“Ciao Darwin”: ecco spiegate le cause del suo successo

NOCI – Ascolti da record. Successo incontrovertibile sui social. Milioni di telespettatori incollati allo schermo il venerdì sera. Si tratta di un fenomeno mediatico, una trasmissione televisiva, un varietà sui generis chiamato “Ciao Darwin” capace di regalare allegria, ironia e intelligenza.

Lo show antropologico di canale 5 giunto alla sua settima edizione continua a riscuotere notevole successo puntata dopo puntata. Ed è naturale che sia così. Coreografie eccitanti, ballerine di una bellezza mozzafiato, costumi che lasciano poco spazio all’immaginazione, musiche moderne e scenografia che mette di buonumore già dai colori. Le carte vincenti ci sono tutte. Ciao Darwin è un programma fresco, frizzante, gioioso… e la gente oggi ha bisogno di questo. Ha bisogno di poter accendere la tv dopo una lunga giornata stressante e potersi rilassare, poter ridere. Ma ridere di gusto. Non come quando giri canale e ci trovi trasmissioni stile Zelig che non fanno divertire nemmeno i parenti dei comici sul palco.

Paolo Bonolis e Luca Laurenti non hanno bisogno di copioni né di battute studiate a tavolino. Il loro è un umorismo spontaneo, vero, mai volgare, che tra piccanti defilè, prove di coraggio semiserie ed elementari quiz riesce a offrire un prodotto che non ha eguali.

Ogni settimana, capitanati da un caposquadra più o meno famoso, si sfidano mondi opposti sfoggiando i loro punti forti che contrastano e sminuiscono gli avversari. Il fil rouge è una comunicazione fra diversi che non vuole accordi né compromessi. Le allusioni sessuali e la carica erotica profusa da Madre Natura rappresentano il valore aggiunto a uno spettacolo che dà al telespettatore ciò che quest’ultimo vorrebbe: nessun tabù, materialismo non nascosto e intrattenimento piacevole e creativo.

Inutile sottolineare che la bravura, lo spirito e la mostruosa dialettica del conduttore Bonolis raffigurano l’ingrediente basilare che permette alla ciambella di riuscire col buco.

One Response to "“Ciao Darwin”: ecco spiegate le cause del suo successo"

  1. Elisabetta D'Onghia  23 aprile 2016

    Mi spiegate il senso di questo articolo??….ci volevano le osservazioni “argutissime” di questa signorina per osservare il successo di un programma di così bassa lega?!….trovo che questo pezzo non aggiunga nulla di nuovo a quello che già tutti sapevamo, ovvero che “Tira più un pelo di donna che un carro di buoi”! Inutile a dir poco!

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