I “messaggi” delle canzoni di Sanremo? Che fatica

NOCI – Lo confesso! Senza imbarazzo! Io vado pazza per il festival di Sanremo! Da quando ero bambina e lo seguivo con la mia mamma per radio! Toglietemi la festa degli innamorati, quella della donna, della mamma, l’anniversario del matrimonio, ma non mettete le mani sul festival! Sarà pure nazionalpopolare, ma chissà perché gli intellettuali di destra di sinistra e di centro lo vedono e lo nascondono! Però, se vengono invitati dalle TV a dire la loro, corrono, eccome che corrono! E sproloquiano pure! E in questa occasione ti accorgi che in Italia la patente di intellettuale la danno a tutti, basta che tu appaia in televisione come esperto! Pure Alba Parietti è intellettuale esperta di tutto! E allora faccio l’esperta anch’io! Il festival di Sanremo traccia la storia del costume del nostro paese dal dopoguerra in poi. Non possiamo permetterci di ignorarlo! I testi delle canzoni che lo hanno attraversato, messi assieme, hanno lo stesso valore di un’opera storico-letteraria. Ed ha anche valore sociale! Ancora oggi il festival riunisce tutta la famiglia a casa per una settimana intera! Ha una sua laica sacralità! Che si rinnova ogni anno nel mese di febbraio. Sdraiati sul divano si sgranocchia di tutto: pop corn, taralli pizzette e giudizi. Una volta si era meno pretenziosi nei giudizi!

Forse perché la vita era più semplice! Ascoltavamo le canzoni devotamente, commentavamo gli abbigliamenti, quelli un po’ eccentrici, parteggiavamo per l’uno o per l’altro e il giorno dopo canticchiavamo i motivetti, con quelle parole scontate, un po’ banalucce, con il cuore che rimava con amore, con la melodia orecchiabile, il ritornello che ti si inchiodava in testa e nel cuore! E, per cantarli i motivetti, anche in bagno, non era necessario avere l’ugola supersonica perché, allora, le canzoni per lo più si sussurravano e solo in finale c’era l’acuto spacca timpano! E oggi? Diverso! Prova a cantarli in bagno o in cucina i motivi di Emma! Ti ritroverai in casa i forconi di condomini e dintorni! E poi oggi, per valutare una canzone, ti devi concentrare sui “messaggi”. In ogni canzone devi ricercare il messaggio sociale! Più messaggi trovi e più è degna di premi speciali! La canzonetta, quella sempliciotta, quella che gioiosamente ricantavi come riscatto di giornate faticose, quella, appunto, disimpegnata, non va più di moda! Anzi! Gli autori si arruffano i pensieri alla ricerca del messaggio! Ci perdono il sonno!

Anche io, a non voler essere da meno di Alba Parietti, mi sono attrezzata a cercarli questi benedetti “messaggi”. Una fatica! Per esempio nella borsa di Noemi, cantante peraltro bravissima, lei mentre cerca le chiavi che è un classico di noi donne, riconosce le “sue” mani, ma di chi? Di lei o di lui? Perché se sono di lui sarebbe una cosa paranormale e a me farebbe impressione, se sono di lei, la poverina è davvero messa male a confondere le proprie mani con quelle di un’altra persona! E poi, nervosa per non trovarle, dice che nella sua borsa non c’è spazio per un altro amore!!Boh?!?!Che vuol dire? E’ come quando al liceo mi imbattevo in una versione di Tucidide di cui non trovavo la proposizione principale e solo un intreccio di subordinate e coordinate alla rinfusa ed io annaspavo alla cieca senza aver capito il senso! E poi c’è un altro cantante che urla disperato: ”non amarmi di meno non odiarmi di meno dovrei amarti di meno dovrei odiarti di meno!” Deciditi figlio mio! questo è un messaggio negativo! Già la vita per alcuni versi è improbabile, poi ti ci metti tu a complicarla! In amore è semplice: o ami o non ami e l’odio c’entra come il broccolo tartufato a colazione!! E quell’altro che sbraita: “ti cucirò un vestito addosso prima di scappare via” e lei gli risponde: “ti lascio qui la pelle mia “e lui “credi che non sia abbastanza per non scappare via”? Ma siamo pazzi? Abbiamo fatto il 68 per liberarci dalla soggezione al maschio e, in pieno secolo ventunesimo, pur di scappare via da un amore non proprio felice, ci scuoiamo lasciando in pegno la nostra pelle!! Ma è proprio necessario? Non possiamo andare via con un arrivederci e grazie?

Ed un’altra poveraccia che non ha fatto il femminismo si sgola: ”l’amore non è una colpa non è un mistero” e fin qui ci siamo! Se fosse una colpa, sai quanti pochi innocenti girerebbero per strada! Ma poi la poveraccia in stato confusionale continua:” l’amore succederà o forse è già successo ma tu non l’hai visto ed io qui stasera resto a cucinare” No! Questo è troppo! Ma che messaggio dai? Per riprenderti dalla delusione che ti ha inferto un tamarro che ti ha usata senza accorgersi del tuo amore, tu che fai? Gli prepari la cenetta? Non mi sono confrontata con Alba la tuttosa, chissà che dice di questi messaggi! Ripenso con nostalgia ai tempi di “vola colomba bianca vola, diglielo tu che tornerò, dille che non sarà più sola e che mai più la lascerò”! Messaggio positivo, comprensibile a tutti, senza complicazioni pseudo filosofiche pedagogiche psicologiche!! Poiché non c’era internet ed il telefono era uno strumento per pochi, il poveraccio si affida alla colombella per dire alla sua amata che non le farà più le corna. Più romantico di così!! Ebbene, i tempi cambiano, i costumi cambiano, l’approccio con la vita cambia. Ma è proprio così? I testi delle canzoni potranno darci una risposta, più di complicati trattati sociologici! Da parte mia nutro la speranza di poter seguire, negli anni che verranno, il festival in piena lucidità … finché morte non ci separi!!

MIMMA MAGURNO

One Response to "I “messaggi” delle canzoni di Sanremo? Che fatica"

  1. Gabriele Cosentini  18 febbraio 2016

    eccezionale….. è sempre un piacere leggerti..!!

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