare, tutti dediti a far nascere questo nuovo prodotto di e banking».

Quanto tempo rimarrai in Spagna? «Il progetto è fatto di varie fasi, una di analisi dove si costruisce tutta l’interazione utente ed una di sviluppo, dove realizziamo la struttura ed il brand. Dopo seguiranno un’alfa chiusa di circa 6 mesi dove si affineranno a livello di programmazione ed interazione tutti i piccoli problemi che potranno emergere. Il mio ruolo dipende dalla velocità di sviluppo che riusciremo a mantenere, comunque dovrei partecipare al progetto per circa 2/4 mesi massimo».

Quali differenze riscontri con la realtà italiana? «Per quanto in difficoltà, la grande differenza tra Italia e Spagna sono gli investimenti ed il rinnovamento tecnologico. Madrid in 8 anni è cambiata tantissimo, hanno creato Madrid Rio intubando una importante arteria stradale regalando ettari di parchi accanto al fiume Manzanares. Il centro città ha biciclette elettriche a noleggio, autobus con wifi, parcheggi a pagamento intelligenti e servizio di car sharing elettrico. Poi chilometri di piste ciclabili, varie strade nel centro diventate pedonali, vere centrali per lo  shopping. Una realtà dinamica nonostante una politica in stasi e problemi uguali ai nostri».

Il 44enne direttore creativo e art director, non è nuovo a progetti simili. Già l’anno scorso è stato chiamato  per lavorare ad un progetto per il mondo del running. Una complessa piattaforma di sharing per allenatori e runners dove poter intercambiare informazioni, creare corsi e venderli, il tutto controllabile via telefono. Ad oggi quel progetto sta proseguendo, in fase beta, e a breve verrà lanciato su scala internazionale.

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